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News by Dire
Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

DOPO LA SCONFITTA DELLA DESTRA, PARMA NON PUO' DIVENTARE LA CAVIA DI GRILLO... "RESISTERE, RESISTERE, RESISTERE"

14 maggio 2012

Parma, Bernazzoli (Pd): 

«La città non può fare da cavia»


Bernazzoli Pd Parma

«I cittadini di Parma non devono diventare le cavie di esperimenti politici, questa è una città orgogliosa e con la sua dignità, e non accetta che le sia scaraventata addosso una sfida politica nazionale». Vincenzo Bernazzoli, candidato del centrosinistra al ballottaggio per la carica di sindaco, contro il grillino Federico Pizzarotti, parla di questa anomala campagna elettorale, che rischia di deragliare dal confronto sui tanti problemi della città e di diventare una sorta di laboratorio per le possibili alleanze del Movimento 5 stelle. Non a caso ieri Grillo sul suo blog l’ha definita la «nostra Stalingrado». 

Bernazzoli, in effetti sembrate un po’ sotto assedio. Beppe Grillo vi cannoneggia via Internet, venerdì arriverà in città a chiudere la campagna elettorale... 

«Questo rischio di sviamento dell’attenzione dai problemi reali c’è. E Grillo lo alimenta. Ma noi non cambiamo il tono della nostra campagna. Stiamo in mezzo alla gente, facciamo il porta a porta, parliamo di cose concrete. Il Comune è così indebitato che sono a rischio gli stipendi di giugno. Non è il momento di slogan o di parole al vento».

L’ ex sindaco Ubaldi e il Pdl sembrano intenzionati a sostenere i grillini...

«C’è stata una smentita ufficiale del Pdl, mentre Ubaldi, che ha governato per due mandati con il sostegno del centrodestra, ha dato un appoggio esplicito. Ma sotto sotto anche ampi settori della destra stanno lavorando per sostenere Pizzarotti. La logica è quella del “Muoia Sansone con tutti i filistei”, con l’unico obiettivo di tentare di impedire che il centrosinistra vada al governo della città. Una partita tutta giocata sulla pelle dei parmigiani. Aggiungere ulteriori danni a quelli già provocati dal centrodestra al governo della città significherebbe far pagare un prezzo enorme ai cittadini».

Lei ha detto che i suoi uomini hanno le carte in regola per ottenere subito credito per tamponare i conti del Comune. Grillo dal suo blog la accusa di voler aumentare l’esposizione debitoria con le banche, di essere amico dei banchieri...

«C’è poco da scherzare. A giugno rischiamo di non poter pagare contemporaneamente gli stipendi dei dipendenti comunali e i fornitori. Bisogna aprire una trattativa serrata con le banche, che oggi non vogliono più finanziare il Comune per paura di insolvenza. Rischiamo il blocco degli asili, dei servizi cimiteriali, degli impianti sportivi. Non c’è più liquidità in cassa, la prima cosa da fare è consolidare il debito. Noi riteniamo di avere in squadra le persone in grado di farlo. Vogliamo ottenere un prestito ponte, rimettere i conti sotto controllo, con l’obiettivo di abbassare l’Imu già dal 2013. Il risanamento non deve essere fatto vessando ulteriormente i cittadini».

Grillo ribatte che banche e partiti sono «gemelli siamesi».

«E davvero pensa di poter risolvere questa situazione senza trattare con le banche? Peccato che né lui né il suo candidato sappiano spiegare come...».

Dica la verità. All’inizio la sua sembrava una corsa da favorito, ora la campagna di Grillo sta complicando le cose...

«C’è un vento nazionale che spinge a favore di Grillo e che rende questa partita aperta, ma qui ci stiamo giocando la qualità della vita dei parmigiani e il destino della città, non una sfida nazionale. Ripeto: Parma non vuole diventare una cavia per gli esperimenti di qualcuno. Noi vogliamo cambiare le cose sul serio e per questo obiettivo abbiamo lavorato per anni sui banchi dell’opposizione in Consiglio comunale. Abbiamo lottato noi in Comune per mandare a casa l’ex sindaco Vignali, non Grillo. Vogliamo cambiare sì, ma sulle cose concrete, non sugli slogan. Come ha fatto Pisapia a Milano».

Proprio Pisapia è venuto a Parma per sostenerla. Cosa le ha consigliato?

«Ha detto che i nostri due progetti sono in simbiosi, che collaboreremo sull’agenda digitale, per dare insieme più trasparenza ai nostri Comuni. Non ci interessa eccitare gli animi con degli slogan fine a se stessi, non vogliamo sostituire un gruppo di potere con un altro».

E tuttavia la sfida di Parma ha assunto giocoforza un valore nazionale. Come intendete reagire?

