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News by Dire
Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

DI PIETRO PROTESTA PERCHE' IL PD FA LA CORTE A FINI E CASINI. VORREBBE CHE LA FACESSE A LUI.

Di Pietro: "Governo di 90 giorni
per cambiare la legge elettorale"

Il leader dell'Italia dei Valori risponde agli spettatori di Repubblica Tv: "Il Pd deve smetterla di corteggiare Fini e Casini. Ma apre a un esecutivo a tempo per cambiare il sistema di voto e garantire il pluralismodi ANNALISA CUZZOCREA

ROMA - Salgano pure al Colle, Bossi e Berlusconi, ma per dimettersi. E Gianfranco Fini sia coerente: se davvero si è pentito dell'appoggio dato al premier in questi anni, sfiduci il governo in Parlamento. Antonio Di Pietro non fa sconti, e lo dice chiaro rispondendo ai 500 messaggi che gli arrivano in diretta a Repubblica Tv. Il leader dell'Italia dei Valori chiede al Pd di smetterla di corteggiare Fini e Casini: "E' umiliante e masochista, non staranno mai nel centrosinistra". E chiede a Fini di dire chi ha comprato la casa di Montecarlo, se vuole che la campagna mediatica contro di lui finisca.

La fine del regime. "C'è una rivolta dei cittadini nei confronti dei politici che li hanno presi in giro", dice Antonio Di Pietro riferendosi ai contestatori del senatore Marcello Dell'Utri e del presidente del Senato Renato Schifani. "Una ripresa di coscienza della società civile, come all'inizio di Mani pulite. E' un momento in cui il cittadino sta riaprendo le finestre, e vede all'orizzonte la fine del regime. Ma noi  -  continua il leader Idv - dobbiamo battere il ferro finché è caldo, dobbiamo informare i cittadini. E Fini deve essere coerente, altrimenti è un furbacchione pure lui". "Berlusconi e Bossi  -  spiega Di Pietro - devono sì andare al Colle, ma per dimettersi. Non hanno la loro maggioranza, hanno tradito il mandato ricevuto dagli elettori. Hanno fatto solo leggi personali e per la cricca, e oggi se ne accorge anche Fini. Il presidente della Camera fa il mio stesso discorso  -  dice Di Pietro - la differenza è che io sto all'opposizione, mentre lui riconferma la fiducia a Berlusconi. Ecco perché non gli faccio sconti".

La mozione di sfiducia contro Berlusconi. "Abbiamo depositato una mozione di sfiducia contro il governo ma non siamo riusciti a trovare nessuno che la firmi. Non dico i finiani, nemmeno quelli del Pd ci hanno dato una mano. Allora, se non vogliono firmarla perché sono io a proporla, invito il Pd, o Futuro e Libertà, o l'Udc, a presentare la loro mozione: sono pronto a sottoscriverla". "Finché non lo faranno  -  dice Antonio Di Pietro - qualsiasi pentimento è fasullo. Per uscire dalla crisi l'unica soluzione è far cadere questo governo piduista, che sta di fatto attuando il piano Rinascita, cioè quello di farsi gli affari propri. Bisogna andare al voto al più presto".

Il governo di transizione. "Se il governo cade  -  esorta Di Pietro - il capo dello Stato vagli tutte le ipotesi, anche quella di un governo di transizione. Ma dev' essere un governo a tempo, deve durare 90 giorni al massimo, solo per fare due riforme: quella della legge elettorale e quella sul conflitto di interessi". "Io però  -  continua - non mi fido. So già che se si farà un governo di transizione quelli cercheranno di stare lì due anni e mezzo. E così daranno una mano a Berlusconi, che dirà che contro di lui c'è un governo non eletto dal popolo, e rivincerà le elezioni".

Legge elettorale. Sul sistema di voto, Antonio Di Pietro non vuole impiccarsi a un modello. Ma la sua riforma preferita l'ha bene in mente: "La nostra proposta è per il maggioritario a doppio turno con i collegi uninominali. Ma non si tratta di prendere o lasciare. Se qualcuno ha un'altra idea la metta sul tavolo, e noi siamo pronti a discutere. L'importante è eliminare questo sistema diabolico".

