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Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

DOPO DILIBERTO, GRILLO: "SUL BLOG LA FOTO DI MONTI IN UNA BARA"... DAL GRILLISMO ALLO ZOMBISMO


22/03/2012 - LA POLEMICA


Dopo Diliberto, scoppia il caso Grillo
Sul blog la foto di Monti in una bara

Il post di Beppe Grillo con il fotomontaggio di Monti in una bara

Il comico all'attacco sull'art.18
pubblica un fotomontaggio choc

TORINO

Dopo la Fornero al cimitero, Beppe Grillo raddoppia ed infila Mario Monti nella bara. Non si è affatto chiuso il caso Diliberto, che il comico genovese e leader di Cinquestelle, oggi sfrutta l’onda lunga delle proteste macabre contro la riforma del lavoro e mette sul suo blog un fotomontaggio choc che ritrae il premier che apre - o chiude - dall’interno una curiosa bara a forma di automobile con sopra scritto "articolo 18". Un’immagine dura che, come se non bastasse, Grillo accoppia al non meno macabro appellativo di "rigor Montis" che da tempo ha affibbiato al premier.

Immediata la reazione, per nulla divertita, di Pier Ferdinando Casini: «Monti in una bara nel blog di Beppe Grillo rende l’idea della violenza morale e politica di alcuni: gli avversari sono nemici da abbattere. Vergogna!». «Grillo è un caso umano», gli fa eco il capogruppo dei senatori Pdl Maurizio Gasparri. Di senso opposto l’intervento di Di Pietro che sottolinea come «il Paese vada male non per la satira di Grillo ma per gli interventi di Monti». Il tutto avviene mentre non si placano le polemiche su Oliviero Diliberto «beccato» dalle telecamere mentre parla a lungo con la signora dalla maglietta incriminata a causa della scritta non proprio beneaugurante per il ministro del Lavoro: «la Fornero al cimitero». Non solo una foto quindi, ma un bel video che lo ritrae mentre parla direttamente proprio con la signora della t-shirt incriminata.

Umorismo nero, critica politica estrema o semplice e pericoloso cattivo gusto? Difficile rispondere o capire se si è aperto un nuovo filone cimiteriale. Quel che è certo che su Internet l'argomento interessa. Diliberto - ma soprattutto le sue scuse «non ho visto la maglietta» - impazzano sul web dove si scatena l’ironia. L’hashtag #scuseallaDiliberto scala la vetta e registra l’ironia ed il sarcasmo degli utenti. Chissà se la provocazione di Grillo piacerà altrettanto al web ma le premesse sono incoraggianti: da Reggio Emilia un militante del Pdci posta un altro funereo fotomontaggio dallo slogan altrettanto forte: «Cimitero Fornero - un lavoro »sicuro« per l’eternità». Dominano la scena quattro bianche lapidi tutte dedicate alla riforma delle pensioni appena varata. «Rossi Carlo, esperto muratore - si legge in una di queste - cadde dall’impalcatura a 69 anni, due giorni prima di maturare la sua agognata pensione. 1950-2019». A Nichi Vendola il gioco non è piaciuto: «Invocare la morte di un avversario politico non è solo sgradevole, ma anche stupido», aveva detto stamane. Ma il filone horror della giornata sembra averlo involontariamente "posseduto" visto che in serata ha detto: sulla riforma del mercato del Lavoro «Monti non faccia la mummia» e gli voti contro.


http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/447442/


22/3/2012
Caro (?) Diliberto, non te n'eri accorto? Ora accorgiti che devi chiedere scusa
L'onorevole (!?!) Diliberto è incappato in un disprezzabile episodio. Probabilmente lo conoscete, visto che la foto di lui abbracciato a una signora con una spregevole maglietta con la scritta "Fornero al cimitero" ha fatto il giro del web.
Quando il caso è scoppiato, e dopo che la Fornero ha espresso "disgusto" per la vicenda, Diliberto è intervenuto una prima volta, senza scusarsi. Ecco cos'ha detto, riporto l'agenzia integrale.

"Ribadisco e rafforzo quanto già detto: non mi ero accorto della maglietta". Oliviero Diliberto,
segretario nazionale del Pdci, interviene ancora sulla questione della foto di ieri nella quale viene ritratto con una militante con indosso la maglietta con la scritta 'Fornero al cimitero'.
"E' ovvio che non solo rifiuto lo slogan, ma che è lontanissimo dalla mia cultura politica, che affonda le radici nella Costituzione e nella democrazia", aggiunge.

Insomma, non si era accorto. Come si vede dalla foto lui arrivava da dietro e potrebbe anche essere prendiamo per buona la sua dichiarazione anche se non si è scusato.

La sera, il nostro ha pure alzato un  po' la cresta. Ecco cos'ha detto a La Zanzara su Radio 24:

«La Fornero mi sembra un po' nervosa. Il fatto che la CGIL non abbia firmato l’accordo la
innervosisce e alza il tiro su argomenti come quello della maglietta per non parlare delle misure del governo. Dovrebbe essere lei a chiedermi scusa per le parole che ha usato su di me». 



Ha fatto un po' il ganassa. Ma il signor Diliberto dovrebbe sapere che la verità, alla fine, viene sempre a galla. Il "mitico" blogger nomfup (http://nomfup.wordpress.com) ha ripreso un video di Bobbyfly96 , e guardate tra il minuto 9 e il minuto 14 che succede.




Davvero Diliberto non te n'eri accorto? Ora le scuse devi farle a tutti noi che ti abbiamo creduto in buona fede.
E non più solo quelle (dovute) a Fornero

Marco
marco.castelnuovo@lastampa.it
twitter@chedisagio

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=204&ID_articolo=436&ID_sezione=431


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