Il Tribuno
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News by Dire
Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

PARTITI PERSONALI E PATRIMONIALI:LA LEGA. I SOLDI DEL FINANZIAMENTO PUBBLICO IN TANZANIA E A CIPRO

IL SECOLO XIX
11 gennaio 2012

Fondi leghisti, affidamento a due privati

Giovanni Mari


Genova - Venti giorni per tirare fuori conti, spiegazioni e garanzie. Il “Cerchio magico” leghista, per la prima volta, si trova davvero in minoranza nella Lega. È il gruppo di comando del Carroccio, composto da Umberto Bossi, la moglie Manuela Marrone, la lady di ferro Rosi Mauro e il segretario amministrativo Francesco Belsito: si è dovuto arrendere alle pressioni dopo la bufera che si è sollevata dopo le rivelazioni del Secolo XIX sui sette milioni di euro investiti all’estero dal partito. La base, i funzionari intermedi e tutta l’ala che fa riferimento a Maroni è in fermento, in rivolta: «Vogliamo sapere tutto di queste operazioni, vogliamo la pubblicazione integrale e dettagliata di tutti i conti della Lega», ha fatto sapere il parlamentare Gianluca Pini. La richiesta ufficiale è doppia: approvazione (e analisi dettagliata) del bilancio consuntivo 2011 e di quello preventivo 2012 entro il 31 gennaio. La volontà, nota a tutti, anche nel “Cerchio magico”, è quella di «scandagliare a fondo ogni singolo euro».

Tanzania e Cipro. A sconvolgere i leghisti sono i destinatari dei bonifici firmati da Belsito tra Natale e Capodanno. Non solo dall’Italia sono partiti 4,5 milioni per la Tanzania e 1,2 per Cipro (operazione di per sé curiosa visti i temporanei alti rendimenti dei banali titoli di Stato italiani); ma i beneficiari non sono neppure Fondi di investimento bancari o di Stato estero. Nel caso del Paese centrafricano il destinatario del maxi-bonifico è Stefano Bonet, uomo d’affari già noto alle cronache giudiziarie e collegato alle imprese finanziarie dell’ex ministro “meteora” Aldo Brancher. Nel caso dell’isola Mediterranea a incassare il milione e duecentomila euro è stata la società di consulenza fiscale Kripsa il cui titolare Paolo Scala è noto sul web per alcune sue interviste sull’emozione di scappare dall’Italia per fare fortuna all’estero. Scala è registrato dalle agenzie collegate all’Ice come avvocato, e come tale ha uno studio a Nicosia; ma la Kripsa è basata a Larnaca, pur non avendo un indirizzo ma solo una casella postale: ha due numeri di telefono (uno è un cellulare), ma ieri squillavano a vuoto e in serata o rispondeva qualcuno in greco.

Dirigenti ignari. La questione dei finanziamenti off-shore ha scosso il partito. A spezzare l’equilibrio interno è stato il fatto che nessuno sapeva dei bonifici, salvo Belsito e Bossi. Ne erano all’oscuro anche i componenti del Comitato degli amministratori, che pure, per Statuto, dovrebbero valutare e autorizzare qualsiasi operazione finanziaria della Lega. Nel comitato spiccano le figure di Roberto Castelli e Piergiorgio Stiffoni: hanno giurato a Roberto Calderoli - a suo dire del tutto ignaro dell’operazione -di non averne mai saputo nulla: né di fondi esteri né di Tanzania e Cipro.

