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News by Dire
Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

"DI PIETRO E I SUICIDI, LA CATTIVA POLITICA DI UN TRIBUNO"

5 aprile 2012

Di Pietro e il Dramma dei Suicidi La cattiva Politica di un Tribuno

È un incubo antico quanto il dolore e la paura. Ma Antonio Di Pietro sembra ignorarlo: e, nella forsennata deriva di una campagna elettorale appena incominciata, rovescia su Mario Monti il peso dei suicidi che iniziano a scandire i giorni cupi di questa nostra crisi. Nell' America della Grande Depressione si arrivò a impedire l' accesso ai tetti di molti palazzi, a blindare le finestre degli ultimi piani. Nell' Italia angosciata dei nostri giorni, la Cgia di Mestre segnala che dal 2008 al 2010 è aumentato del 24 per cento il numero di chi, davanti al baratro della povertà, decide di farla finita. Ancora ieri, un imprenditore ridotto sul lastrico si è sparato a Roma, un cinquantenne rimasto senza lavoro si è impiccato nella cantina dei genitori a Milano. È impossibile non riconoscere ormai le dimensioni di un dramma collettivo. Quell' incubo antico - il fallimento economico che diventa male oscuro dell' anima, prosciugando con il danaro la forza e la ragione di vivere - interpella e tocca tutti noi. Ma proprio per questo non è lecito marciarci. La scena dell' onorevole Di Pietro che in Parlamento apostrofa il premier rispolverando vecchi toni da tribuno («lei ce li ha sulla coscienza questi suicidi!») va ascritta al peggior repertorio della cattiva politica di questi ultimi anni. Caricare su Monti il fardello di una catastrofe mondiale è, prima che ingeneroso, insensato. Il leader dell' Idv è inoltre troppo addentro ai temi sensibili della sicurezza per non sapere come, in acque procellose, le parole siano sassi. Già Elsa Fornero è stata presa di punta da qualche maglietta idiota e da qualche politico in cerca di resurrezione. È facile e pericoloso vellicare la folla. Lo ricorda certo l' ex pubblico ministero che, nella prima stagione della sua indagine, cavalcò l' onda dell' indignazione popolare e, in quella successiva, si trovò solo in mezzo alla risacca. Ma, soprattutto, Di Pietro non può aver dimenticato la terribile striscia di suicidi che marchiò il periodo più rovente di Mani pulite. Allora ci fu chi provò ad attribuire ai magistrati e ai loro metodi sostanzialisti la responsabilità di quelle morti. Pensiamo fosse ingiusto, al di là delle legittime critiche ai sistemi di indagine. Siamo certi lo pensi anche Di Pietro. Il miraggio d' un pugno di voti non dovrebbe farglielo dimenticare. RIPRODUZIONE RISERVATA

Buccini Goffredo


http://archiviostorico.corriere.it/2012/aprile/05/Pietro_Dramma_dei_Suicidi_cattiva_co_9_120405046.shtml



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