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News by Dire
Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

IL PASTICCIACCIO DELLA MOSCHEA DI GENOVA: L'IDV CONTRO IL PD.

REPUBBLICA GENOVA domenica 8

Moschea, l´Idv avverte la Vincenzi  

Nicolò Scialfa: no al Lagaccio, vedrete che anche nel Pd voteranno con noi    

"Questo tema andava discusso dopo le primarie Ma il sindaco si è portato avanti..."

RAFFAELE NIRI

«Ma perché mai se un ragionamento viene dal Pd, è finemente politico, mentre se viene da Italia dei Valori è solo "bassa speculazione"? E perché - se diciamo che siamo assolutamente favorevoli alla moschea a Genova e assolutamente contrari alla moschea al Lagaccio - dobbiamo essere additati come i monatti, gli affamatori del popolo, i biechi calcolatori?».
Sarà la stazza, sarà l´abitudine a parlare chiaro, ma Nicolò Scialfa - alla vigilia della grande sfida di martedì in consiglio comunale sul futuro della moschea genovese - ricorda Cassius Clay (quando ancora si chiamava Cassius Clay) alle operazioni di peso, prima di salire sul ring. E martedì pomeriggio la Sala Rossa di Palazzo Tursi rischia di trasformarsi davvero in un ring. Meglio, in un saloon, dove tutti cercano di menarle a tutti.
L´esponente di Italia dei Valori (è consigliere tanto in Comune quanto in Regione e di lui si parla come prossimo parlamentare) ce l´ha con tutti: con il presidente Giuliano Amato intervistato da Repubblica, con il presidente del consiglio regionale Rosario Monteleone, con Marta Vincenzi e Andrea Ranieri, con la Lega.
Scialfa, uno per volta, per carità.
«Mi è piaciuta la parte teorica del discorso di Giuliano Amato. Però dal presidente della Treccani pretendo che conosca un po´ di storia. Genova ha una profonda tradizione di moschee ma stavano - lo dico da professore di scuola - nel porto, perché lì arrivavano i fedeli dell´Islam. Quando abbiamo indicato il Mercato del pesce come sede adatta non lo abbiamo fatto solo per ragioni "di servizio" (i fedeli stanno nei vicoli, la collocazione in piazza Cavour è la più appropriata) ma anche per ragioni storiche. Giuliano Amato non può sposare le tesi di Ranieri. E poi c´era un patto preciso tra la Vincenzi e la Paladini».
Forse è il caso di raccontarlo.
«La moschea, aveva concordato il sindaco, andava discussa dopo le Primarie, a campo sgombro. Poi c´è stata una fuga in avanti dell´assessore Ranieri e adesso è un pasticcio tremendo».
Perché è un pasticcio?
«Intendiamoci, noi non voteremo mai la mozione del leghista Rixi. La Lega è il vero partito reazionario, becero e noi di IdV con loro non abbiamo nulla a che spartire. Detto questo, presenteremo una nostra mozione che dice "sì alla moschea, ma non al Lagaccio". E sono certo che la voteranno tanto consiglieri del centro quanto consiglieri del Pd».
Vuol dire che la Vincenzi, che voi sostenete, può andare sotto per colpa vostra?
«E´ la politica, bellezza. Politica è confrontarsi, discutere, sostenere le proprie idee. Siamo stati tra i primi a sostenere la necessità di una moschea a Genova. Ma se il posto scelto dall´amministrazione è sbagliato, è sbagliato».
Giuliano Amato, Marta Vincenzi, Andrea Ranieri, Edoardo Rixi. Chi è il prossimo, Cassius Scialfa?
«Rosario Monteleone. Ho trovato la sua uscita su Repubblica assolutamente fuori luogo. Ma come? Fino a qualche mese fa raccoglieva le firme contro la moschea con Matteo Rosso e Gianni Plinio, e adesso viene a darci lezioni di etica politica? Ma quando la smetteranno di disegnarci come brutti, sporchi e cattivi e ci riconosceranno pari dignità?»

 

REPUBBLICA GENOVA giovedì 5

Monteleone: "L´Udc voterà la moschea"  

Intervista al leader dell´Udc:

sui no al luogo di culto non capisco l´Idv   

 Il presidente del consiglio regionale a tutto campo su strategie, alleanze e Primarie

