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Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

ELEZIONI AMMINISTRATIVE.GRILLO TERZO PARTITO? BALLE... E' SOLO SESTO PARTITO.

Tafanus

Completata l'analisi del voto amministrativo - Iniziamo a tirare le conclusioni

Come anticipato, abbiamo concluso l'analisi del voto per tutti i comuni capoluogo e per i grandi comuni sopra 15.000 abitanti. Il dettaglio lo trovata su foglio excel al seguente link:

Dettaglio voto amministrativo

Chiarimento: I dati sono disposti per ordine alfabetico delle regioni. Si è votato in circa 950 comuni, ma abbiamo limitato l'analisi ai 159 ciomuni superiori a 15.000 (comuni capoluoco inclusi), che rappresentano comunque circa due terzi dell'elettorato che ha votato: oltre 4 milioni di voti, su circa 6 milioni. D'altra parte spingere l'analisi a quasi 1000 comuni sarebbe stato non solo impossibile, ma anche inutile, visto che la maggior parte delle elezioni nei piccoli comuni sono articolate su liste civiche di impossibile declinazione politica.

Seconda precisazione: in questi giorni si sono sprecati confronti impropri, fra amministrative 2012, ed elezioni europee o precedenti politiche. Tutta roba senza senso, perchè innanzitutto alle elezioni per il sindaco si vota molto per le persone, cosa che non accade per le politiche e per le europee; in secondo luogo perchè è cambiata la composizione dei partiti e delle alleanze: dal PD è uscito un pezzetto di ex margheriti portati via verso i magnifici destini dell'API di Rutelli; dal PdL è uscito il pezzetto di AN confluito nel FLI di Fini. Inoltre, sono cambiate le alleanze: la Lega dice di essere all'opposizione del PdL, IdV fa di fatto l'opposizione a sinistra e a destra, come Sel, come Grillo. Ancora: l'inquinamento delle liste civiche e/o delle liste civetta non consente neanche la valutazione in assoluto delle "quote dei due partiti maggiori (PD e PdL), che entrambi prendono ufficialmente meno dei voti - in percentuale - che venivano loro attribuiti dagli ultimi sondaggi (circa il 29% per il PD, il 23% per il PdL).

Ultima precisazione: sul "fenomeno Grillo" molti arrapati commentatori tendono a prendere come base della misura del grande successo solo la percentuali prese nei posti dove Grillo si è presentato. Indagine politicamente insensata, perchè in proiezione di elezioni nazionali, TUTTO si rapporta al parco di aventi diritto al voto. Se un partito si presenta solo in una zona ridotta per ragioni oggettive (Union Valdotaine, Sued Tiroler Volkspartei), la cosa ha un senso. Se invece un partito prova ad espandersi dappertutto, e invece riesce a formare le liste solo in aree circoscritte del Paese (Lega, Grillo), allora quando si parla di questi partiti non si può dire che la Lega è un partito del 30% perchè ha il 30% nelle valli bergamasche. E(ra) un partito del 10% come media fra le regioni dove aveva il 30%, e le regioni dove non riusciva a radicarsi.

Esattamente come Grillo o i grillisti non possono fare, alla Mentana, la media fra quattro città dove Grillo è ben radicato, e poi estrapolare il risultato sul territorio nazionale, e dire che Grillo ha più del 14%. Un esempio? In Sicilia Grillo si è speso moltissimo, ma è riuscito a varare le liste solo a Palermo e Sciacca. A Palermo si ferma (nonostante il comizio di chiusura di Grillo) ad un miserrimo 4,3%. A Sciacca si ferma al 4,1%. In 21 grandi centri su 23 non riesce a presentare le liste. In tutta la Sicilia, su 848.000 voti espressi, Grillo ne prende 16.260, pari a meno del 2%. E la "teoria Mentana"?

Fra i piccolii comuni, ho aperto un piccolo campione molto casuale di venti comuni (il 2,5%). Ne ho trovato UNO con lista Grillo, che ha preso 283 voti. Se volessimo estrapolare questo risultato ai circa 800 piccoli comuni, forse troveremmo 40 comuni minori con liste grillo, e forse troveremmo altri 11.000/12.000 voti per la sua lista. 

