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Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

IDV PISA: C'ERA UNA VOLTA IL PARTITO DELLE REGOLE. ECCO PERCHE' LA CHINCARINI NON MOLLAVA IL DOPPIO INCARICO.

Guerra nell'IdV: uno scontro che viene da lontano0

Lo scontro nel partito di Di Pietro si allarga. Il coordinatore provinciale di Firenze dell'IdV, Alessandro Cresci, che aveva corso al ruolo di segretario regionale contro Evangelisti parla esplicitamente di "ritorsione non solo verso chi ha chiesto il rispetto della regola 'no ai doppi incarichi', ma anche verso una parte minoritaria da parte della maggioranza". Intanto i capigruppo di Sel e del Pd in Provincia solidarizzano con i due consiglieri provinciali espulsi. In Comune, invece, bocche cucite

365f69d36de0e871f8eab3dc0eb4f8fbNella foto: Alessandro Cresci

Una vera e propria resa dei conti è quella che è in corso in questi giorni all'interno dell'IdV, in cui i vertici anche istituzionali di una parte del partito sono stati espulsi. Un fatto che apre squarci pesanti sulle dinamiche interne al partito di Di Pietro a Pisa, in cui la pietra dello scandalo da cui pubblicamente è nata la vicenda è stata l'indisponibilità del consigliere regionale e comunale Maria Luisa Chincarini a lasciare il doppio incarico, motivando questa decisione con l'accusa di "cuffarismo" per il suo eventuale successore. Ma andando ad analizzare le dinamiche all'interno dell'IdV toscano si capisce che la questione è ben più complessa.

Infatti, a parlare chiaramente di "ritorsione" dovuta a un diverso schieramento all'interno del partito è Alessandro Cresci, coordinatore IdV della Provincia di Firenze e membro del direttivo regionale, che aveva corso contro l'attuale segretario regionale, Fabio Evangelisti, per questo incarico nel congresso dell'ottobre del 2010 (a spuntarla fu l'onorevole Evangelisti, con 452 voti - poco più del 60% dei consensi - battendo lo sfidante Cresci, che si fermò a 297 preferenze).

Una corsa che fu molto dura tra i due in cui non mancarono accuse e scontri con lacerazioni che sembrano non essersi mai ricucite. Ricordiamo che in quella campagna congressuale Alessandro Cresci subì un durissimo e ignobile attacco personale in cui venne tirata in ballo la sua omosessualità, da parte di un utente, a firma "Enrico da Pisa", che sul sito il tribuno.com scrisse: "Non ha detto pubblicamente di essere gay e dunque non votatelo al congresso regionale del 24 ottobre a Pisa. Scoprirlo a posteriori ci ha lasciato il dubbio della affidabilità sulla persona o sulla sua ricattabilità politica".

Un episodio che portò Antonio Di Pietro a intervenire a favore di Cresci affermando: "Butteremo fuori chi ha attaccato Cresci". Una vicenda sulla quale però non mancò la polemica da parte di Cresci con Evangelisti che solidarizzò con il collega di partito, ma Cresci dichiarò: "Ringrazio per le parole di solidarietà anche Evangelisti uscite sul sito regionale di IdV oggi, arrivate però solo dopo l'uscita della notizia sui giornali. Smentisco che ieri me le abbia dette di persona, quando ne ho parlato in un incontro coi vertici del partito regionale. Aveva solo parlato di abbassare i toni ma non ricordo nessuna parola di solidarietà da parte sua".

Ma ritornando all'oggi, non è un caso, forse, che Evangelisti abbia già preso posizione a sostegno dell'iniziativa di espulsione da parte del coordinatore provinciale, Luigi Buoncristiani, di membri del partito che non si schierarono con lui in quella votazione ma con Cresci.

