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Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

SCILIPIETRO E LA FOTO DI VASTO. MISIANI (PD): "FOTO SENZA FLASH".



Bergamonews - Quotidiano online di Bergamo e Provincia

I due parlamentari bergamaschi a Curno per sostenere il candidato sindaco Perlita Serra, della lista civica "Vivere Curno", parlano di politica ma non trovano un'intesa

DI PIETRO RILANCIA LA FOTO DI VASTO 

MA MISIANI E' SENZA FLASH

L’attesa era alta lunedì sera a Curno. “Antonio contro Antonio”: il titolo c’era già, un po’ come il film “Eva contro Eva” che vedeva confrontarsi due mostri sacri del cinema: Marilyn Monroe e Bette Davis. Ma le attese sono rimaste deluse. Niente scintille, forti emozioni, contrasti e colpi di scena. In onda è andato un film di seconda serata che si può trovare su una qualsiasi rete commerciale.

Il film trasmesso non era al multisala di Curno, ma in un’affollatissima sala civica dove Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, si confrontava con Antonio Misiani, tesoriere del Partito Democratico, per lanciare la candidata sindaco Perlita Serra della lista “Vivere Curno”.

Ecco: Serra ha dato davvero un’emozione, una voglia di riscatto, un sogno per il paese che vorrebbe “fatto di reti di inclusione, dove le generazioni possano dialogare, crescere e progettare il loro futuro”.

Il suo cameo merita l’Oscar. Politico s’intende.

Per il resto, a parte qualche sussulto, la sceneggiatura ha deluso. Eppure il parterre era quello delle grandi occasioni, in prima fila sedevano il consigliere regionale dell’Idv Gabriele Sola, il coordinatore provinciale dell’Idv Simone Scagnelli, l’onorevole Gabriele Cimadoro e l’ex senatore Dc Gilberto Bonalumi.

Torniamo ai due Antonio, ai protagonisti - presentati da Domenico Cangelli, consigliere provinciale dell’Idv, e dal coordinatore del circolo del Pd di Curno Massimo Conti - che avrebbero dovuto parlare di “Come la politica nazionale può supportare le amministrazioni locali”. Avrebbero.

Invece Misiani è partito lanciatissimo, da uomo che conosce il mestiere ha fatto vibrare in sala tutte le corde del sentire comune, per esempio: "l’antipolitica altro non è che la cattiva politica, quella fatta dal malaffare, del populismo da due soldi, del cavaliere bianco che arriva a salvare tutti, del sogno del federalismo che si è infranto”.

Non ha mancato di dire cose di sinistra il tesoriere del Pd come: “Questo Paese deve tornare a crescere, ha delle potenzialità soffocate, deve ritrovare il suo slancio, ma non deve lasciare indietro i più deboli: deve essere uno sviluppo inclusivo”.

Di Pietro giocava in casa. Il proscenio lo conosceva come le sue tasche ed è tornato a calcare le scene sulle stesse tavole di Curno esattamente dieci anni dopo. Dicono che allora portò bene. E ieri sera, tutti incrociavano le dita. Di Pietro non ha deluso. Anzi, bucava lo schermo, come avrebbe detto qualche critico. Ha elogiato Perlita Serra, le ha fatto i complimenti per la sua lista civica “in cui contano le persone e i programmi, non i simboli dei partiti”.

“E’ una lista che merita di vincere perché ci permette di immaginare il futuro di Curno – ha aggiunto l’ex magistrato di Mani Pulite – che sarà pure bello perché se devi fare la spesa non hai che da scegliere, ma questo paese rischia di perdere in relazioni e di finire come un dormitorio”.

Da istrione ha toccato il cuore dello spettatore ed poi, ecco, il colpo di teatro: “Questa lista civica è una lezione che dobbiamo prendere anche noi a livello nazionale – ha ammesso con la foga che gli è propria, guardando Misiani – dobbiamo avere il coraggio e la responsabilità di progettare un disegno per il futuro dell’Italia, ma dobbiamo farlo partendo da una coalizione. Penso al Pd, al Sel, ai Verdi…l’effetto Curno deve esserci di riferimento, dobbiamo creare una coalizione, ma dobbiamo partire per tempo per arrivare in orario. Abbiamo la responsabilità di costruire da subito il progetto programmatico politico”.

La cartolina di Vasto torna come un flash back. E il leader dell’Italia dei Valori traccia già le date: “Dopo le amministrative dobbiamo partire con gli stati generali per stendere un programma, occorre una nuova legge elettorale, reintrodurre il reato di falso in bilancio, rivedere il finanziamento dei partiti”.

A volte nei film i dialoghi sono tutto. Ma il copione di Di Pietro, Misiani lo ha praticamente ignorato.

Un fragoroso applauso del pubblico ha cambiato la scena. E da un’altra prospettiva il tesoriere del Pd ha sfoggiato la sua indiscutibile competenza economica spiegando perché: “il patto di stabilità è ingiusto e va cambiato. Ci sono molte amministrazioni virtuose e i Comuni rappresentano in Italia i due terzi degli investimenti pubblici”.

Misiani ha rimarcato come il pareggio di Bilancio inserito nella nostra Costituzione sia un errore “e per questo è importante che le forze progressiste che stanno vincendo in Francia, diano una svolta al rigore sui conti imposto dalla Germania”.

Il tesoriere nazionale del Pd non ha mancato di evidenziare come in politica "sia necessario un ricambio, ma inserirei il limite dei due mandati solamente per le cariche apicali: sindaci, presidenti". Infine ha lanciato un monito: “Dobbiamo comprendere che la questione settentrionale esisterà sempre come problema se non ci faremo carico delle aspettative anche degli elettori delusi dalla Lega”.

Il pubblico è balzato in piedi sommergendo con gli applausi i due parlamentari. I due non hanno di certo deluso le aspettative di chi a Curno voterà per il candidato sindaco Perlita Serra, ma appena sono comparsi i titoli di coda è stato chiaro a tutti che i due Antonio, Di Pietro e Misiani, non hanno dialogato.

Misiani non ha raccolto la sfida lanciata dall’ex magistrato di una Vasto nazionale che può partire da Curno. Viceversa, Di Pietro non ha la stessa prospettiva che il Pd ha nei confronti del Governo Monti che sostiene.

E' come se in un western mancassero gli indiani e non ci fossero sparatorie, per intenderci. E così se “Antonio contro Antonio” fosse una pellicola meriterebbe poche stelline in fondo alla rubrica dei cinema.


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