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Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

FINANZIAMENTI PARTITI. DI PIETRO E' PRONTO A 'DARE UN CONTRIBUTO', INTANTO CHIEDE: "IL 5 PER MILLE AI PARTITI, COME PER LA CHIESA"

Lettera43
Mercoledì, 11 Aprile 2012


FINANZIAMENTI

Partiti, Di Pietro appoggia la proposta di 'Abc'

Il leader dell'Idv: «Siamo pronti a dare il nostro contributo».











L'Italia dei valori è disposta ad appoggiare la proposta della maggioranza suifinanziamenti ai partiti «a condizione che si decida una riduzione forte dello stanziamento, si elimini l'ultima rata di giugno (da destinare all'assistenza sociale) e si preveda un'autorità indipendente che certifichi la validità delle spese, che identifichiamo nella Corte dei Conti». Così Antonio di Pietro, leader di Idv, in una conferenza stampa a Montecitorio ha dato l'ok all'iniziativa dei leader 'Abc', Alfano, Bersani e Casini.
«Idv non fa differenza tra disegno di legge e decreto, ci interessa l'obiettivo», ha spiegato Di Pietro. «Se il parlamento avvia una legge emergenziale, noi siamo pronti a dare il nostro contributo», ha aggiunto.
IDV FAVOREVOLE AL 5 PER MILLE. Di Pietro ha quindi annunciato che anche il suo partito ha deciso di affidarsi a una società di revisione indipendente per la verifica del bilancio.
«Siamo favorevoli alla formula del 5 per mille per i partiti così come accade per la Chiesa, ma non deve essere un calderone, bisogna sapere chi li fa a chi», ha concluso.

Bersani: «Va bene anche il decreto, bisogna stringere i tempi».


Sull’ipotesi di un monitoraggio dei bilanci dei partiti da parte della magistratura contabile, è intervenuto anche il segretario del partito democratico Pierluigi Bersani. Il numero uno del Pd ha anche sottolineato la necessità di una riforma in tempi brevi: «Va bene il controllo della Corte dei Conti, va bene anche il decreto. Serve qualsiasi forma la più stringente per controllare i bilanci ma non accetto che la Lega riesca a distruggere il sistema della democrazia come era nella sua intenzione originaria».
NON LASCIARE LA POLITICA AI MILIONARI. Il timore di Bersani è che, eliminando il finanziamento pubblico, si finisca col lasciare «la politica al milionario». Il leader Pd è tornato poi sull’ultimo rimborso elettorale, che i partiti non hanno ancora incassato e di cui si è discusso parallelamente alle norme sui bilanci: «Prima di discutere della seconda rata di 100 milioni a giugno», ha detto replicando a chi propone di devolvere i soldi al sociale, «dobbiamo subito definire la forma di controllo».
OK A DIMINUIRE I FINANZIAMENTI. «Possiamo discutere anche di diminuire i finanziamenti, va bene, discutiamo di tutto anche se nel giro di due anni saranno già dimezzati», ha detto ancora Bersani. «Se però c'è chi pensa di lasciare la politica al miliardario, non mi trova d'accordo perché è dai tempi di Clistene che la democrazia ha un sostegno dallo Stato».
«C'è certo un problema di ambiguità nel chiamare rimborsi l'attività politica», ha chiuso, «con questi soldi si fa attività politica, non si aggiustano le case e in tutto il mondo esiste il finanziamento ai partiti».




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