Il Tribuno
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"Il nostro Presidente non vuole dei leccapiedi. Ciò che vogliamo sono uomini indipendenti e integri che, una volta che avremo preso le nostre decisioni, concorderanno con ognuna di esse". Joseph Heller, "Gold" (1979)
   
News by Dire
Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

BERSANI: "DIMEZZARE I RIMBORSI ELETTORALI"

24 aprile 2012

Bersani: «Dimezzare i rimborsi 


La politica tiri due volte cinghia»


bersani pugni 640

«Serve un immediato dimezzamento dei finanziamenti e una radicale riforma dei meccanismo dei finanziamenti. Il sistema attuale non va bene e se il Paese deve tirare la cinghia, la politica la tiri due volte». Così il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, durante una conferenza stampa presso la sede del partito in via Sant'Andrea delle Fratte. 

La lettera di Bersani agli iscritti

«Questa riforma è urgente e va approvata entro l'estate», dice Bersani. Entro l'estate, sostiene il segretario Pd, sì può risolvere il problema del tetto ai finanziamenti e quello dei controlli sui bilanci perchè «dobbiamo far dimagrire la politica in nome dell'amore della politica ma non rinunciarvi». 

Bersani torna a chiedere che si attui l'art. 49 della Costituzione che «è un caposaldo della democrazia che regola la partecipazione e i controlli e serve a dare credibilità ai partiti che vanno rinnovati». La proposta del Pd nasce proprio «dall'esigenza di riconoscere che la democrazia va sostenuta perché non cada nelle mani del più ricco della città ma al tempo stesso in un Paese che tira la cinghia la politica deve farlo due volte».


SUL 25 APRILE

«Sto per inviare una lettera, in occasione del 25 aprile, a tutti gli iscritti del Pd. È una riflessione sulla democrazia e su chi ha combattuto anche a costo della vita per la libertà». 


BERSANI, OK FISCAL COMPACT MA CON PIÙ CRESCITA 
«Io penso che il fiscal compact vada approvato perchè siamo legati da un vincolo europeo. Quello che cambia, alla luce del risultato di Hollande, è che è credibile la possibilità di integrarlo con misure che lo bilancino dal lato della crescita. Se questo è lo scenario l'Italia si infili da protagonista», dice Pier Luigi Bersani. 

 SU BERLUSCONI E VOTO
«Il Pd mantiene la parola data e per noi si vota nella primavera del 2013. Se Berlusconi ha problemi lui, lo dica ma mi consenta di lasciare a me la parola sul Pd». 
«Berlusconi ha tante cose da dire, al Pd vorrei pensarci io, lasci che sia io a parlare del Pd. Il Pd ha dato una parola e la mantiene. Se Berlusconi ha un'altra idea non ce la attribuisca». Così il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, risponde a stretto giro di posta alle parole del leader del Pdl. «Se ha dei problemi lui li dica, vedo certamente un pò di disagio sull'altro fronte, soprattutto perchè da quel lato non funziona il tentativo di mettersi al riparo dalla vicenda Monti per non pagare dazio. Ma molti ricordano che Monti non è venuto dopo i partiti, Monti è venuto dopo Berlusconi dovendosi caricare lui, e un pò anche noi, delle difficoltà che ha trovato».

PARTITO "VIVA LA MAMMA"
«Sotto la pelle del Paese ci sono populismi in cerca di autore e per acchiappare umori magari battezzeranno partiti con il nome 'W la mammà. Io non faccio 'W il papa» faccio il Pd. Ma certo a chi cerca di captare umori per avere consensi a 360 gradi non si può contrapporre la sclerosi della politica che non rinnovarsi«. Cosi Pier Luigi Bersani parla dell'antipolitica.