E il coordinatore dell'IdV di Firenze è netto su quanto sta accadendo a Pisa e come ciò sia strettamente connesso ad una divisione che vi è nel partito: "Non voglio certo entrare nelle questioni di tesoreria, che saranno verificate da chi di dovere, ma ritengo che escludere un intero gruppo dirigente per controversie interne, getti discredito sull'operato di tutto il partito. Venerdì scorso il direttivo regionale ha approvato l'allargamento dell'esecutivo regionale al sottoscritto, immaginavo che questo fosse un segnale di distensione nei confronti della mozione regionale da me rappresentata che ottenne il 40% dei consensi, e che potesse far rilanciare il partito toscano. Purtroppo, alla luce dei fatti, la mia nomina, sembra aver sortito l'effetto contrario. E' possibile che non sia così ma agli occhi degli addetti ai lavori pare una "ritorsione", non solo verso chi ha chiesto il rispetto della regola 'no ai doppi incarichi', ma anche verso una parte minoritaria da parte della maggioranza".

"Il primo dei non eletti incriminato - insiste Cresci - come riportato dai giornali, di 'cuffarismo' dalla Consigliera regionale e comunale Maria Luisa Chincarini - continua Cresci - è Marco Cecchi, persona stimata alla quale esprimo piena solidarietà e vicinanza, che si candidò alla segreteria pisana, vinta poi da Buoncristiani, fautore del mancato rinnovo delle tessere ai consiglieri provinciali Michele Curci e Lucia Landucci. Questa decisione decima un intero gruppo consiliare eletto dai cittadini, e 'elimina' Anna Falchi membro del direttivo provinciale pisano eletta nella mozione 'Cecchi'. Gli "epurati" così come sono stati definiti dai giornali, e tali sono a tutti gli effetti, avevano sottoscritto e collaborato alla mozione da me rappresentata all'ultimo congresso regionale".

"Voglio ben sperare - conclude Cresci - che il nostro Segretario regionale, politico di lungo corso, insegni al coordinatore pisano che l'unica strada percorribile per costruire un partito degno dei Valori di cui si fregia, sia quello di invertire la rotta di collisione intrapresa, perché nonostante sia vero che trovare l'intesa sia più difficile che epurare, è purtroppo o per fortuna l'unica via possibile".

Ma il caso politico, viste le modalità con cui i vertici dell'IdV pisano stanno conducendo questo meccanismo di espulsioni, non lascia indifferenti le altre forze del centro-sinistra quanto meno in Provincia. Infatti a prendere la parola con una nota congiunta sono i due capigruppo consiliari del Pd, Manolo Panicucci, e di Sel, Massimiliano Casalini che affermano: "Sentiamo forte la necessità di esprimere solidarietà piena ai due colleghi Landucci e Curci, fatti oggetto di un provvedimento di espulsione dall'Italia dei Valori emesso dal segretario provinciale Buoncristiani".

"Lungi da noi entrare nel merito di vicende che attengono ad altri partiti - tengono a sottolineare Casalini e Panicucci - e a dinamiche interne che non conosciamo, né vogliamo conoscere, ma che rispettiamo. Non possiamo tuttavia non considerare sproporzionato il provvedimento di espulsione che ha riguardato i due colleghi con i quali abbiamo fin da subito stabilito un rapporto di fertile collaborazione all'insegna della correttezza e del rispetto delle istituzioni pur in presenza di differenti posizioni. Ricordiamo, infatti, la recente questione della riforma delle Province che ha visto i due consiglieri assumere la posizione abolizionista del livello regionale e nazionale dell'Italia dei Valori, partito con il quale sono stati eletti, in forte contrasto con la posizione di Pd e Sel".

"Vogliamo sperare che si sia trattato di un malinteso - concludono - e che la questione possa trovare una soluzione positiva, altrimenti, si capirebbero i motivi profondi, della crisi di consenso e di fiducia che le formazioni politiche stanno attraversando".

Bocche cucite invece, in Comune, sia da parte dei partiti che governano in coalizione con l'IdV sia da parte dello stesso sindaco, Filippeschi, chiamato direttamente in causa dal coordinatore provinciale del partito Di Pietro, Luigi Buoncristiani, con la richiesta di revocare la delega all'attuale assessore dell'IdV, Antonio Cassone. Si tratterà di vedere in cosa si tradurrà questo silenzio e come il Pd a livello comunale interagirà con quanto sta accadendo e se questo avrà ripercussioni sulla giunta con la possibile sostituzione di Cassone e l'ingresso di un fedelissimo del segretario regionale, Fabio Evangelisti.

Certo è che colpisce l'asimmetria tra la presa di posizione del Pd in Provincia che di fatto solidarizza con gli espulsi e il silenzio in Comune.



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