Il Tribuno
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"Il nostro Presidente non vuole dei leccapiedi. Ciò che vogliamo sono uomini indipendenti e integri che, una volta che avremo preso le nostre decisioni, concorderanno con ognuna di esse". Joseph Heller, "Gold" (1979)
   
News by Dire
Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

GLI "SQUADRISTI" DELLA BRAMBILLA, LA CLAQUE DI DI PIETRO.

PD: ZANDA, DI PIETRO AGGREDISCE MA GLI ELETTORI NON LO PREMIERANNO

'Ieri non ero presente a Torino al dibattito tra Franco Marini e Antonio Di Pietro. Ma, conoscendo l'aggressivita' preordinata e permanente con la quale Di Pietro partecipa ai dibattiti con i leader del Pd, penso proprio che Marini avesse ragione e Di Pietro avesse torto. Penso anche che si avvicini il momento nel quale gli elettori potranno distinguere tra chi lavora per rafforzare il centrosinistra e rendere cosi' piu' forte l'opposizione a Berlusconi (anche portando in Parlamento l'Italia dei Valori che da sola non ce l'avrebbe mai fatta) e chi lavora per il proprio piccolo partito, generando e festeggiando sfacciatamente ogni possibile attrito tra Pd e Idv''. Lo dichiara il vicepresidente dei senatori del Pd Luigi Zanda.


L'Unità - Fondata da Antonio Gramsci nel 1924

di Simone Collini

02 settembre 2010

Di Pietro, no a Casini «quello ci frega»


Antonio Di Pietro parla e scattano le ovazioni, Franco Marini parla e partono i fischi. Per un’ora si va avanti così, alla Festa nazionale del Pd. Tanto che alla fine del faccia a faccia l’ex presidente del Senato lascia Torino scuotendo la testa, e dicendo: «Si era portato dietro la claque». Gli organizzatori della kermesse democratica indicano i dirigenti provinciali e regionali dell’Idv, ancora tutti sotto il palco. E effettivamente la presenza massiccia di sostenitori dell’ex pm è evidente fin dal modo in cui viene accolto appena sale sul palco. Ma gli applausi e le contestazioni risuonano troppo ampiamente per essere solo prodotti da gruppi organizzati. E non a caso, dietro le quinte, va anche in scena una sorta di scaricabarile su chi sia il responsabile di questa non felicissima situazione: colpa dei dirigenti locali che non hanno saputo organizzare la sala; no, colpa dei dirigenti nazionali che hanno scelto male l’accoppiata.

Quanto a Di Pietro, rimane per altre interviste fino a sera, per poi lasciare Torino sorridente: «Claque? Ma quando mai? Marini offende la sua intelligenza se dice una bugia come questa. La verità è che il popolo del Pd vuole chiarezza». A piacere, al migliaio di persone raccolte sotto il tendone dell’area dibattiti, è il modo in cui il leader dell’Idv dice «no alle alleanze con chi ci frega» e spara a zero contro Casini («che c’azzecca con l’Alleanza democratica di cui parla Bersani?, Casini fa il più vecchio mestiere del mondo: vengo con te o con te?, chi mi dà di più?») e contro l’«avversario Fini» e «i finiani quaquaraqua», il modo in cui boccia l’ipotesi del governo istituzionale in caso di caduta di Berlusconi, il modo in cui dice soddisfatto, parlando delle contestazioni a Como a Dell’Utri, «finalmente hanno detto a un mafioso: ehi, che ci fai qua?».

E a non piacere, a queste persone che pure si fanno appuntare sul petto la coccarda del Pd mentre entrano in Piazza Castello, è l’idea di un accordo con l’Udc («dobbiamo fare di tutto per portare con noi Casini», ripete più volte Marini) e, nell’emergenza di un voto anticipato, anche con Fini («sta facendo una battaglia giusta»), o l’appello a lasciar lavorare la magistratura: «Dell’Utri ha un problema di cui si deve occupare la magistratura, fino al terzo grado di giudizio. È sbagliato impedire a qualcuno di parlare in piazza. È un errore che abbiamo già visto commettere negli anni 70, contro i sindacati. Se il Pd vuole andare al governo non lo può accettare». Prima erano stati applausi per Di Pietro, ora sono “buuu” per Marini. E ancora applausi, per l’ex pm, arrivano quando Di Pietro gli replica: «Ma proprio tu che vieni dal sindacato metti sullo stesso piano sindacalisti e mafiosi?».

