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Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

IDV PIEMONTE SEMPRE PIU' IN CRISI E DI PIETRO GLIELE CANTA.

Di Pietro striglia i capataz litigiosi

Pubblicato Lunedì 05 Marzo 2012, ore 10,30

Il leader Idv sbotta all’ultimo direttivo nazionale: “Non voglio più sentire parlare di Cursio, Buquicchio e Porcino” e annulla la visita a Torino. Partito nel caos e militanti sempre più frastornati

ESAUSTO Di Pietro con Cursio e Buquicchio

Riformisti o massimalisti? Cresce il disorientamento nel popolo dell’Italia dei Valori piemontese, dopo l’ultima giravolta inscenata dal leader nazionale Antonio Di Pietro, da ministro del “fare” a leader del “protestare”, da poche ore diventato ancheNo Tav. I dirigenti locali lo hanno ossequiosamente seguito a ruota, anche questa volta, geneticamente allineati al capo e pronti “a fare a gara per tentare di giustificare e dimostrare ogni nuova tesi partorita da Di Pietro” ammette sarcasticamente un dirigente che per evitare di essere risucchiato nel far west preferisce rimanere anonimo. Un partito che in Piemonte è ormai senza timone, con il segretario regionale Luigi Cursio screditato dai coniugi Buquicchio e finito sotto la tutela interessata di Gaetano Porcino non è più (e probabilmente non lo è mai stato) una guida politica sul territorio regionale e soprattutto non è un interlocutore per i vertici nazionali, se è vero che durante l’ultimo direttivo nazionale è stato proprio Di Pietro a dire che “del Piemonte non mi voglio più interessare, non ne voglio più sapere di Cursio, Buquicchio e Porcino”, stremato ddalla conflittualità perenne, tanto da annullare anche la visita a Torinoprevista per il 26 marzo, quando avrebbe dovuto far visita agli studenti dell’istituto Alfieri.

 

Quello ricevuto venerdì al direttivo nazionale, è stato l’ultimo schiaffone incassato dal segretario regionale Cursio, dopo essersi sentito rispondere anche dal Consiglio comunale diTorino che il proprio provvedimento nei confronti di Giuseppe Sbriglio era da considerarsi nullo e che l’ex assessore allo Sport della giunta Chiamparino, secondo i regolamenti dei gruppi consiliari, avrebbe continuato a svolgere il ruolo di capogruppo, con buona pace di Giovanni Porcino, figlio del deputato Gaetano, fuori dal gruppo Idv dopo i contrasti con Sbriglio all’indomani delle elezioni comunali. E’ in questo contesto che inizierebbero a registrarsi forti mal di pancia all’interno di molti dipietristi della prima ora, esausti per le liti interne che durano ormai da oltre due anni, e frastornati dall’assenza di una linea politica,  sia a livello nazionale e sia locale. Amministratori giovani e d’ispirazione liberal come l’assessore al Bilancio in Provincia Marco D’Acri o l’ex capogruppo di Palazzo Cisterna Roberto Barbieri, da sempre favorevoli all’alta velocità e ora disorientati per le recenti esternazioni di don Tonino, ma soprattutto per la china politica che sta prendendo il partito. Ma c'è chi è pronto a scommettere che cambieranno anche loro idea nel giro di qualche giorno.



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