Il Tribuno
Fondatore: Alberico Giostra RSS Feed
"Il nostro Presidente non vuole dei leccapiedi. Ciò che vogliamo sono uomini indipendenti e integri che, una volta che avremo preso le nostre decisioni, concorderanno con ognuna di esse". Joseph Heller, "Gold" (1979)
   
News by Dire
Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

DE MAGISTRIS: VIA "DI PIETRO" DAL SIMBOLO IDV. (Nel 2050?)

De Magistris ad Affari: via Di Pietro dall'Idv

Giovedí 09.09.2010 


de magistris2
Luigi De Magistris
"Via il nome di Di Pietro dal simbolo dell'Idv". Luigi De Magistris sceglie Affaritaliani.it per annunciare il nuovo logo. I fischi a Schifani? "Legittimi. Mi preoccuperei se nel Paese non ci fosse indignazione e rabbia". Bonanni? "Ogni atto di violenza fisica va respinto". Bossi e le elezioni? "La sua è una richiesta strumentale finalizzata agli interessi del partito. Noi invece lo vogliamo perchè non c'è più una maggioranza. Le elezioni sono l'unico sbocco".  E sulle alleanze: "No all'Udc ma sì a un governo tecnico allargato a Casini e Fini".

L'intervista

Prima le contestazioni a Dell'Utri, poi Schifani e ora Bonanni, c'è una deriva pericolosa nel Paese?
"La deriva c'è ed è quella del governo che persegue solo interessi lobbistici e personali. Una deriva che passa attraverso un disegno autoritario e di distruzione della Costituzione. Distinguerei comunque i fischi a Schifani da quelli di Bonanni. I fischi al segretario della Cisl sono stati censurati da tutti. Ma per quanto riguarda Schifani è diverso. Il Pd ha sbagliato a invitarlo, perché doveva garantire all'ospite di parlare. Ogni soggetto ha diritto a esprimere le proprie opinioni come previsto dalla Costituzione. Ma nello stesso tempo va prevista la contestazione del popolo. E' legittima se si pensa che la credibilità della seconda carica dello Stato è attraversata di sospetti gravissimi di rapporti con esponenti mafiosi. Non c'è da indignarsi se qualcuno alza la voce, se i giovani alzano le agende rosse in ricordo di Borsellino".

E i fischi e il fumogeno a Bonanni?
"Ogni atto di violenza fisica va respinto. E comunque a Schifani è stato consentito di parlare. Piuttosto mi preoccuperei di un Paese dove non c'è più indignazione, rabbia e voglia di gridare verso chi rappresenta le istituzioni in modo non adeguato e quindi anche nei confronti di Schifani che non chiarisce quello che sta emergendo nei suoi confronti".

Bossi è un irresponsabile a chiedere le elezioni?
"Bossi fa il leader di partito, ha compreso che questo governo non ha più la maggioranza e non può fare le riforme gradite al Carroccio. Sa che rischia di rimanere imbrigliato, che una parte del popolo della Lega sopporta Berlusconi se in cambio riesce ad avere le riforme gradite come il federalismo secessionista. E da leader di partito spinge per andare a votare. Il voto è una richiesta da parte sua strumentale perché finalizzata a interessi di partito. Noi la chiediamo perché non c'è più una maggioranza che possa governare nell'interesse dei cittadini. Le elezioni sono l'unico sbocco".

Ma il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia dice che non è il momento.
"La Marcegaglia dica qualcosa di democratico su quello che sta succedendo nel mondo del lavoro. Da Pomigliano  al contratto della Finmeccanica assistiamo al massacro dei diritti dei lavoratori. Secondo me è da irresponsabili continuare a governare a vista come sta facendo questo governo che non ha una politica industriale, non ha una politica per lo sviluppo economico, per il rilancio del Paese. Si naviga a vista cercando di trovare soluzioni giudiziarie ai problemi del presidente del Consiglio. Dovrebbe essere interesse degli imprenditori così come dei lavoratori avere un governo che rilanci l'industria e l'economia del paese ma non come vuole Marceglia e Marchionne, da un lato va tutelata la libera impresa, dall'altra i diritti dei lavoratori".

