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News by Dire
Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

CONSIGLIERE REGIONALE 5 STELLE CONTRO LA CHIUSURA DELL'UNITA'... GRILLO: "SE NE VADA NEL PD".

Repubblica Bologna
03 gennaio 2012

Bologna, Grillo "licenzia" via web
il suo consigliere regionale

Andrea Defranceschi si schiera contro la chiusura dell’Unità in difesa dei lavoratori. L’ira del leader: "Noi siamo contro il finanziamento pubblico dei giornali, vattene nel Pd"


di BEPPE PERSICHELLA
Insulti, richieste di dimissioni, caccia al "traditore". Sul finanziamento pubblico ai giornali si spacca il Movimento a 5 Stelle. E sul web è guerra aperta tra le diverse fazioni. Scende nell'arena lo stesso Beppe Grillo che chiede la testa del consigliere regionale Andrea Defranceschi, colpevole di aver chiesto alla giunta dell'Emilia Romagna di fare il possibile per evitare la chiusura del quotidiano "L'Unità". 

Tutto inizia con una risoluzione firmata dal capogruppo dei grillini in Regione Andrea Defranceschi, diffusa dopo Natale, che chiede a viale Aldo Moro e a Vasco Errani di attivarsi "affinché vengano salvaguardati gli attuali posti di lavoro e le professionalità da questi rappresentate ricorrendo a tutti gli strumenti utili". Una richiesta inaccettabile per Grillo e per tanti del movimento che hanno sin dall'inizio portato avanti la battaglia contro il finanziamento pubblico ai quotidiani. L'accusa per Defranceschi è pesantissima: "Ha tradito il mandato elettorale" scrivono molti militanti sul sito di Grillo. 

E' da lì che parte infatti la sua invettiva nei confronti del consigliere regionale. Senza girarci troppo attorno, Grillo auspica invece la chiusura dell'Unità e chiede a Defranceschi di farsi da parte. "Il 2012 non sarà del tutto negativo. Porterà in dono anche la chiusura di molti giornali finanziati con soldi pubblici, veri cani da guardia dei partiti. Giornali che hanno attaccato il Movimento 5 Stelle prima ancora che esistesse o che, nel migliore dei casi, ne hanno taciuto le iniziative" scrive Grillo, che non ha parole di compassione per il quotidiano fondato da Antonio Gramsci. "Se non vende, chiuda i battenti" è la sommaria soluzione suggerita dal noto blogger. E se qualcuno, come Defranceschi, non è d'accordo, può benissimo passare al Pd. "Se qualche esponente del Movimento 5 Stelle la pensa diversamente non è un problema. Il Pdmenoelle lo accoglierà subito tra le sue braccia". 

Una vera e propria epurazione, che spacca la base del movimento. I commenti al post sono discordanti. C'è chi è d'accordo con il leader e accusa il consigliere regionale di essere un "traditore". "Spero vivamente che Beppe Grillo espella questo voltagabbana dal movimento per dare un segnale chiaro e forte agli elettori che oggi si sentono veramente presi in giro" scrive ad esempio Roberto. Altri invece criticano apertamente i modi da "padrone" usati da Grillo. "Chi è d'accordo bene, chi non è d'accordo può pure andare fuori dalle balle!!! Ecco dunque l'alternativa: un partito retto da un padrone che non ammette discussioni, votazioni o dibattiti" risponde Enrico. A nulla è valsa la replica di Defranceschi nel tentativo di spegnere le fiamme. "Siamo ancora contro il finanziamento pubblico ai giornali, ma siamo dalla parte dei lavoratori che rischiano il posto" prova a farsi spiegare il consigliere grillino. Troppo tardi ormai, la sostanza non cambia: per molti militanti ha tradito il mandato elettorale e deve dimettersi.

Defranceschi per tutta la giornata prova a resistere, poi si piega al volere del Web e ritira la sua risoluzione: "È stata montata un campagna di disinformazione nei miei confronti. Mi hanno messo in bocca cose mai dette e Grillo ha travisato la mia risoluzione. Non ho tradito nessun programma per me la questione è chiusa".



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