«Non mi piace questo uso che si vuole fare di Parma, ci vuole più rispetto per la città. Noi andiamo avanti proponendo le nostre soluzioni ai problemi reali, stando in mezzo alla gente. A noi interessa esclusivamente il bene di Parma, non altro».

Lei è presidente della Provincia, e non si è dimesso per fare la campagna elettorale. Crede di aver regalato un assist ai grillini?

«Sono presidente dell’Upi regionale, e gli altri presidenti dell’Emilia Romagna mi hanno chiesto di restare al mio posto per gestire questa delicatissima fase di transizione per le Province che a fine anno dovranno cambiare pelle. È una vicenda che interessa il destino di 5mila lavoratori, e infatti ho continuato ad occuparmene, nonostante la campagna elettorale».

Tema scivoloso, se l’avversario è «l’anticasta» per antonomasia. Dicono che lei abbia cercato un salvagente in caso di sconfitta...

«Dicano quello che vogliono, io ho fatto quello che ritenevo giusto. E non l’ho fatto per salvaguardare me stesso». 
Il Post
15 maggio 2012

Stalingrado a chi?

Dunque Parma è «la nostra Stalingrado », dice Beppe Grillo. Curioso accostamento storico, visto che a Stalingrado vinsero i difensori della città e questa è una bizzarra identificazione per i grillini (a parte il dettaglio ulteriore, ma la sofisticazione diventa eccessiva, che i russi nel ’43 vinsero anche grazie al fanatismo ideologico e patriottico instillato dal Piccolo padre Stalin: e anche qui il parallelismo si fa scivoloso).

Comunque, Grillo mostra di aver colto un punto. Entrati nella bagarre, per quelli di Cinque Stelle valgono ormai le regole della politica e dei normali partiti davanti alle elezioni: si può vincere ma si può anche perdere, e una sconfitta con qualsiasi percentuale rimane comunque una sconfitta. Dunque adesso a Parma Beppe Grillo vuole e deve vincere: per il suo movimento è un passo ulteriore verso la normalizzazione, come lo è del resto l’aver ricevuto l’appoggio esplicito dell’ex sindaco di centro e centrodestra Ubaldi.

Il rischio per la città appare remoto: un sussulto se non altro di autoconservazione suggerirà ai parmensi di non affidarsi a gente che, per dirne una, ha detto che si rifiuterà di rinegoziare con le banche il colossale debito accumulato dal centrodestra uscente. Il candidato del Pd, Bernazzoli, fa bene a dire che la scelta deve riguardare solo gli interessi di Parma. Sa anche lui però che ormai la partita ha valenza nazionale. Battere Grillo, dopo aver cancellato Pdl, Lega e Terzo polo, confermerebbe il Pd come unico partito rimasto, argine alla demagogia grillina.

Proprio perché c’è questo valore nazionale, però, l’immagine e le notizie che arrivano da Roma conteranno a Parma, come dappertutto. Conterà come i media racconteranno il dibattito sul taglio dei soldi ai partiti (cominciato ieri alla Camera). E conterà anche (in negativo) la stasi della riforma elettorale, della quale si promette lo sblocco dopo i ballottaggi ma sul cui esito positivo è legittimo avere dubbi: se dovesse andar male e dovesse rimanere il Porcellum, ricorderemmo queste amministrative come l’ultima volta nella quale i partiti hanno avuto una chance di farcela.

http://www.ilpost.it/stefanomenichini/2012/05/15/stalingrado-a-chi/

13 maggio 2012

Grillo vuol espugnare Parma: "Sarà la nostra Stalingrado"

Il leader del M5S punta su Parma e si gioca il tutto per tutto in vista dei ballottaggi



Il vocabolario grillesco ama le metafore. Ieri Beppe Grillo aveva arringato i fedelissimi lettori del suo blog con ampi stralci di "Note di un pubblicista", testo di Lenin. Oggi torna a utilizzare la storia: "Parma è la nostra piccola Stalingrado".

"Se in questa città diventerà portavoce sindaco una persona per bene, un cittadino disinteressato che da bambino sognava di cambiare in meglio il mondo, come Federico Pizzarotti, allora tutto è possibile in questo disgraziato Paese - prosegue l'ex comico -. La democrazia diretta potrà affermarsi in ogni Comune italiano e nelle Istituzioni. Parma Caput Mundi".

Poi suona la carica ai suoi: "Il tempo della della delega in bianco ai partiti è finito. E' iniziato quello della partecipazione. Se si può fare qui, si può fare ovunque Sta a te, Parma... Parma...". Manca una settimana e poi Grillo saprà se Parma ha ascoltato il suo appello.

http://www.ilgiornale.it/interni/i_progetti_grillo_parmasara_nostra_stalingrado/m5s-sindaco-parma-beppe_grillo-movimento_5_stelle-lenin-stalingrado-ballottaggio/13-05-2012/articolo-id=587671-page=0-comments=1



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