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News by Dire
Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

IDV PISA. CASSONE L'ESPULSO RESISTE E NON SI DIMETTE DA ASSESSORE.

TIRRENO PISA

Cassone espulso dall’Idv ma vuole restare assessore  

Intanto al suo posto si fa il nome di Silvia Marroni.

L’amministratore attacca: «Resto dove sono e spero che il Pd e il sindaco non stiano con i reazionari»     

di Giovanni Parlato 

PISA Una resa dei conti all’interno dell’Italia dei Valori provinciale di Pisa fatta di querele ed espulsioni con conseguenze sugli equilibri politici locali. Cassone espulso. Sono sei i militanti dell’Idv che il direttivo provinciale ha espulso dal partito per motivi tecnici perché non tesserabili, ma di fatto pe r uno scontro aperto fra due fazioni. Fra questi sei, c’è Antonio Cassone, assessore al personale del Comune di Pisa. Un altro assessore? L’assessore potrebbe essere rimosso e al suo posto potrebbe subentrare Silvia Marroni, coordinatrice cittadina. Ma l’attuale amministratore annuncia che non si farà da parte e rilancia. «Io non mi dimetto - afferma Cassone -. Se il Pd e il sindaco fanno la scelta di stare dalla parte dei reazionari si aprono degli scenari di un fronte politico nuovo». E, quindi, chiediamo all’assessore se oltre a volere restare assessore, si opporrà all’espulsione. «Non mi voglio opporre - è la risposta di Cassone -. Ho la prova che il partito all’interno è governato in modo reazionario e usa metodi antidemocratici che limitano la libertà d’espressione. Non riesco più a trovare un modo per migliorarlo, chi si oppone a una struttura così rigida resta fuori». I sei estromessi. Oltre Cassone, sono stati espulsi Alessandra Petreri, vicepresidente della Provincia; Lucia Landucci e Anna Falchi, consiglieri provinciali; Michele Curci, membro della direzione e l’assessore al Comune di Pontedera Marco Cecchi. Cecchi querela Chincarini. Proprio dopo la furiosa lite, Cecchi ha querelato Maria Luisa Chincarini, sia consigliere regionale che del Comune di Pisa. Ricordiamo che Cecchi è il primo dei non eletti a Pisa e che la Chincarini, già da tempo pungolata a lasciare il doppio incarico, aveva affermato che «non lascio il posto se dietro di me c’è un Cuffaro». Di fronte a quest’affermazione, Cecchi aveva replicato annunciando una querela che ora è giunta a destinazione. I contributi non versati. «Una mail del direttivo provinciale informava che chi non era in regola con i contributi al partito non era tesserabile - afferma ancora Cassone - e per questo sono stato espulso insieme agli altri. A parte che io ho un piano di rientro e ho versato 520 euro il 10 febbraio, c’era un accordo ben preciso: non avendo beneficiato dei rimborsi elettorali, nel primo mandato non avrei versato i contributi. Quindi, non ero tenuto». Petreri. La vicepresidente della Provincia, Alessandra Petreri, afferma che «la guerra ha solo scopi personali e nulla di politico» auspicando che se non ci sarà un’inversione di rotta, sia lo stesso Di Pietro a venire a Pisa per fare chiarezza.

 



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