LETTERA DI BERSANI, E MONTI NON E' PREMIER MA "SENATORE"

La lettera di Bersani agli iscritti
Pier Luigi Bersani scrive ai militanti del Pd in occasione del 25 aprile e dedica una parte della lettera anche all'operato del governo. La linea del leader democratico è quella nota. «Il Pd- scrive Bersani- si è impegnato per la salvezza dell'Italia al sostegno del governo guidato da Mario Monti» perchè il compito di «un grande partito popolare e nazionale è di pensare prima all'Italia e poi ai suoi interessi». E tuttavia, nota il leader democratico, «non tutte le misure che sono state varate l'avremmo predisposte noi». Insomma il Pd sostiene lealmente l'esecutivo, che tuttavia non rispecchia in toto le posizioni dei Democratici. Una distanza, tra Pd e esecutivo, che traspare anche da una circostanza: nella lettera Bersani non chiama mai Monti 'presidentE' o 'premier'. Al più lo interpella come 'senatorE' (com'è noto, Monti è senatore a vita). Dice ad esempio Bersani che «l'eredità lasciata dal centrodestra è pesante e il senatore Monti ha dovuto prendere provvedimenti impopolari». 





Care iscritte, cari iscritti,
il 25 aprile noi italiani ricordiamo la liberazione dal nazifascismo e la resistenza di quanti lottarono
anche a costo della vita per la libertà e la democrazia nel nostro paese. Se oggi noi viviamo in un mondo
migliore lo dobbiamo anche a loro. Per queste ragioni, la celebrazione del 25 aprile per noi democratici
non è un semplice rito, ma il momento in cui ciascuno rinnova l'impegno personale e collettivo per la
difesa e lo sviluppo della democrazia in Italia e in Europa.
La ricorrenza del 2012 si presenta da questo punto di vista ancora più significativa. Fin dall'inizio il
Partito democratico ha avuto l'ambizione di essere il partito della liberazione, della Costituzione e della
ricostruzione civile e democratica dell'Italia. Abbiamo passato anni terribili. Il populismo ha governato il
paese, portando l'Italia sull'orlo del burrone. Noi abbiamo lottato contro questa deriva, chiamando tutti
alla riscossa civile, per riportare l'Italia nell'alveo del modello europeo. A lungo siamo stati soli. Gran parte
della classe dirigente sosteneva Berlusconi e il suo populismo e chiudeva gli occhi di fronte alla realtà.
Alla fine i frutti dell'impegno del Pd sono arrivati, come dimostrano i risultati delle amministrative e dei
referendum del 2011, la caduta del governo Berlusconi.
A un passo da una crisi devastante abbiamo ottenuto l'uscita da palazzo Chigi di Silvio Berlusconi.
Il Pd si è impegnato, per la salvezza dell'Italia, al sostegno del governo guidato da Mario Monti. Il compito
di un grande partito popolare e nazionale è di pensare prima all'Italia e poi ai suoi interessi. L'eredità
lasciata dal centrodestra è tuttavia pesante e il senatore Monti ha dovuto prendere provvedimenti
impopolari. Non tutte le misure che sono state varate l'avremmo predisposte noi. Abbiamo avanzato le
nostre proposte e ottenuto anche alcuni importanti miglioramenti (dal prelievo sugli esportatori di capitale
che hanno sfruttato il condono di Tremonti alla lotta contro l'evasione, alla difesa dell'articolo 18, fino alla
battaglia per il futuro degli esodati). Ma non dimentichiamo e non permettiamo che si dimentichi che
Monti è venuto non dopo i partiti, ma dopo Berlusconi.
Siamo a un tornante storico. Ci troviamo a vivere insieme la crisi economica più grave dal 1929 e la crisi
politica peggiore dal 1992, anno di Mani Pulite. In questo passaggio il Pd si è assunto il compito di tenere
in collegamento il governo con le esigenze sociali e la sofferenza del paese. Il Pd vuole essere il motore che
spinge l'Italia ad arrestare il declino, a riprendere la crescita e, nello stesso tempo, il partito che promuove
una riforma profonda della politica, senza la quale non può esservi una riscossa del paese.
In un momento così difficile per gli italiani è indispensabile ridare un senso etico alla politica, far capire
che solo la buona politica può far uscire il paese dalle secche e che nuove scorciatoie populiste, di qualsiasi
segno, ci riporterebbero nel burrone. I partiti, in primo luogo il Pd, devono dunque dare l'esempio, tirando
la cinghia e avviando un rinnovamento e un rafforzamento delle regole interne, in modo da riavviare il
cammino della democrazia.
Fin dall'inizio il Pd ha deciso di far certificare i propri bilanci da una società esterna di revisione (la stessa
che certifica il bilancio della Banca d'Italia) ed ha proposto una legge per applicare e regolare l'articolo 49

Roma, 24 aprile 2012





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