  AVA ZUNINO

La moschea s´ha da fare: Rosario Monteleone, coordinatore ligure dell´Udc e presidente del consiglio regionale, schiera il suo partito sul fronte del "si" ad un progetto che invece rischia di far vacillare i rapporti tra Pd e Idv. Conferma che a primavera il terzo polo correrà da solo per il Comune di Genova e non esclude di appoggiare la candidatura a sindaco di Enrico Musso, il senatore ex pdl in campo con il suo movimento civico. In un lungo colloquio, nel suo ufficio della presidenza del consiglio regionale, Monteleone parla anche dei costi della politica. Per dire che il consiglio regionale ha ridotto le spese di 5 milioni in un anno e mezzo: «Credo che margini non ce ne siano più».
Partiamo dalla moschea, che martedì approda al voto del consiglio comunale con la mozione della Lega che dice no: l´Udc vota a favore?
«Un argomento così importante e delicato è stato malgestito: questa scelta del sindaco, a cavallo delle elezioni amministrative, non mi convince e soprattutto non aiuta a fare in serenità ed equilibrio la scelta migliore. Io credo però che debba passare il principio che a Genova è giusto concedere lo spazio per la costruzione di questo luogo di culto».
Traducendo: voterete contro la mozione che dice no alla moschea al Lagaccio?
«Proporre l´ubicazione è responsabilità di chi amministra, una volta fatti i dovuti approfondimenti urbanistici e territoriali. Io proporrò ai miei amici in consiglio comunale di non prestarsi a strumentalizzazioni e a votare perché a Genova ci possa essere la moschea».
Se qualcuno di Idv avesse dei tentennamenti nel voto, ci sarete voi...
«Capisco la posizione della Lega mentre non riesco a comprendere le motivazioni di un partito che è parte integrante della maggioranza ed ha condiviso in toto le scelte di questi ultimi 5 anni. Dire, come fa Idv, che la moschea va bene ma non al Lagaccio, è fare un distinguo che non serve a mettere chiarezza. Anzi. Crea disagio e instabilità che in questo momento non servono, visto che bisogna fare una scelta di diritto e di civiltà in un mondo globalizzato».
Più lei parla più viene da chiedersi come mai l´Udc non sia con il centrosinistra anche in Comune. C´è più sintonia tra voi e il Pd che tra il Pd e l´Idv
«Noi ci confrontiamo sui problemi cercando, in un momento difficile come questo, di far prevalere due cose importanti: l´equilibrio delle scelte e l´interesse pubblico. Oggi in una città come la nostra, con una presenza di stranieri per la maggior parte completamente integrati ed inseriti nel tessuto sociale, aprire conflitti e scontri culturali mi sembrerebbe una sciocchezza. Per il resto credo che i ragionamenti che abbiamo appena fatto dimostrino perché non facciamo parte di questa maggioranza in Comune e la nostra distanza dal sindaco Vincenzi. Ci rendiamo conto che ha amministrato in un momento difficile ed in un periodo di grande trasformazione. Ma credo che non abbia saputo gestire questa trasformazione. Soprattutto credo che si sia fatta fare "prigioniera" da alcune forze politiche che hanno fatto prevalere la logica dei numeri e non quella del consenso e della politica».
Ora ci sono le primarie del centrosinistra per scegliere il candidato sindaco: potrebbe venirne un segnale anche per voi?
«Credo che le primarie in questo momento non possano dare alcun tipo di segnale. Sono solo la conta e una prova di forza in uno schieramento che ha dimostrato tutti i suoi limiti proprio scegliendo le primarie: in un momento così difficile doveva prevalere la politica, cercando di dare risposte ad una città che sta vivendo un momento drammatico di cui Fincantieri ed Amt sono solo la punta dell´iceberg».
Correrete da soli, almeno al primo turno. Con Musso candidato sindaco?
«Correremo da soli. Ora non siamo impegnati a trovare candidati ma a capire chi in questa città vuol costruire col terzo polo un´alternativa vera, con le uniche primarie vere che sono il primo turno elettorale delle elezioni comunali. Credo che il primo turno potrebbe riservare sorprese. Musso? Devo dire che in questo ultimo periodo ha virato completamente rispetto alle sue posizioni iniziali, riconoscendo di fatto una scelta fondamentale: quella di aprirsi ad una logica di coalizione. Forse ha capito che da soli si fa poca strada».
Voi dovrete comunque trovare un candidato sindaco.
«Certo, ogni ragionamento è aperto e anche Musso potrebbe rientrare in questa logica».
I costi della politica: in consiglio regionale il 2012 porterà tagli?
«Credo che sui costi della politica sia necessario riuscire a ragionare sgombrando il campo da atteggiamenti demagogici. Voglio ricordare che il bilancio del Consiglio è lo 0,5 per cento dell´intero bilancio regionale. Nell´ultimo anno e mezzo abbiamo ridotto i costi di quasi 5 milioni: eravamo a 31 milioni e mezzo, siamo scesi a 27. Difficilmente si potrà comprimere ancora».
L´andamento delle amministrative potrà influire sull´alleanza in Regione?
«Assolutamente no. Uno dei punti dell´alleanza politico-programmatica col presidente Burlando era l´assenza di vincoli per le elezioni amministrative e politiche

 



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