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Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

SCILIPIETRO E I RIMBORSI ELETTORALI... 'SCIPPATI'?

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Domenica, 08 Aprile 2012 

I Rimborsi scippati da Di Pietro, paladino dell'onestà e dei Valori, a Prgogetto Calabrie

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All'indegno scippo di cui al puntuale articolo di Messinetti che segue , oggetto di un'ennesima udienza presso la seconda sezione del tribunale civile di Roma il prossimo 23 Maggio, è da aggiungere la connivenza degli uffici di presidenza della Camera che investiti, nelle due precedenti legislature, del problema, lo hanno pilatescamente accantonato con un'aperta operazione di spudorata connivenza. Di casta?

Fatto si è che, mentre la SEM,  il soggetto che aveva ideato e costruito il Movimento" Progetto Calabrie"  con altre associazioni, ORA LOCALE e  tanti intellettuali  tra cui i rettori dell' Università della  Calabria e , Mario Alcaro, Tonino Perna, Piero Bevilacqua e tanta parte dei docenti delle due università, sono state costrette a limitare la loro attività politico culturale alle più che modeste possibilità di autofinanziamento, i partiti di Di Pietro e Diliberto( entrambi investiti direttamente della questione,verbalmente e per iscritto), hanno hanno cinicamente continuato ad incassare le risorse usurpate al Movimento Progetto Calabrie. 

Limitare le attività del mondo associativo e dei movimenti o ridurli nelle condizioni di non poter sviluppare , se non in maniera limitatissima, le proprie attività, in territori  come quelli calabresi economicamente, socialmente e pliticamente disastrati, è un danno grave alla democrazia e alle possibilità di rinnovamento della Regione, di cui , nel caso specifico, portano intera la respondabilità Di Pietro, Diliberto ed i loro partiti.

Mimmo Rizzuti ( portavoce SEM)

www.sinistraeuromediterranea.it  

 

TAGLIO MEDIO - Silvio Messinetti - COSENZA

I casi Lusi e Belsito sono la punta dell'iceberg. La malapianta del business sui rimborsi elettorali è dura da estirpare e investe tutti i partiti. Anche quelli che strombazzano, un giorno sì e l'altro pure, proclami "anticasta". Prendiamo ad esempio l'Italia dei Valori. Appena dieci giorni fa i dipietristi annunciavano in pompa magna la raccolta delle firme per un referendum abrogativo della legge sui rimborsi. «Di fronte a un mare di soldi erogati non c'è alcun controllo. Se c'è un solo caso Lusi è un miracolo (poi è arrivato Belsito, ndr) perché è l'unico ad essere stato scoperto» dichiarava Massimo Donadi, capogruppo alla Camera. La lingua batte dove il dente duole. Perché il prossimo 23 maggio presso la seconda sezione del Tribunale Civile di Roma è in calendario un'udienza di un processo che ha per oggetto l'illegittimo approvvigionamento di contributi elettorali al partito di Di Pietro (insieme al Pdci). 
A lamentare lo "scippo" della propria fetta di rimborsi (circa 150 mila euro) è uno storico dirigente del Pci calabrese, Peppe Pierino, portavoce di Progetto Calabrie, un movimento politico-culturale fondato da intellettuali come Tonino Perna, Mario Alcaro, l'ex ministro Sandro Bianchi. Alle regionali del 2005 Idv si allea col partito di Diliberto e con il movimento di Pierino. La lista "triciclo" assume il nome di Progetto per le Calabrie, in riconoscimento del ruolo dell'associazione locale. La nuova formazione ottiene un buon risultato (5%), supera il quorum e accede ai rimborsi, per complessivi 425 mila euro. Ma c'è di più. Con scrittura privata del 5 maggio 2005 i rappresentanti regionali delle tre formazioni mettevano nero su bianco all'intesa confermando che «il contributo andrà ripartito in parti uguali ai tre soggetti; i rappresentanti del Pdci e di Idv si impegnano ad adoperarsi presso la Camera per far attribuire al movimento Progetto Calabrie le somme ad esso spettanti». Ma fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. Perché poco prima del voto la tesoriera di Idv, Silvana Mura, e lo stesso Di Pietro avevano già inoltrato la richiesta alla Camera, comunicando che «Idv concorrerà con il contrassegno» e facevano richiesta di accreditare il rimborso mediante bonifico bancario intestato soltanto ad Idv «presso la filiale del Credito Bergamasco di Bergamo Porta Nuova». Poco dopo la richiesta veniva modificata aggiungendo anche il Pdci. In entrambe le richieste di Progetto Calabrie non vi era traccia. Il 3 aprile, giorno delle elezioni, Idv e Pdci scrivevano ancora a Montecitorio affermando che «la lista è stata presentata sulla base di un accordo congiunto tra Idv e Pdci». Poco importa se un terzo dei candidati apparteneva a Progetto Calabrie, se la campagna elettorale era stata condotta congiuntamente, se era di dominio pubblico che si trattasse di una lista a tre. 
Nel processo in corso a Roma hanno sfilato innanzi ai giudici il tesoriere del Pdci, Roberto Soffritti, e Mura. La tesoriera dipietrista (uno dei tre soli soci, insieme a Di Pietro e consorte, dell'associazione Idv, destinataria dei rimborsi) ha negato di essere a conoscenza dell'accordo in Calabria e di aver autorizzato il dirigente regionale, «che non contava nulla». Tutto falso, replicano da Progetto Calabrie. «Mura e Di Pietro sapevano dell'accordo, ci sono documenti che lo provano, e Beniamino Donnici (il dirigente calabrese, ndr) era coordinatore nazionale degli enti locali». Un pezzo grosso nel "cerchio magico" dell'Idv.



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