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Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

IDV PIEMONTE. TANTO PER CAMBIARE LITIGANO, STAVOLTA SUI SOLDI.

Idv, ora la lite è sui soldi

Pubblicato Venerdì 13 Aprile 2012, ore 7,45

Cursio accusa Buquicchio di tenere per sé la dotazione finanziaria del gruppo regionale e chiede l'intervento del presidente Cattaneo. Nel condominio dipietrista si vive da separati in casa

Nell’Italia dei Valori ora è in ballo la cassa. Il consigliere regionale, nonché segretario del partito piemontese Luigi Cursio (foto sotto)è, a suo dire, lasciato a stecchetto dal capogruppo Andrea Buquicchio. Oggetto del contendere è la lauta dotazione economica che il Consiglio Regionale delPiemonte assegna ai gruppi dell’assemblea: un tesoretto mica da ridere, che nel caso della comitiva dipietrista vale 321 mila euro l'anno, a cui si sommano altri 100 mila euro per spese di funzionamento. Una parte consistente serve a pagare stipendi e oneri ai cinque dipendenti della struttura, il resto a sostenere l'attività politica del gruppo. E se qualcosa rimane va a finire nelle tasche dei singoli consiglieri purché giustifichino l'impiego del delle somme. Ma come nel topos classico della commedia all'italiana, sui soldi si litiga. Nell’ultimo ufficio di presidenza di Palazzo Lascaris, tra l’imbarazzo dei componenti, è andata in scena l’ennesima saga di una querelle che dura da due anni, abbondantemente tracimata nel grottesco. Cursio accusa Buquicchio di tenersi i soldi tutti per sé, lui risponde che è nelle sue prerogative di capogruppo. Nel mezzo il cuneese Tullio Ponso, l’altro eletto nell’assemblea regionale, che cerca invano di starne più lontano possibile.

 

I due non si sono mai presi, anzi si può dire si siano sempre detestati, ma è con il nuovo anno che gli eventi hanno iniziato a precipitare repentinamente. A gennaio Cursio partecipa a unconvegno sulle “prospettive della sanità piemontese”,  organizzato dall’assessore Monferinofacendo andare su tutte le furie il suo capogruppo, neanche avvisato. Da quel momento la pace armata siglata al crepuscolo dello scorso anno salta. I rapporti si fanno sempre più tesi, tanto che i due quasi non si parlano. Fino al patatrac: quando Buquicchio presenzia a una conferenza stampa del consigliere alessandrino Paolo Bellotti in compagnia dei grillini, nella quale – secondo quanto denunciato da Cursio in aula – si sarebbe addirittura paventata, tra una battuta e un lasciato intendere, la sua possibile collusione con la ‘ndrangheta. Apriti cielo.

 

Dopo due anni di vessazioni il numero uno – sulla carta – dell’Italia dei Valori in Piemonte ha deciso di coinvolgere nella diatriba direttamente il presidente di Palazzo Lascaris Valerio Cattaneo, per chiedere la possibilità di stornare il contributo dividendolo per tre, evitando che il suo antagonista possa continuare a giocare all’asso pigliatutto. Una strada, a quanto pare, difficile da percorrere: il regolamento parla chiaro. A Cursio è stata ventilata (seppur fuori dall'ufficialità) un’unica alternativa: la costituzione di un gruppo consiliare autonomo. Percorso tecnicamente possibile, ma sconveniente dal punto di vista politico: dove si è mai visto il segretario di un partito politico che rinuncia a rappresentarlo nelle istituzioni?

 

Non è tutto. Addirittura, pare che Buquicchio sia l’unico a detenere le chiavi d’ingresso agli uffici del gruppo: se lui si ammala una settimana, restano tutti a casa. La diatriba ricorda da lontano quella già ampiamente raccontata dallo Spiffero tra Giovanni Porcino eGiuseppe Sbriglio, i due eletti nel Consiglio comunale di Torino, che dopo uno scontro al fulmicotone su chi dovesse occupare la stanza che fu di papà Gaetano Porcino si sono definitivamente separati. I nuovi valori della combriccola dipietrista.



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