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Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

DAMIANO (PD): "CORRETTIVI ALLA RIFORMA. BENE CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO, NO AI LICENZIAMENTI"

Cesare Damiano

Lavoro, Damiano: sì a correttivi in Parlamento 

su licenziamenti



Lavoro, intervista di Affaritaliani a Cesare Damiano capogruppo del Pd nella Commissione Lavoro della Camera ed ex ministro del Lavoro

di Cesare Damiano,  pubblicato il 21 marzo 2012 , 48 letture
"Purtroppo siamo in una situazione analoga a quella che si è prodotta col governo precedente che aveva nel suo dna la ricerca della divisione sindacale. Mi è parsa inopportuna la sottolineatura del presidente del Consiglio quando ha detto che sono tutti d'accordo meno la Cgil. E' l'esito negativo di un confronto che noi avremmo voluto finisse con un accordo condiviso". 

Cesare Damiano,boccia in parte la riforma del lavoro a cui sta mettendo mano il governo. E sull'articolo 18 dice:
"Prevedere per i licenziamenti economici il solo risarcimento significa rendere più facili i licenziamenti stessi. In un momento come questo è un aspetto fortemente negativo che va corretto".

Che cosa pensa della riforma del lavoro di cui si sta discutendo? 
"Una riforma va vista nel complesso e voglio vedere i testi. Le intenzioni del governo di restringere l'area dell'impiego flessibile in entrata al momento dell'assunzione è la strada che noi abbiamo sempre sostenuto. Così come è giusto introdurre ammortizzatori sociali universali che includono soprattutto i giovani del lavoro precario attualmente esclusi da tutele sufficienti".

Che cosa non le piace invece? 
"Bisogna innanzitutto vedere se queste proposizioni troveranno un'attuazione completa e con quali risorse. Per quanto riguarda invece la questione dell'articolo 18 trovo che la soluzione non sia adeguata".

Perché? 
"Prevedere per i licenziamenti economici il solo risarcimento significa rendere più facili i licenziamenti stessi. In un momento come questo è un aspetto fortemente negativo che va corretto".

Dunque la Cgil ha ragione a mettersi di traverso? 
"Penso che noi ci riferiamo molte volte a modelli di altri paesi: nell'ultimo caso il modello tedesco. Mi pare però che non possiamo proporre altri modelli prendendo fior da fiore quello che ci conviene. Nel modello tedesco anche nel caso di licenziamento per motivo economico, è il giudice che decide tra la reintegrazione del lavoratore e il risarcimento. Qui siamo al di sotto di questo modello di riferimento. Mi sembra che superiamo Germania e Francia nella corsa all'innalzamento dell'età pensionabile, superiamo addirittura la Germania per quanto riguarda il reintegro nel posto di lavoro. Mi pare che questo essere i primi della classe in Europa sia esagerato e non va a vantaggio di un equilibrio dei rapporti tra impresa e lavoro. Per questo va cambiato".

Bersani che cosa dovrebbe fare? 
"Mi pare che la scelta del governo sia quella di fare una discussione parlamentare e in Aula presenteremo le nostre proposte di modifica come abbiamo anche fatto sulle pensioni. Proprio su questo tema c'è una promessa del ministro Fornero di un provvedimento ad hoc, entro giugno, che risolva il problema di coloro che rimangono intrappolati per anni in una situazione nella quale non hanno né stipendio, perché si sono licenziati, né tutele, né pensione".

Fassina ha dichiarato che il discorso di Monti in conferenza stampa ieri gli ha ricordato Sacconi. Anche lei ha avuto questa impressione? 
"Purtroppo siamo in una situazione analoga a quella che si è prodotta col governo precedente che aveva nel suo dna la ricerca della divisione sindacale. Mi è parsa inopportuna la sottolineatura del presidente del Consiglio quando ha detto che sono tutti d'accordo meno la Cgil. E' l'esito negativo di un confronto che noi avremmo voluto finisse con un accordo condiviso”.

Daniele Riosa - Affaritaliani.it



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