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Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

"BOSSI AVEVA RENZO, RICCARDO E ROSY... GRILLO HA ANDREA, PARVIN, ROCCO E CIRO".

 AgoraVox Italia

Travaglio intervista Grillo. Poche idee e molto confuse

Uno scenario agghiacciante, un’atmosfera desolante: se la politica fa schifo l’antipolitica non è da meno, forse perché sono due facce della stessa medaglia: l’Italia. Il quadro che emerge dalla conversazione di Marco Travaglio con Beppe Grillo pubblicata ieri sul Fatto Quotidiano è allarmante.

Innanzitutto per lo stile (già visto) e poi per il contenuto (caotico). Il comico accoglie il giornalista “mentre strimpella la sua pianola canticchiando su una base vagamente jazz nel salotto della sua villa bianca con vista sula mare di Sant’Ilario”, scenetta che evoca sinistramente il Berlusconi di bianco vestito versione "cantautore" che incanta i suoi ospiti nel giardino di Villa Certosa accompagnato da Mario Apicella alla chitarra. 

Partiamo male e continuano peggio. Poco dopo l’inizio infatti Travaglio avverte dell’arrivo dell’Intero “Comitato Centrale del terribile M5S”. Non è la schiera degli ex dirigenti Mediaset come usava fare Berlusconi ma forse è ancora peggio. La famiglia. Grillo non si affianca di giovani professionisti esperti, "cazzuti", che un movimento dato dai sondaggi al 20% dovrebbe già avere. No. Si circonda di parenti: fratello, cognata, nipoti. E la suocera? Avrà preparato il caffè a Travaglio. Bossi aveva Renzo, Riccardo e Rosy. Grillo ha Andrea, Parvin, Rocco e Ciro. Dai professionisti della politica stiamo passando vertiginosamente ai dilettanti dell’antipolitica. L’ameno quadretto di casa Grillo che cosa ci rivela? Che il comico genovese ha paura del vuoto e forse anche del voto: “Se ne stanno andando troppo in fretta. Io faccio di tutto per rallentare, mi invento qualche cazzata per dargli un po’ di ossigeno, ma non c’è niente da fare, non si riesce a stargli dietro. Devo darmi una calmata nell’attaccare i partiti”. Il M5S per il suo guru si sarebbe dovuto fermare alle amministrative, non sconfinare nelle politiche. Come chiedere ad un atleta che fa i 100m in 9 secondi di non partecipare alle Olimpiadi. 

Il Parlamento di Grillo? Simile ad un assemblea di Istituto di molti licei italiani: “Ragazzi, professori, esperti. I nostri cinquestelle, i no-tav, quelli dell’acqua pubblica, dei beni comuni, gli altri referendari”. Le alleanze? Confuse. Forse con Di Pietro, “perché non lo vuole più nessuno”. Gli altri partiti? Poveretti. Il Pd? Già morto. Napolitano? Anche lui. Sporcarsi le mani e capire veramente cosa significa governare un paese? “Non ci casco... Io nel palazzo non ci entro: non mi lascio ingabbiare”.

Il Programma? Domanda successiva? 

La democrazia interna al partito? Roba da Veltroni e D’Alema. Il movimento 5, 10, 1000, un milione di stelle è orizzontale. Forse occuperà l’intera volta celeste, non ha bisogno di regole. 

I Candidati? Li sceglierà la rete. Ma fino ad ora è Grillo che decide e da partenti. L’ euro? Da buttare. La nostra Costituzione? Da cambiare. La destra e la sinistra? Obsolete. L’inesperienza dei grillini? So’ ragazzi….

Le materie spinose e le cose da fare? “Troppo grandi per i partiti, faremo decidere le persone direttamente”. Populismo allo stato puro. Quando un leader ed un movimento politico non sanno cosa scegliere e non sono in grado di farsi un idea lasciano scegliere (falsamente) alla gente. Non per un vero spirito democratico ma per mancanza di leadership, di iniziative, di proposte, ma soprattutto per lisciare il pelo al fantomatico “popolo”.

