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Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

FINANZIAMENTO PUBBLICO. BERSANI SULLA LEGA: "QUALE RINUNCIA, LORO NON SPENDONO". COME Idv: "22 M.NI IN CASSA"

Bersani: "Discutere su finanziamento ma non deve essere spazzato via"Repubblica.it: il quotidiano online con tutte le notizie in tempo reale.

14 aprile 2012


Bersani: "Discutere su finanziamento
ma non deve essere spazzato via"


Il leader del Pd ironizza sulla Lega: "Quale rinuncia, loro non spendono". Fini: "Deve essere garantito volontariamente dai cittadini". Schifani: "Restituire la fiducia a gli italiani". Casini: "Rinuncia di solito chi ha dei soldi in eccedenza e magari ha provveduto in altro modo a procurarsene".


CORTONA - Sì a un intervento sul finanziamento pubblico dei partiti, che deve comunque rimanere per garantire l'indipendenza della politica. La pensa così il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani che ha affrontato la questione parlando all'incontro annuale di Areadem, a Cortona. E' possibile spostare l'erogazione della "tranche" del finanziamento ai partiti per "discutere" su modi e quantità, ma non "spazzare via" il concetto, magari dicendo che la politica deve finanziarsi con "la buonuscita di grandi manager, ereditieri, palazzinari", ha detto Bersani. Sui conti dei partiti bisogna mettere "subito controlli e certificazioni, stiamo parlando di soldi pubblici, di finanziamento all'attività politica". Bersani ha poi ricordato che c'è già una legge che prevede il dimezzamento del finanziamanento pubblico ai partiti dal 2009 al 2015.

Subito dopo ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano un commento alla rinuncia della Lega Nord all'ultima tranche di finanziamento pubblico ai partiti. Bersani ha ironizzato dicendo:  "Ma quale rinuncia, visto che loro non li spendono".

Da Twitter risponde a Bersani anche il vicepresidente di Fli, Italo Bocchino: "Caro Bersani, non spostare ma cancellare tranche finanziamento pubblico da 100 mln. Pd rinunci a questi soldi per destinarli a sociale". Sulla questione è intervenuto anche il leader della FliGianfranco Fini :"Siamo consapevoli che il finanziamento della politica debba essere garantito volontariamente dai cittadini e auspichiamo che ci sia analoga consapevolezza da parte delle altre forze politiche". 

Pierferdinando Casini, leader dell'Udc, sostiene che "rinuncia di solito chi ha dei soldi in eccedenza e magari ha provveduto in altro modo a procurarsene".

"Bisogna fare presto. Solo operando in una teca di cristallo, possiamo recuperare quella fiducia che si è incrinata e che dobbiamo restituire agli italiani", ha spiegato il presidente del Senato Renato Schifani che chiede "regole chiare e certe sul finanziamento e gestione trasparente". "E' giunto il tempo di dare prova concreta della capacità della politica di autogestirsi avendo quale unico obiettivo il bene comune. Per questo mi adopererò affinchè sia approvato un testo condiviso da tutti gli schieramenti politici che esprima regole chiare e certe sul finanziamento dei partiti e sulla gestione trasparente e fruibile a tutti dei relativi bilanci".

Ridurre i rimborsi elettrorali ai partiti e abrogare la prossima rata. È questa l'indicazione di Antonio Di Pietro, leader dell'Iidv. Di Pietro ha precisato che l'Idv "ha deliberato un emendamento per chiedere l'abrogazione della prossima rata dei finanziamenti e a regime la loro riduzione" e che occorre una loro riduzione e ha indicato nei rimborsi per i referendum il modello da adottare. "Se non avverrò la riduzione noi ritireremo la nostra quota - ha annunciato Di Pietro - e la daremo al governo per le emergenze più gravi, che per noi oggi sono le alluvioni".

Il Movimento 5 stelle propone una riforma radicale del sistema del finanziamento che ruoti intorno ad alcuni principi cardine, come la definizione dei contributi delle assemblee elettive e la regolamentazione delle donazioni private. Inoltre punta sull'immediato "sequestro" di tutti i valori in mano ai partiti per poi restituirli ai cittadini. Lo ha detto Giovanni Favia, che ha aggiunto che 'la cura' rischierebbe comunque di arrivare tardi: "Perché per quello che hanno fatto in questi anni non credo che ce la facciano a salvarsi adesso".




Quei cento milioni attesi e già incassati dai partiti

di Sergio Rizzo


Vero è che, per qualcuno, questa è stata anche l’occasione per tentare di dare una ripulita a un’immagine alquanto appannata: la Lega Nord ieri ha comunicato che rinuncerà di propria iniziativa alla prossima rata. Ed è francamente il minimo. Ma se forse è troppo sospettare che qualcuno stia lavorando perché la seconda tranche dei rimborsi elettorali non venga più congelata, come invece era stato promesso, c’è chi non ha paura di parlare chiaro. È Rosy Bindi, presidente del Partito democratico: «A una macchina in corsa puoi chiedere di rallentare, non di fermarsi. E se non arriva almeno una tranche dei rimborsi previsti, si rischia di non arrivare alla campagna elettorale», ha detto giovedì sera a Lilli Gruber, durante il programma Otto e mezzo su La7. Vi chiederete: possibile? Possibile che si sia a questo punto, nonostante tutti i soldi che i partiti hanno incassato? Nel solo triennio dal 2008 al 2010, secondo i dati pubblicati sulle Gazzette ufficiali e tenendo conto dell’inflazione, i tesorieri si sono visti recapitare più di 847 milioni: grazie anche a quella famigerata leggina che ha garantito loro razione doppia di contributi per Camera e Senato facendo correre i versamenti pure in caso di fine anticipata della legislatura. Il tutto a fronte di spese elettorali documentate, per le elezioni politiche del 2008, di 136 milioni. Con queste cifre dovrebbero avere i forzieri pieni zeppi di soldi, direte. Invece no. 


Non tutti sono evidentemente nelle stesse condizioni dell’Italia dei Valori, se è vero quello che ha rivelato ieri Fabio Evangelisti, e cioè che il partito di Antonio Di Pietro ha in cassa la bellezza di 22 milioni. Il fatto è che i partiti costano. 


sito del Corriere della Sera


http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/PublishingBlock-546fce50-63a7-4a3a-a677-c01b234511bd.html?refresh_ce



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