Più avanti, a questo post - che per ora prende in considerazione i risultati nazionali (Capoluoghi più grandi comuni over 15.000) - discenderemo per li rami, analizzando i dati per le grandi aggregazioni regionali (Nord-Ovest, Nord-Est, Centro, Sud), e quindi le aggregazioni dei dati per regione. Ci sarà molto da imparare... Chi può dire di aver vinto, chi non può negare di aver perso, chi dovrebbe abbassare i toni circa presumibili Grandi Vittorie che i numeri non supportano.

P.S.: Con buona pace del cazzarino fiorentino, che calcola gli insuccessi del SUO PD per portare un attacco a Bersani, dicendo che il PD ha preso 91.000 voti in meno, vorrei ricordare che ha preso 91.000 voti in meno, su un parco votanti che si è ristretto di oltre 600.000 voti. Ha vinto o ha perso? Inoltre: Cosa confronta, esattamente, Renzi? Un PD con dentro pezzi di Margherita? Andiamo... i "trecartari" usano metodi persino più eleganti, per imbrogliare i "clienti"... Renzi si adegui almeno all'etica dei trecartari.Non chiediamo niente di più.

Dunque, questa è la situazione in 159 comuni superiori a 15.000 abitanti (inclusi i comuni capoluogo):

Hanno votato 4.053.700 elettori, che rappresentano circa i due terzi dei voti che includono i piccoli comuni inferiori a 15.000 abitanti. Diamo i voti presi dai pariti nei voti di lista (valori assoluti e percentuali), ripetendo l'avvertenza che i valori per il PD e il PdL sono sporcati in maniera indecifrabile dalle liste civiche collaterali e/o dalle liste-civetta. Fenomeno che non riguarda assolutamente Grillo, e riguarda marginalmente la Lega (Verona e qualche altra città minore del Nord).

Totale              PD         PdL       Lega       Grillo
4.053.700         662.855    483.874    100.624    211.446
100,0%             16,4%       11.9%      2,5%       5,2%   

Secondi gli ultimi sondaggi, il PD avrebbe dovuto prendere circa il 32% di voti più del PdL (29% versus 22%). Di fatto, prende il 38% in più. Al netto degli errori sistematici dovuti al fatto che si è votato in alcune aree e non in altre, sembra certo che oggi il PD sia di gran lunga il maggior partito italiano, molto più consolidato di quanto non dicano i sondaggi. O, se preferite, il PdL è crollato molto di più di quanto non prevedessero i sondaggi stessi.

La Lega Nord è virtualmente sparita. Valeva circa il 40% dell'alleato PdL, adesso vale, a conti fatti, circa il 20% del PdL. Si è dimezzata persino rispetto ad un PdL in caduta libera.

Il Mov. 5 Stelle vale, nel contesto grandi comuni, circa il 5,2%. Ma da un'analisi a campione del voto nei piccoli comuni, si deduce che in questi Grillo è praticamente non pervenuto. Per cui aumentando generosamente i voti grillini a 222.000 su circa 6 milioni di abitanti, il risultato, includendo i comuni piccoli (che votano, alle politiche), vale a spanne il 3,7%. E questo è quanto.

Grillo "Terzo Partito Italiano"? Balle. Prima del Mov. 5 Stelle ci sono il PdL, l'UDC, il PD, l'IdV, SEL. Grillo sesto partito, non terzo. Grillo a distanza siderale dalla soglia dell'8% al Senato, e più basso anche della soglia del 4% alla Camera. Con questi numeri, se si dovesse votare, farebbero la fine di SEL, della Fed. di Sinistra, e de "La Destra" alle ultime politiche: "Zero Tituli".

Ad oggi, Grillo porta a casa il sindaco di Sarego, uno sperduto paesello di 6.500 abitanti, assurto per questo a grande fama. Entra nei ballottaggi (da posizione perdente) in un capoluogo (Parma), e in tre comuni (Garbagnate, Comacchio, Budrio). Infine, se i consiglieri si assegnassero col proporzionale, porterebbero a casa un massimo teorico di 102 consiglieri su 3388 (il 3%). La realtà sarà molto più dura, perchè i consiglieri vengono assegnati con criterio maggioritario prevalentemente alla coalizione vincente.

Fine del "Grande ed Epocale Successo, sul quale ci stiamo sorbendo da giorni preoccupate analisi dei politologi della mutua, alla Mentana ed alla Floris. Ma allora in Francia, con circa il 20% nazionale ai nazifascisti della Le Pen, si dovrebbero suicidare, facendo esplodere in contemporanea una decina delle loro obsolete centrali nucleari?

Seguirà, forse domani, l'analisi per macro-aree. Tafanus

Tafanus


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