Nel caso di elezioni, con chi alleerà l'Idv?
"Auspico un'alleanza forte con il Pd su un programma chiaro e su una squadra di governo credibile che segni una discontinuità. Bisogna trovare un accordo con il Pd, che è la principale forza del centrosinistra e l'Idv che si considera indispensabile nell'alternativa al berlusconismo. In questo progetto di alternativa riteniamo che non possa esserci l'Udc, perchè non rappresenta un'alternativa a Berlusconi. Si tratta di un partito che ha posizioni diverse dall'Idv. Non possiamo fare un programma lineare e credibile con l'Udc".

Neanche per un governo tecnico?
"Si può discutere in questa legislatura ma deve essere un governo ma limitato tempo per fare la legge elettorale e il conflitto di interessi. Un governo allargato anche ai finiani e a Casini. Ma solo se c'è la crisi di governo, si certifica la morte politica di questa maggioranza e Napolitano verifica se c'è una maggioranza diversa. Ma l'alternativa politica dobbiamo costruirla con il Pd, con Sinistra e libertà, con le forze presenti anche fuori dal Parlamento, con i movimenti. L'Udc di Casini rappresenta il terzo polo e i poteri forti".

Barbato in un'intervista ad Affaritaliani.it ha proposto di togliere il nome di Di Pietro dall'Udc?
"C'è una condivisione di tutto il partito e anche di Di Pietro, che è stato il primo lanciarlo. Ormai l'Idv è un partito plurale con un leader riconosciuto da tutti. E' nelle cose il superamento del nome. Di Pietro lo ha detto e lo farà".

In tre mesi due europarlamentari si sono sospesi dall'Idv, Iuvine prima e Arlacchi poi. Accusano il partito di mancanza di democrazia...
"Non ho mai avuto problemi a esprimere le mie opinioni. E' un partito plurale. Ci sono problematiche all'interno, è un partito che cresce, che ha sensibilità diverse e che deve trovare un'identità politica, maturare una classe dirigente. Iovine pone l'accento sulla situazione in Campania, problemi che vanno affrontati con determinazione e serietà come il rinnovamento della classe dirigente".

E lei condivide?
"Sì, ma non condivido l'autosospensione".

Arlacchi invece?
"Non si capisce, ho letto dichiarazioni velenose contro Di Pietro rispetto alla contestazione a Schifani. Non credo ci si possa autosospendere dal partito solo perchè Di Pietro ha condiviso le contestazioni".

Il malessere all'interno dell'Idv non rischia di danneggiare il partito?
"In Campania c'è un problema serio che va affrontato".

E perchè non lo fate?
"Lo stiamo facendo. L'Idv sta rafforzando la classe dirigente. Ci sono persone che non seguono con coerenza i valori del partito. Bisogna lavorare perché tutta la classe dirigente sia all'altezza dei valori che poi a livello nazionale il partito porta avanti. C'è un cambiamento in positivo ma ci sono ancora delle situazioni che non vanno".

Di Pietro deve fare di più?
"Non solo lui, tutta la classe dirigente è responsabile se sul territorio c'è una classe dirigente che non è all'altezza delle aspettative. Ha bisogno di crescere sempre di più e diventare un partito sempre più presente".

Cosa vuole fare da grande?
"Ad oggi voglio continuare a fare l'Europarlamentare, sono presidente della Commissione controllo sul Bilancio. Poi vediamo, il quadro politico è in grande fibrillazione, ci potrebbero essere elezioni politiche, ci sono amministrazioni importanti... Mi dispiacerebbe lasciare l'Europarlamento ma se la situazione politica crolla vediamo quale sarà la scelta migliore per me, rimanere in Europa o candidarmi alle politiche".


http://www.affaritaliani.it/politica/demagistris_dipietro_idv_alleanze_udc090910.html


