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"Il nostro Presidente non vuole dei leccapiedi. Ciò che vogliamo sono uomini indipendenti e integri che, una volta che avremo preso le nostre decisioni, concorderanno con ognuna di esse". Joseph Heller, "Gold" (1979)
   
News by Dire
Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

DOPO LA "CLAQUE" DI DI PIETRO, LO "SPOT" DEI GRILLINI. BERLUSCONI RINGRAZIA.

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04 settembre 2010


Festa Pd, i grillini irrompono contro Schifani 
Napolitano: "Deploro intimidatoria gazzarra"

Il presidente del Senato: "Siete un esempio di antidemocrazia". L'assalto" al grido di "fuori la mafia dallo Stato". L'ex segretario Ds: "Squadristi, come quelli dei pullman a Fini". Solidarietà e rammarico anche da Bersani: "ll dibattito politico più aspro deve segnare un confine con la prepotenza". Fini: "Intollerabile". Il comico: "Questo è solo l'inizio"

TORINO - I fischi e le urla dei grillini e del popolo viola irrompono alla Festa del Pd di Torino. Nel mirino, con i cori "fuori la mafia dallo Stato", il presidente del Senato Renato Schifani, ospite di un dibattito con Piero Fassino. Schifani ha interrotto il suo intervento e si è rivolto ai contestatori: "Siete un esempio di antidemocrazia, perché volete impedire a due personalità politiche di parlare". 

La seconda carica dello Stato ha aggiunto: "Sono onorato di partecipare a questo dibattito e non saranno i vostri fischi a impedirmi di parlare". Schifani ha poi lasciato la festa del Pd, mentre le forze dell'ordine tenevano a distanza i contestatori che hanno ancora lanciato invettive nei suoi confronti, senza però potersi avvicinare al presidente del Senato.
 
Duro anche il commento di Piero Fassino che rivolgendosi ai contestatori li ha definiti "squadristi": "Abbiamo letto sui giornali in questi giorni che c'è qualcuno che ha tentato di organizzare squadre di contestatori domani a Fini e li abbiamo definiti 'squadristi'. E' lo stesso metodo". Poi ha concluso: "Vorrei dire a chi sta urlando di provare ad ascoltare, la festa del Pd è un luogo dove si discute e si mettono a confronto le idee".

Grillo: "Questo è solo l'inizio. "Questo è solo l'inizio. Devono rendersi conto che è finita. Che si blindino con i poliziotti antisommossa, chiamino Maroni e l'esercito.

Paghino la gente che va ai comizi per applaudirli. Oppure se ne vadano a casa". Così Beppe Grillo commenta quanto accaduto. "Io non sono l'autore o il sobillatore, io interpreto quello che vedo e che sento: la gente non ce la fa più", ha aggiunto Grillo, per il quale i grillini sono "persone educate, perbene che manifestano un pensiero assolutamente giusto". Il comico attacca anche Napolitano: "Perchè non prende le difese dei cittadini? Napolitano deve far rispettare la costituzione".

Incontro con la Bindi. 
La presidente del Pd, Rosy Bindi, ha incontrato in serata alcuni dei contestatori in maglietta viola. Dopo un breve ma cordiale colloquio sulla contestazione a Schifani e sul ruolo del Pd, ha proposto una sorta di patto: "Noi - ha detto - facciamo le primarie e voi vi impegnate a non far perdere il centrosinistra". L'incontro è stato suggellato - stando ad alcuni testimoni - da un applauso.

Le reazioni.
 Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha condannato con parole dure: "Deploro l'intimidatoria gazzarra contro Schifani". In un comunicato il Presidente afferma che "il tentativo di impedire il libero svolgimento di manifestazioni e discorsi politici è un segno dell'allarmante degenerazione che caratterizza i comportamenti di gruppi sia pur minoritari incapaci di rispettare il principio del libero e democratico confronto e di riconoscere nel Parlamento e nella stessa magistratura le istituzioni cui è affidata nel sistema democratico ogni chiarificazione e ricerca di verità. Perciò deploro vivamente l'episodio verificatosi oggi a Torino ai danni del Presidente del Senato e ogni forma di contestazione aggressiva sia verso figure di particolare responsabilità istituzionale sia verso qualsiasi esponente politico nell'esercizio della sua inconfutabile libertà di parola e di opinione''.

Il segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani, ha telefonato al presidente del Senato, per esprimere solidarietà e profondo rammarico per quel che è avvenuto oggi a Torino, stigmatizzando la gazzarra indecente che ha disturbato il dibattito tra Schifani e Piero Fassino". E' quanto si legge in una nota dell'ufficio stampa del Pd. "Il dibattito politico, anche il più aspro - afferma Bersani - deve segnare un confine netto con la prepotenza e la prevaricazione. Le nostre feste vivono come luoghi aperti di incontro e di discussione politica. Così le abbiamo volute, così sono e saranno. Qualcuno si levi dalla testa di poterci intimorire o farci derogare da questa scelta".

Antonio Di Pietro, invece, sta coi contestatori. "Sono semplicemente difensori del legalità, della democrazia e degli onesti cittadini. E' ora di dire basta a questa ipocrisia imperante. Siccome molti si sono ritrovati ad avere, dalla mattina alla sera, importanti incarichi quali la presidenza del Senato o altre cariche istituzionali, si ritengono immuni da ogni critica". 

"Esprimo anche a nome dei 630 deputati della Camera dei Deputati la mia solidarietà al presidente del Senato, Renato Schifani che è stato fatto oggetto di una contestazione che è gli ha impedito di parlare", ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, parlando dal palco della festa dell'Api a Labro, a proposito delle contestazioni. Poi Fini ha aggiunto: "Il rispetto delle istituzioni è l'abc della politica". La reazione arriva anche da Pier Ferdinando Casini. "La mia solidarietà al presidente Schifani è totale - ha detto il leader dell'Udc -. Il Pd deve riflettere molto seriamente se vuole avere un futuro nella societàitaliana: Di Pietro e i 'grillini' seminano odio e sono incompatibili con qualsiasi progetto serio di governo". 

Per Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera: "Quello che sta accandendo a Torino è il frutto del clima infame che Di Pietro e una parte della sinistra stanno creando nel Paese. C'è il rischio elevatissimo che siamo appena all'inizio". Dello stesso avviso anche il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri. "Le parole di Fassino non cancellano la gravità di quanto è avvenuto - ha detto -. Nell'esprimere solidarietà al presidente Schifani non si può non evidenziare il clima di intolleranza creato dalla sinistra. Insulti, odio, astio producono frutti velenosi. Alcuni svolgono un ruolo di punta ma altri fanno i fiancheggiatori. Basta pensare alle parole di Bersani dell'altro ieri". 

L'intervento di Schifani. Sulla crisi del Pdl il presidente del Senato ha detto di "auspicare un ritorno a una maggiore coesione della maggioranza. Ci sono state delle tensioni la cui ricomposizione è complessa, ma non impossibile. Lavorino le colombe e non i falchi. Se non ce la facciamo va tutto nelle mani del capo dello Stato". Che, secondo la seconda carica dello Stato, "saprà fare le scelte migliori, sempre rispettoso della Costituzione, quella a cui dobbiamo inchinarci". Di qui, continua Schifani, l'augurio che "non si arrivi a elezioni anticipate. Il Paese ha bisogno di una guida e di chi attui il progetto voluto due anni fa".







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