Per un’ora si va avanti così, con Marini prova ad argomentare perché «centrosinistra e sinistra non bastano per vincere» e subito la platea rumoreggia. E poi con Di Pietro che dice che no, «senza Fini e Casini e con una bella alleanza democratica gagliarda e tosta possiamo vincere», e incassa applausi. Di Pietro dice anche che potrebbe presentarsi alle primarie per il candidato premier, se non lo convinceranno altri, anche se si rende conto che non potrebbe rappresentare un vasto schieramento, così come pure Vendola. E Bersani? «Bravissima persona - dice - ma dobbiamo sapere chi si candida cosa vuol fare e con chi».


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Generazione Italia: "Squadristi Pdl
spediti a Mirabello per contestare Fini"

Lo rivela il sito della fondazione del presidente della Camera, su cui campeggia un simbolo del Pdl coperto da una stella rossa. L'accusa: "Un nostro amico napoletano è stato contattato da un consigliere provinciale del Pdl: 'Stiamo organizzando con la Brambilla una contestazione a Fini quando parlerà a Mirabello. Riesci a riempirmi un pullman?'". Il ministro del Turismo: "E' diffamazione. Mettono le mani avanti in vista delle contestazioni degli ex An"


ROMA
 - "Gli squadristi della libertà sono pronti a organizzarsi per contestare Fini a Mirabello". Lo rivela il sito di Generazione Italia, dove campeggia una enorme stella rossa che copre il simbolo del Pdl. Sarebbe questo, dunque, il "comitato di accoglienza" che il Pdl sta mettendo in piedi, con la regia di Michela Vittoria Brambilla, per andare a rovinare la giornata a Gianfranco Fini, atteso domenica a Mirabello per l'edizione 2010 della festa tricolore. Nella sede dei raduni storici del Msi, il presidente della Camera terrà un attesissimo discorso in cui, secondo indiscrezioni, non annuncerà la nascita di un nuovo partito, ma ribadirà lealtà al governo e al suo programma a condizione che non si facciano sconti su questione morale e legalità.

"Se mai servisse una conferma della deriva sinistrorsa/comunistoide del Pdl - scrive il sito dei finiani - ecco a voi l'ennesima conferma. Stamane riceviamo una telefonata: un nostro amico napoletano ci informa che è stato contattato da un consigliere provinciale del Pdl che gli ha fatto una richiesta particolare: 'Stiamo organizzando con la Brambilla una contestazione a Fini quando parlerà a Mirabello. Riesci a riempirmi un pullman? E' tutto a spese del partito'. Gli daranno anche il panino, in puro stile Cgil. E magari anche un libretto rosso con tutte le istruzioni per contestare il nemico del popolo".

"Siamo davvero arrivati a un punto bassissimo - scrive ancora Generazione Italia - il ministro del Turismo,invece di organizzare pullman di turisti stranieri alla volta della provincia di Ferrara, nella magnifica Terra degli Estensi, perde tempo a organizzare pullman di squadristi della Libertà per contestare la terza carica dello Stato. D'altronde, cosa potevamo attenderci da un Ministro del Turismo che trascorre le proprie vacanze in Francia? Siamo alle comiche finali - conclude Generazione Italia riprendendo la celebre frase che Gianfranco Fini pronunciò nei confronti di Silvio Berlusconi - e questa volta per davvero".

Additata da Generazione Italia come la grande tessitrice della trappola a Fini, Michela Vittoria Brambilla annuncia di aver dato mandato ai suoi legali di procedere per diffamazione. "Quanto apparso in data odierna sul sito di Generazione Italia ricondurrebbe alla mia persona azioni che mi sono totalmente estranee - scrive in una nota il ministro del Turismo -, dimostrando una volta di più come vi siano esponenti politici senza scrupoli che, pur militando nel Popolo della Libertà, non esitano a cercare di screditare l'operato del Presidente del Consiglio e dei suoi Ministri". "Quanto accaduto oggi - aggiunge Brambilla - mi pare, semmai, un palese tentativo di mettere le mani avanti, creando un alibi con il quale giustificare le contestazioni che, evidentemente gli esponenti finiani si aspettano di ricevere a Mirabello da parte dei tanti militanti dell'ex An che ben si sono guardati dal seguire le loro posizioni. Per quanto mi riguarda mi sento di rassicurarli: l'appuntamento di Mirabello non è nella mia agenda".

In precedenza, il primo a commentare le accuse di Generazione Italia era stato Mario Valducci, esponente del Pdl e responsabile dei Club delle Libertà."Non ne so nulla ma non credo sia possibile una cosa del genere. Un comportamento di questo tipo sarebbe contrario al nostro dna".

http://www.repubblica.it/politica/2010/09/01/news/squadristi_libert-6681956/




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