Corriere della Sera

14 novembre 2009

«De Magistris faccia retromarcia Oppure dovrà lasciare il partito»

Le Europee «Il risultato delle Europee gli ha dato alla testa. E poi smetta di presentarsi come un moralizzatore»

ROMA - Fermare De Magistris, fargli fare un bagno di umiltà e far balenare l' ipotesi che «se in un partito non si rispettano le regole», c' è la porta. Così Massimo Donadi, capogruppo dell' Italia dei Valori e fedelissimo di Antonio Di Pietro, risponde all' intervista all' Espresso dell' eurodeputato che sta dando del filo da torcere nel partito. De Magistris ha detto: «Se si rompe l' intesa tra me e Di Pietro, l' Idv non va avanti». E' già un leader dell' Idv? «Ma come si può prima di aver messo piede in un partito, mancare rispetto a chi lo ha costruito? La grandezza di un uomo si misura con la sua capacità di resistere al successo e il risultato delle europee gli ha dato alla testa. E poi questa volontà di presentarsi come moralizzatore dell' Idv, uno che alle riunioni non parla, e poi leggiamo le sue opinioni sui giornali». Non è iscritto, è vero? «Appunto. Mentre ci sono persone come me, Belisario, la Mura, Orlando che in questi dieci anni con Di Pietro abbiamo lavorato sette giorni alla settimana, con una tempra che lui, neanche se stava altri vent' anni in magistratura! Eravamo all' 8 per cento ben prima che arrivasse. Trentamila iscritti, di cui il 90 per cento che prima non si occupava di politica». Un po' si vede. Tutti questi problemi locali. «Non voglio nascondermi dietro a un dito. Si rende conto che cosa significa quattro gatti disperati senza un soldo, non una tv che ci considerasse? Siamo passati dallo 0 virgola all' 8». Di Pietro ha dato a De Magistris un ruolo di primo piano, candidandolo ovunque numero due alle Europee. «Io ero contrario. Ma volevamo mandare un segnale, che non ci chiudiamo nelle oligarchie. Un' idea dell' uomo me la sono fatta prima delle amministrative: De Magistris doveva venire a sostenere il sindaco di Padova, gli chiesi di darci una mano in provincia di Venezia. Mi rispose che si perdeva e dunque la sua faccia non la metteva». Un po' berlusconiano... «L' ho pensato anch' io. Di Pietro ha cercato la buona fede e ha ricevuto in cambio solo attacchi gratuiti». Ci sarà un chiarimento? «Lunedì c' è l' esecutivo nazionale: o lì fa retromarcia o a quel punto la favoletta dei gemelli siamesi non è più credibile: dovrà rendersene conto anche Di Pietro». Teme che De Magistris prenda in mano il partito? «A Tonino l' Idv non la scippa neppure il Padreterno». Vorrebbe che De Magistris se ne andasse? «Se c' è qualcuno che se ne va, è un fallimento, però in un partito ci si resta se si rispettano le regole».   Gianna Fregonara 

http://archiviostorico.corriere.it/2009/novembre/14/Magistris_faccia_retromarcia_Oppure_dovra_co_9_091114052.shtml



>


Bacheca
"ORLANDO NON SLOGGIA DALLA CAMERA" LA LETTERA DI PROTESTA DI VATINNO, IL SUO SUCCESSORE, USCITO DALL'IDV.
SONIA ALFANO NON E' PIU' UN'EUROPARLAMENTARE DEL'IDV.
IDV REGGIO. I PADRONI DEL PARTITO RIFIUTANO LE ISCRIZIONI DELLA SOCIETA' CIVILE E CHIEDONO RISARCIMENTI A MATTEO RIVA.
"LA MIA SQUALLIDA, NAUSEANTE, MORTIFICANTE ESPERIENZA IN IDV"

 

Il Tribuno   Home | Politica | Politica locale | Editoriali | Interviste | Contact | Leggi e codici | Dizionario sinonimi | Ricette | News | Commenti | P.IVA: ftcrfl65m69f839j