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News by Dire
Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

GRILLO CONTRO LA GUARDIA DI FINANZA: "FOMENTA ODIO SOCIALE". BERLUSCONI (2004): "TASSE ALTE? EVASIONE GIUSTIFICATA"

L'Unione Sarda.it
Lunedì 23 aprile 2012 

Grillo contro la Guardia di Finanza
"Sta fomentando l'odio sociale"

Grillo contro la Guardia di Finanza "Sta fomentando l'odio sociale"


Beppe Grillo approda a Conegliano, in una delle province venete a più alto tasso 'padano', e sfodera le armi tanto care al Carroccio: dalle tasse che soffocano i cittadini al balzello dell'Imu, per finire con le critiche feroci al governo Monti.

E se i controlli della Guardia di finanza vengono bollati come un modo per "instillare l'odio sociale", all'inquilino di Palazzo Chigi il leader del Movimento 5 stelle riserva epiteti che neppure il Bossi più arrabbiato aveva forse osato. "Rigor Montis" scandisce sotto la pioggia, davanti ad una platea di 5 mila persone, è "un contabile fighetta che esce dalla Bocconi e per il quale la somma di 1 1 è l'unica cosa che importa, anche se intanto lo stato sociale viene distrutto". "Fa il lavoro sporco - rincara - con l'aria di un gentleman che non tromba dal 1952". Grillo cita il caso dell'Imu. "Per cercare di calcolarlo il mio commercialista è stato costretto ad andare in analisi - dice ironico -. Al governo non sanno neanche l'aliquota perché si riservano di calibrare gli introiti in base all'entità del buco di bilancio". Parla poi degli scontri fra cittadini e forze dell'ordine, registrati anche di recente in occasione delle trasferte di alcuni ministri, per 'assolvere' gli agenti intervenuti. "Anche i poliziotti sono cittadini che prendono 1.200 euro al mese - spiega - e che hanno i coglioni pieni di dover dare bastonate alla gente". Un attacco frontale lo riserva alla politica e ai suoi protagonisti che si muovono, per Grillo, in uno scenario ormai surreale, lontano dalla realtà. "I politici sono morti - afferma - e nessuno ha il coraggio di fare come me, di venire in mezzo alla gente senza scorta, preferendo casomai chiudersi nelle sale convegni degli alberghi circondati da agenti in tenuta antisommossa". Alle recenti vicende giudiziarie del partito di Bossi e al disorientamento della base del Carroccio, il leader dei 'grillini' riserva una battuta tagliente. "Uno della Lega, molto agitato ieri mi ha detto di voler venire con noi - racconta - io gli ho risposto che per smaltire la rabbia è meglio che prima si faccia un anno alla Svp". Non ci sta a sentir dire che il suo movimento manca di spina dorsale, di un programma articolato in punti. Sotto la pioggia che scroscia estrae un i-pad ed enumera alcune voci del suo progetto politico. "I programmi di 120 pagine sono solo specchietti che nessuno legge" sostiene, ma enumera alcune delle sue proposte. Parla dell'introduzione della "class action" quale strumento di tutela ordinario dei consumatori, propone in campo l'"abolizione delle scatole cinesi in borsa" e il divieto di assumere cariche multiple nei board delle società quotate. Chiede infine di rendere illegale l'incrocio di ruoli direttivi in società finanziarie e imprenditoriali e di porre un tetto agli stipendi del management delle sigle nel listino di Piazza Affari.

http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/268252


CORRIERE DELLA SERA

11 novembre 2004


Il premier in visita alle Fiamme Gialle torna sui temi fiscali
«Con tasse troppo alte ci si ingegna a evadere»
Berlusconi: «Non bisogna chiedere più di un terzo di quanto uno guadagna, altrimenti è una sopraffazione»
ROMA - Lo Stato deve chiedere ai propri cittadini non più «di un terzo di quanto questi guadagnano», altrimenti si tratta di una «sopraffazione» e ci si «ingegna per trovare sistemi elusivi o addirittura evasivi». Silvio Berlusconi, in visita alla Guardia di Finanza, torna sui temi fiscali e sulla riduzione delle imposte che avrebbe voluto ma non ha potuto applicare a partire dal 2005.

Berlusconi in visita alla Guardia di Finanza (Ansa)
OBBLIGO ECCESSIVO - 
Già in un'altra occasione, nel febbraio di quest'anno, Berlusconi aveva parlato di evasione «giustificata» o quantomeno indotta dal peso eccessivo del fisco, sollevando un vespaio. E ritorna su quella falsariga dopo aver dovuto rinunciare al taglio immediato delle imposte e facendo rifermento anche a un«diritto naturale» anti-fisco. «Ringrazio tutti voi per quello che fate - dice rivolto agli uomini della Guardia di Finanza - voi agite con grande equilibrio e rispetto dei cittadini, nei confronti di chi si vuole sottrarre a un obbligo che qualche volta si avverte come eccessivo. C'è una norma di diritto naturale che dice che se lo Stato ti chiede un terzo di quello che con tanta fatica hai guadagnato ti sembra una richiesta giusta e glielo dai in cambio dei servizi che lo Stato ti offre. Ma - aggiunge - se lo Stato ti chiede di più, o molto di più, c'è una sopraffazione nei suoi confronti: e allora ti impegni per trovare sistemi elusivi o addirittura evasivi che senti in sintonia con il tuo intimo sentimento di moralitàche non ti fanno sentire colpevole». «Noi - conclude - dovremmo arrivare a questo un terzo unanimemente considerato come limite massimo». 

COLPE DEL PASSATO - Dunque, senza date e senza impegni, l'obiettivo per il premier è chiaro: tutti i cittadini devono pagare solo il 33% di tasse. Altrimenti, il rischio, è l'evasione. Berlusconi aveva esordito ribattendo alle critiche sulla riforma fiscale: «C'è una critica abbastanza dura e cattiva sui giornali contro il premier, accusato dinon aver mantenuto l'impegno di ridurre l'Irpef già dal 2005». Il premier ha chiarito che il governo ha pagato una situazione che «viene dal passato», con la «moltiplicazione per otto del debito pubblico dall'80 ad oggi». Berlusconi ha sottolineato che comunque è stato rispettato l'impegno con gli elettori, dal momento che la riduzione dell'Irpef scatterà entro la legislatura



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