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News by Dire
Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

LEGA MILANO. PUBBLICO MINISTERO: "ALLA LEGA TANGENTI PER UN MIILIONE".

6 marzo 2012

E il Pm dice: «Alla Lega tangenti per un 


milione»

tangenti, boni, indagato
    A Milano, secondo gli inquirenti, tra il 2008 e il 2010 era in vigore un “sistema Lega” con un giro di tangenti intorno al milione di euro. E il presidente del Consiglio regionale lombardo Davide Boni, indagato per corruzione, non avrebbe intascato quei soldi per sé ma per il Carroccio. Lo sospettano i pm milanesi titolari dell'inchiesta. 

    Nel decreto di perquisizione firmato dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo e dal pm Paolo Filippini, oltre a Boni risultano indagati il capo della sua segreteria Dario Ghezzi, l'architetto Michele Ugliola, suo cognato Gilberto Leuci, l'ex esponente della Lega Marco Paoletti e l'ex sindaco di Cassano D'Adda Edoardo Sala. Nell'inchiesta sono anche indagati l'imprenditore Francesco Monastero e l'immobiliarista Luigi Zunino. Nel documento si legge che «è dimostrato il pieno coinvolgimento di Boni e Ghezzi». 

    Dozzo (capogruppo Lega) su Boni: VIDEO


    Boni figura come nome di spicco nell'inchiesta. Gli inquirenti vogliono far luce su soldi che sarebbero stati versati in contanti tra il 2008 e il 2010 in una decina di accordi al leghista presidente del Consiglio regionale, al capo della sua segreteria Dario Ghezzi con consegne avvenute anche negli uffici della Regione. La Procura ipotizza che parte di quelle mazzette sia andata anche alla Lega Nord. Tra gli esponenti del Carroccio, né il capogruppo Stefano Galli né il 'trota' Renzo Bossi commentano. «Sono aperte tutte le possibilità, ma al momento non c'è alcuna richiesta formale» di dimissioni di Boni ha detto a caldo Andrea Gibelli, vice presidente della Giunta regionale. «Spero che Boni darà informazioni coerenti con quello che ci attendiamo. Dopo, come partito, faremo tutte le valutazioni del caso». 

    LA NOTIZIA DELL'INDAGINE
    Davide Boni, presidente in quota Lega Nord del consiglio regionale lombardo, è indagato perché chiamato in causa dall'architetto Michele Ugliola inquisito per le tangenti al comune di Cassano D'Adda. Quello di Ugliola è un nome ricorrente nelle inchieste per corruzione fin dai tempi di 'Mani pulite'. I fatti contestati a Boni si riferiscono al periodo tra il 2008 e il 2010, quando era assessore, ma i pm sospettano contatti tra gli indagati anche nel 2011. 

    INCHIESTA LUNGA
    L'inchiesta si annuncia lunga. Nel decreto di perquisizione per tutelare la riservatezza delle indagini i pm non fanno riferimento a cifre precise né alle causali delle presunte mazzette che ritengono pagate a Boni e al capo della sua segreteria Dario Ghezzi.

    L'ipotesi: un 'sistema' Lega 
    Secondo indiscrezioni dagli uffici della procura di Milano, nel presunto giro di mazzette sarebbe coinvolto anche Marco Paoletti, già nel Carroccio, consigliere alla Provincia di Milano. Il coinvolgimento suo, di Boni e Ghezzi nel presunto giro di tangenti secondo gli inquireni farebbe emergere una sorta di sistema della Lega analogo a quello messo in atto in passato da altri partiti.

    Indagato pure l'immobiliarista Zunino
    Anche l'immobiliarista Luigi Zunino è indagato nell'inchiesta per corruzione che coinvolge il leghista Boni e il capo della sua segreteria Dario Ghezzi. I fatti risalgono al periodo tre il 2005 e il 2010, in cui Boni era assessore all'edilizia e al territorio della Regione Lombardia. C'è una quarta persona indagata, della quale non trapela il nome perchè la perquisizione a suo carico non è ancora cominciata.

    Ugliola aveva parlato di Boni e di un suo collaboratore l'estate scorsa e il verbale era stato secretato dai pm per compiere accertamenti al fine di riscontrare le accuse. Voci e indiscrezioni su Boni indagato circolavano da tempo nei palazzi del potere a Milano. 
    A metà novembre il difensore Federico Cecconi chiedeva formalmente alla procura se il suo assistito fosse indagato. Non riceveva risposta perchè nei primi 90 giorni la notizia può essere tenuta riservata. Le perquisizioni in corso sono state decise perchè ormai la procura era vicina alla richiesta di proroga delle indagini che sarà inoltrata al gip nei prossimi giorni.

    Boni: «Estraneo ai fatti»
    «In relazione ai fatti oggetto di contestazione, anticipo fin da ora la mia totale estraneità» e «confermo la mia piena disponibilità a chiarire la mia posizione»: così il presidente del Consiglio regionale della Lombardia.

    Pd, Idv e Sel: «Boni si dimetta»
    I gruppi di Pd, Idv e Sel nel consiglio regionale della Lombardia chiedono le dimissioni del presidente dell'assemblea e il ritorno alle urne. È quanto è emerso da una riunione dei rappresentanti della minoranza che si è riunita oggi pomeriggio al Pirellone dopo la notizia dell'indagine sull'esponente del Carroccio. «Chiediamo di andare al più presto al voto e da subito le dimissioni di Boni» ha detto il capogruppo del pd Luca Gaffuri a nome anche di Idv e Sel. Parzialmente d'accordo anche l'Udc anche se il capogruppo centrista, Gianmarco Quadrini, ritiene che «chiesto consiglio regionale debba andare avanti nel proprio mandato». Sul fronte della maggioranza il Pdl fa invece sapere che non chiederà le dimissioni di Boni visto che ritiene necessario attendere lo sviluppo delle indagini. 






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