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News by Dire
Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

SCILIPIETRO, LA FESTA E' FINITA: "IL 66% DEI DIPIETRISTI STA CON MONTI".

 Lettera43


Mercoledì, 07 Marzo 2012


Il Prof tenta l'Idv

Il muro di Di Pietro a Monti non convince partito ed elettori.

di Filippo Conti




Una cosa è certa: Antonio Di Pietro non le manda a dire. Nemmeno al premier. E ultimamente il suo è stato un crescendo. «Monti assente in Aula come Berlusconi. Se ne frega del Parlamento». «Posto fisso monotono? Monti fa il furbo ai danni di milioni di giovani». E, ancora: «Monti liberalizza i fichi secchi», «occupa la tivù per raccontare bugie». Per concludere: «In modo sobrio, ma con Monti sempre fottuti siamo».
ALL'ATTACCO DEI TECNICI. Dopo aver votato la fiducia per la nascita del governo lo scorso novembre, l’Idv è infatti andata sempre più all’attacco dell’esecutivo tecnico. Schierandosi in parlamento apertamente all’opposizione, insieme con la Lega.
Eppure, nonostante la veemenza del leader, la linea anti-Monti non piace troppo alla Base. Nelle ultime settimane il sito del partito e il blog di Di Pietro sono stati inondati da decine di messaggi da parte di elettori e militanti contrari all'atteggiamento anti-premier.
SU 21 DEPUTATI NOVE PER IL PROF. Che non è condiviso nemmeno da molti esponenti di primo piano del partito. Basti dire che su 21 deputati, ben nove sono per dare maggior credito al Professore e per votare sì a gran parte dei provvedimenti del governo. E anche tra i senatori il malumore serpeggia. Parlamentari che fanno parte dell'ala moderata dell’Idv, come per esempio Nello Formisano, ma anche di quella considerata più radicale, come Pancho Pardi.

Secondo un sondaggio interno, il 66% dei dipietristi con il Prof


Il tema è stato affrontato recentemente in una riunione del partito e, per la prima volta, Di Pietro è stato apertamente criticato da chi vorrebbe dare maggiore sostegno all'esecutivo. Così, sul decreto liberalizzazioni, l'Idv potrebbe spaccarsi, con una parte del partito a favore e un’altra contro. Allo stesso modo, i militanti minacciano addirittura di non votare più l’Idv o di stracciare la tessera se il partito dovesse continuare a opporsi al governo.
LA BATTAGLIA ANTI-CASTA. «Su alcune cose, come l’articolo 18 e l’attacco alla cassa integrazione, non siamo d’accordo», ha spiegato a Lettera43.it un dipietrista 'ribelle'. «Ma su altre Monti sta facendo un buon lavoro. Solo il fatto che sia impegnato nella lotta contro l’evasione fiscale e contro i privilegi della casta dovrebbe portarci a sostenerlo. Per anni abbiamo incarnato il partito anti-casta e poi quando c’è un governo che taglia i privilegi siamo contro?».
CONTRO L'AMMUCCHIATA PD-PDL-IDV. Secondo i ben informati, la strategia di Di Pietro è prevalentemente politica. «Tonino è contro la grande ammucchiata Pdl-Pd-Terzo polo», si sussurra nei corridoi di palazzo. «E non vuole farne parte perché, secondo lui, perderemmo voti», ha confermato un esponente dipietrista. «Stando all’opposizione, invece, è sicuro di rosicchiare consensi a Bersani. Il rischio, però è che accada l’esatto contrario. In questo momento il nostro popolo non capisce la scelta di stare contro questo governo».
Dubbi confermati dai numeri. Secondo un sondaggio interno il 66% degli elettori dipietristi apprezza il lavoro svolto dal Professore. Il sondaggio, inoltre, traccia l’identikit di un partito sempre più moderato e meno radicale, più adatto a governare e meno a legarsi alle proteste dei movimenti.

L'alternativa di opposizione responsabile


Insomma, scongiurato per ora il pericolo di una scissione da parte di Luigi De Magistris, che per un periodo aveva coltivato l’idea di fondare una nuova forza politica, Tonino deve fare i conti con una fronda interna che vorrebbe appoggiare di più l’esecutivo.
UN PARTITO DIVISO TRE. Nel partito il dibattito cresce di giorno in giorno. E la tensione monterà ancor di più quando in Aula arriveranno le leggi su cui il partito si dividono. Con Tonino e i suoi fedelissimi schierati all’opposizione a Monti, altri che auspicano un’opposizione responsabile (ovvero decidere cosa fare su ogni singolo provvedimento) e altri ancora che, invece, vorrebbero aderire totalmente alla maggioranza in sostegno del Professore.
In attesa, anche nell’Idv, del termometro delle elezioni amministrative, che diranno molto sullo stato di salute del partito guidato dall’ex pm.





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