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Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

COERENZE IDV: SOLO DUE MESI FA IDV PREVEDEVA LA DELEGA AL GOVERNO SUI RIMBORSI ELETTORALI... ADESSO L'ABROGAZIONE.

nonunacosaseria

VENERDÌ 6 APRILE 2012

Ancora su Di Pietro, l'alleato

In questi giorni l’Italia dei Valori sta presentando due quesiti referendari e una proposta di legge popolare che hanno il medesimo obiettivo: l’abrogazione tout court dei rimborsi elettorali ai partiti.
L’iniziativa dell’IdV si limita ad abrogare tutte le disposizioni di legge sui rimborsi elettorali con la motivazione che “solo in questo modo si potranno avere istituzioni più forti ed efficienti e una rinnovata fiducia da parte dei cittadini”. Fermo restando che i rimborsi elettorali oggi sonoscandalosamente troppi e sono mal gestiti da partiti che meriterebbero di non percepire un centesimo che sia uno, rimane da chiedersi come, una volta abrogati, le forze politiche possano fare le loro campagne elettorali e svolgere un’attività efficace senza diventare preda di gruppi di potere e lobbies. Infatti, la petizione non ha una parte costruttiva e quindi, per esempio, non pone vincoli per una maggiore trasparenza sui contributi di privati fino a 50mila euro. Di fatto, abrogando in modo così rozzo i finanziamenti pubblici, si avvantaggerebbero partiti piccoli, personali e poco o niente organizzati sul territorio, ma che magari chiedono quote importante di adesione ai propri eletti; oppure partiti in cui c’è uno che mette mano al portafogli e, avendo tantissimi soldi, finisce per avere un vantaggio competitivo rispetto ad altri concorrenti che non hanno tale possibilità.

Ma ora facciamo un passo indietro perché credo possa essere utile a inquadrare meglio non soltanto la vicenda, ma anche e soprattutto il “metodo Di Pietro”.
Dunque, nelle scorse settimane è iniziato in Commissione Affari Costituzionali l’iter per disciplinare l’attuazione dell’articolo 49 della Costituzione, quello che riguarda i partiti politici. Parecchie le proposte sul tavolo: da quella dei radicali a quella della Lega Nord. Più o meno tutte riconoscono che c’è un problema enorme, che i rimborsi elettorali vanno regolamentati, che è necessario fare un’operazione trasparenza sull’attività politica.
Anche l’IdV aveva presentato la sua proposta, primo firmatario il capogruppo Massimo Donadi. Tale testo introduce una (giusta e condivisibile) stretta sull’accesso ai finanziamenti pubblici da parte delle forze politiche, ma non un’abrogazione. Anzi, all’articolo 3 si prevede una delega al Governo per coordinare le norme di legge in materia di rimborsi delle spese elettorali. 
Uno dice: vabbè, cambiare idea è sempre possibile.
Già.
Peccato che la proposta sia del 14 febbraio 2012. Un mese e mezzo fa. 
Cosa è successo nel frattempo per indurre il partito di Di Pietro a passare da una semplice regolamentazione a un’abrogazione dei finanziamenti pubblici?
E’ successo che il caso Lusi – che il giorno di San Valentino era ancora fresco – è montato parecchio, chiamando in causa tanta gente nota.
E’ successo che pure la Lega Nord è diventata protagonista di uno scandalo analogo.
E’ successo che, appunto, è iniziato un iter legislativo in Parlamento e qualcuno ha bisogno di marcare le differenze e apparire il più puro e duro di tutti.
Ma, soprattutto, è successo che è iniziata la campagna elettorale per le amministrative e c’è la necessità di alzare i toni per conquistare l’uno virgola o il due virgola in più (visto quel che sta succedendo in casa leghista...) da rivendicare al termine dello scrutinio.

E poi so che a pensar male si commette peccato e oggi è pure Venerdì Santo. Però, nel frattempo, anche il PD, primo firmatario Pier Luigi Bersani, ha avanzato la sua proposta. Che è anch’essa molto stringente nelle regole e, di fatto, obbligherebbe un po’ tutti i partiti – a partire da IdV – a modificare i propri statuti per assicurare procedure interne più democratiche e trasparenti. Sbaglierò, ma ho la vaga sensazione che la petizione sia non soltanto figlia della più bassa demagogia elettorale (di questi tempi, vai a dire ai cittadini di abrogare i finanziamenti pubblici ai partiti...), ma anche una contromossa di fronte a proposte che calerebbero come una mannaia su qualche partito che, vigenti certe regole, non avrebbe potuto nemmeno nascere e affermarsi.


http://nonunacosaseria.blogspot.it/2012/04/ancora-su-di-pietro-lalleato.html


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