Comitato disciplina. Tutto questo è bastato per convincere Maroni a chiedere un Comitato federale straordinario (il massimo organismo interno) sul caso dei fondi all’estero. Non lo dicono ai microfoni, ma i maroniani hanno il terrore che questi soldi possano sparire, possano smettere di essere della Lega. E in questo contesto si inseriscono le insinuazioni de l’indipendenza.org, il quotidiano on-line vicino all’ex ministro degli Interni che da un lato sussurra come le operazioni in Cipro e Tanzania, per il solo coinvolgimento di consulenti di Brancher (già dirigente Fininvest), possano essere eterodirette da Silvio Berlusconi; e dall’altro mette all’indice la Pontidafin, la società finanziaria che di fatto controlla il patrimonio leghista ed è di proprietà sostanzialmente privata della famiglia Bossi: «Che succede - si chiede il sito - se fallisce?». Il “Federale” ha competenze anche in campo disciplinare, nella base padana c’è chi ha chiesto la testa di Belsito nonostante la difesa a spada tratta del Senatur: «Sono soldi destinate alle campagne elettorali, non abbiamo tolto nulla ai territori». Evidentemente la spiegazione non basta.

http://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2012/01/11/AOPoa4eB-privati_leghisti_affidamento.shtml

08 gennaio 2012

I soldi della Lega emigrano all’estero

Giovanni Mari

Genova - La Lega Nord investe. Gestisce milioni di euro e compra quote di fondi, titoli di Stato, valuta straniera. Nell’ultima settimana di dicembre, tra il 23 e il 30, da un solo conto bancario, sono partiti una decina di milioni, almeno sette verso l’estero. La fetta più grossa è stata stanziata per un fondo basato in Tanzania da 4,5 milioni. Quindi 1,2 milioni per un altro fondo a Cipro e poco più di un milione di euro investiti in corone norvegesi. In tutti i casi si tratta dei quattrini di finanziamento pubblico dello Stato incassati dal Carroccio come “rimborsi elettorale”.

È un movimento vorticoso di denaro quello che gestisce il segretario amministrativo federale Francesco Belsito, appena sceso dalla poltrona di sottosegretario alla Semplificazione. Il respiro delle operazioni è nazionale, ma la centrale operativa è Genova, dove Belsito vive. E tutto ruota attorno al Banco popolare. I movimenti-base sono gestiti attraverso diversi conti correnti ordinari nelle varie filiali; i movimenti straordinari sono invece coordinati da Banca Aletti, il capillare sistema di private e investment banking dello stesso Banco popolare.

I movimenti-base sono vistosi spostamenti, in entrata e in uscita: nell’ultimo semestre dai soli conti liguri sono stati trasferiti almeno 700 mila euro ad altri conti della Lega Nord, sono stati emessi almeno 450 mila euro in assegni circolari e lo stesso Belsito ha ritirato in contanti almeno 50 mila euro. Più sostanzioso il programma di investimenti gestito per la Lega Nord attraverso Banca Aletti tra Natale e Capodanno. Anzi, gli spostamenti di massa di denaro sono cominciati a metà del mese scorso: un investimento in 7,7 milioni di corone norvegesi (poco più di un milione di euro) vincolato per sei mesi a un interesse del 3,5%. Il fatto curioso, che emerge immediato, è che in quegli stessi giorni investire in Bot o Btp era più conveniente. Il primo, in ordine di tempo, porta a Cipro: 1,2 milioni di euro dalla Lega Nord per l’acquisto di quote del fondo “Krispa Enterprise ltd”. Il fondo è basato a Larnaca, città turistica della costa meridionale, vicina al confine con Cipro Nord. Più coraggioso, senza dubbi, il collocamento dei 4,5 milioni di euro per un’operazione in Tanzania.

È l’ultimo spostamento dell’anno appena trascorso e, nei fatti, svuota una delle dotazioni consegnate a Banca Aletti da Belsito per conto della Lega Nord: quasi otto milioni in una decina di giorni. L’operazione in purchase investment sui fondi africani coinvolge il consulente finanziario Stefano Bonet, coinvolto in un rocambolesco fallimento societario nel 2010 e in affari con l’ex ministro “meteora” dell’ultimo governo Berlusconi, Aldo Brancher (si dimise dopo 17 giorni perché indagato sulle scalate ad Antonveneta).

http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2012/01/08/AOaHtmdB-estero_della_emigrano.shtml




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