Umiliante e masochista la corte a Fini e Casini. "Il Pd sta facendo una corte umiliante a Casini e Fini. E' mortificante e soprattutto masochista  -  dice Di Pietro - perché se si votasse oggi, con loro che stanno dall'altra parte, Udc e Fli ruberebbero voti a Berlusconi. Che senso ha rincorrerli?". "A noi - dice Di Pietro - interessa costruire una coalizione, mentre Fini e Casini non staranno mai con il Pd. Se il leader dell'Udc si mettesse con la sinistra non lo voterebbe neanche la madre. Lui lo ha già detto: andiamo da soli. Come al solito, sta un po' di qua e un po' di là, e chiede all'uno e all'altro: tu che mi dai? Un ministero? Un posto in Cda?". Per questo Di Pietro incalza il Pd: "Invece di perder tempo a leccare il didietro a questa gente, si accordi con l'Italia dei Valori che vuole fare un matrimonio di amore e non di interesse. A Bersani e compagni dico: Casini e Fini non vi sposeranno mai, rimarrete cornuti". Ma prima di tutto, serve un programma. "Se io mi alleo con un programma che non condivido l'alleanza non tiene  -  dice Di Pietro - nel caso del nucleare ad esempio, noi siamo contrari, cosa dobbiamo fare? Bisogna stendere un programma condiviso, prima di qualsiasi altro discorso".

Idv e Pd siano l'asse portante del centrosinistra. "Noi intendiamo costruire un centrosinistra che rivendichi orgogliosamente le proprie priorità programmatiche, a cominciare da occupazione, solidarietà, legalità e questione morale. Su questi temi vogliamo costruire una coalizione che abbia come asse portante l'Italia dei Valori, il Pd e gli altri partiti della sinistra che ci vogliono stare. A cominciare da Vendola. E poi i movimenti, le associazioni, perché con queste forze bisogna saper dialogare. Così, se il Pd decide con chi vuole stare, si può vincere. Il cerino dell'opposizione è in mano al Pd, che deve dire se sta da questa parte o da quella. Noi  -  conclude - non intendiamo stare né con Berlusconi né con Cuffaro". Sull'"appeal"che un'alleanza che va dai Verdi all'Idv potrebbe avere sui moderati, Di Pietro chiarisce: "Mica Casini se li è comprati i voti dei moderati. Io sono moderato... mio padre e mia madre andavano tutte le mattine in chiesa ed erano moderati. Io pure mi considero un moderato, ma mica voto per Casini... Noi dobbiamo convincere gli elettori non la classe dirigente".

 Né candidato premier né sindaco a Milano. Sulle candidature per scegliere il leader del centrosinistra Di Pietro non pone limiti: "Non ho nulla contro Nichi Vendola  -  risponde ai molti che fanno il nome del governatore della Puglia durante il videoforum - ma se continuiamo così facciamo più candidati premier che elettori. Ci dicano cosa vogliono fare e ne discutiamo". "E comunque  -  spiega  -  le primarie vanno bene a fine legislatura, ma se Berlusconi stasera rimette il mandato ci sono 45 giorni per votare. E in 45 giorni che primarie sono? Sono primarie dei militanti, di chi ha l'elenco dei nomi". Se però si faranno, l'Idv non si tira indietro: "Abbiamo i nostri candidati oppure  -  se presentano un nome valido  -  possiamo anche appoggiarlo". Sulla possibilità che possa correre per la poltrona di sindaco di Milano, Di Pietro dice: "Siamo seri, ci deve essere un progetto e una logica. Io voglio costruire un'alternativa democratica non cose fatte male. Non sono un jolly né il miele per attirare le mosche. Ci sono della candidature, quando avranno deciso chi è candidato sindaco discuteremo di programmi e progetti politici".

Fini dica la verità sulla casa di Montecarlo. Gianfranco Fini faccia chiarezza sulla casa di Montecarlo e dica chi è il proprietario. "Quando sono stato accusato e sono stato vittima di un dossieraggio come è successo a Fini io mi sono difeso mettendo le carte sul tavolo. Fini, invece, non ha ancora chiuso il cerchio. Ma è facile farla finita: basta dire 'la casa Montecarlo è di proprietà di....'. "Se non lo dice  -  conclude Di Pietro - vuol dire che non lo può dire".



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