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Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

PARMA, PIZZARROTTI: "HO VINTO IO, NON BEPPE, E NON VOGLIO I SUOI CONSIGLI"... SARA' MEGLIO PER LUI.

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Martedì 22 Maggio 2012

Parma, Pizzarotti: «Ho vinto io, non Beppe, e non voglio i suoi consigli»


PARMA - Sindaco!
«Chi, io?». 
Non faccia il modesto, Pizzarotti, primo sindaco grillino di una città importante. 
«Li abbiamo sbaragliati. I nostri avversari, l’altro candidato sindaco, il Pd, dicevano che siamo una squadra di serie B. Ma ha vinto la serie B, evviva la serie B».B come Beppe?
«No, guardi, non ha vinto Grillo. Ho vinto io. Lui ha seminato, ma poi il lavoro vero lo abbiamo fatto noi sul territorio».
Già non si sente più grillino?
«Grillo avrà meno importanza di prima. Non gli chiederò consigli su come si gestisce Parma, e non credo me li voglia dare. E poi, non condivido il termine grillino». 
Ma davvero?
«Con questa espressione si tenta di ricondurre il nostro movimento agli schemi della politica personale, della solita politica dei Bersani e degli Alfano. Ma noi siamo un’altra cosa: cittadini che ascoltano altri cittadini e portano al governo le loro proposte». 
Ma non teme che il vostro idealismo si possa spappolare alla prova della governabilità?
«Nessuna paura. Sento il peso della responsabilità». 
Già parla come un democristiano?
«Non conosco questa categoria». 
Dobbiamo uscire dall’euro, signor sindaco, come dice Grillo?
«Ma io non sono un economista». 
L’inceneritore, contro cui si è battuto in campagna elettorale, lo bloccherete?
«Guarderemo i contratti e poi decidiamo. Siamo vergini ma concreti». 
Già si sta ammorbidendo?
«Assolutamente, no. E’ solo che non voglio parlare a vanvera come fanno di solito i politici. Noi la politica la vogliamo stravolgere e cambiare. Qui e nel resto dell’Italia». 
Parma laboratorio grillino, per poi imporsi anche alle politiche del 2013?
«Da qui, parte un segnale per l’intero Paese: cambiare il volto della vecchia politica, che i cittadini non sopportano più e inventarne una nuova. L’Italia è stanca delle logiche di potere e dei partiti che non sanno ascoltare. Noi abbiamo vinto e vinceremo ancora perchè cerchiamo di dare le risposte che i partiti non sanno e non vogliono dare». 
Come si sente ad avere vinto grazie ai voti degli elettori di destra?
«Destra, sinistra: ma smettiamola! Tutti i voti ricevuti sono uguali, consensi dei cittadini. Ascolteremo tutti anche in consiglio comunale». 
Non vi sentite impreparati voi grillini?
«Noi studiamo. Spero però che i poteri forti di questa città siano collaborativi. E mi auguro di non subire boicottaggi da parte della Provincia, della Regione, dello Stato». 
Da bravo grillino, si taglierà lo stipendio? 
«Non so neanche quanto prende un sindaco. Però, se uno lavora bene, i soldi che prende come sindaco o come assessore sono meritati». 
Grillo le ha già telefonato, per complimentarsi?
«Per ora, no». (Poi la chiamata di auguri arriverà e si sparge anche la notizia dell’arrivo di Grillo a Parma, venerdì, per una grande festa, ma molti grillini locali lo vorrebbero tenere distante). 
Davvero in una città che deve crescere e risollevarsi lei vuole assessori come Loretta Napoleoni, che è per la decrescita?
«Solo il vicesindaco sarà uno del nostro movimento. Gli assessori li sceglieremo sulla base dei curricula che ci stanno arrivando. Sono già trecento. E altri sono in arrivo». 
Il leader della Banca etica, Fabio Salviato, che non è di Parma, super-assessore al bilancio in una città che ha seicento milioni di euro di debito con le banche?
«Anche questo si vedrà. Già sto lavorando al problemone del debito». 
Da movimento di lotta a partito di governo, sia pure in salsa green economy e banca etica?
«Spero che l’opposizione sia collaborativa». 
Parla come un politico classico?
«Parlerò sempre con la massima trasparenza, cosa che loro non fanno. In più, noi siamo per la mediazione e disprezziamo il compronesso. Il do ut des non ci appartiene e già da subito lo dimostreremo». 
M.A.



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