I politici in tv? Penosi. E se i grillini falliscono? Ci sarà un'altra piazza Loreto. Tutto qui? Sì.

E questo è colui che dovrebbe salvare la patria? Ma scherziamo? Lasciamo i grilli nei prati ed i comici nei teatri. A noi dateci dei politici. Quelli veri. Quelli che con una sola parola potrebbero zittire Grillo, quelli che sanno dare segnali di speranza e non solo di rottura. Quelli che in qualcosa credono ancora, quelli che non vogliono fare tutto da soli, e quelli che non devono sempre chiedere aiuto al popolo. Quelli a cui si può delegare alcune responsabilità e che non mandano tutto "a puttane" e nemmeno ci vanno. La vecchia politica e la neonata politica dell’italia odierna rimangono due ricette sbagliate, l’intervista di Travaglio lo conferma. O no?  

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http://www.agoravox.it/Travaglio-intervista-Grillo-Poche.html





diFabio Chiusi(sito)
mercoledì 13 giugno 2012 -

Le 11 non-domande di Travaglio a Grillo (e quelle che gli avrei fatto io)

 

Nella lunga intervista sul Fatto Quotidiano di oggi, Marco Travaglio – da sempre attento a bacchettare le non-domande altrui – insieme a diverse domande vere pone a Beppe Grillo anche le seguenti non-domande:

1. Come te lo immagini, il prossimo Parlamento?
2. I partiti preparano le liste civiche-civetta per sfruttare l’onda
3. Il rischio è che fra qualche mese scavalchiate pure il Pd
4. Il premier può benissimo non essere un parlamentare
5. Vedi mai i dibattiti politici in tv?
6. Napolitano mai incontrato?
7. Non temi qualche polpetta avvelenata? Nei cambi di regime, chi rompe lo status quo rischia
8. I politici hanno cominciato a parlare bene di te
9. Berlusconi ti sta studiando
10. Quando ancora pensavi di costringerli ad autoriformarsi, alcuni politici li hai incontrati

11. Nessun politico ha mai pensato di avvicinarti, cooptarti o anche solo di contattarti?

Qualche domanda un po’ meno non-domanda che avrei posto a Grillo:

1. Come mai nel Non-Statuto del Movimento c’è scritto che si possono iscrivere solamente cittadini italiani, una limitazione presente solo negli Statuti di Pdl e Udc e che non hanno nemmeno Lega Nord e La Destra?
2. E’ vero che Pizzarotti ha telefonato a Casaleggio per chiedere approvazione per la nomina di Tavolazzi, come ha scoperto il Fatto Quotidiano?
3. Che cosa ci dice quella telefonata – mai smentita – del reale peso di Casaleggio nelle decisioni del Movimento?
4. Come mai parli di Internet come strumento di dialogo diretto con i cittadini, come rottura rispetto alla comunicazione unidirezionale della televisione, e non rispondi mai a nessuno, né su Twitter, né su Facebook, né sul blog?
5. Perché la tua propaganda online dovrebbe essere meno unidirezionale di quella che Berlusconi fece attraverso la televisione?
6. Tu vuoi abolire i partiti. Ma con cosa vorresti sostituirli? Davvero pensi basti riempire il Parlamento di liste civiche e «movimenti di gente perbene» (dai No Tav ai referendari) per governare il Paese?
7. Hai mai pensato che il tuo ideale di democrazia diretta attraverso la rete possa essere irrealistico, per non dire pericoloso? Come si prendono decisioni impopolari, nel futuro che immagini? E chi decide quali sono i principi non negoziabili?
8. Sapresti farmi un esempio di un Paese delle dimensioni dell’Italia governato dall’«iperdemocrazia», o «vera democrazia» di cui parli tu?
9. Se «ognuno vale uno», chi o cosa ti conferisce il diritto di revocare l’utilizzo del simbolo del M5S a chi non rispetti le regole del Non-Statuto, a loro volta indiscutibili pena allontanamento? E come si impedisce, anche solo dal punto di vista teorico, che tu possa gestire questo potere decisionale in modo ricattatorio?
10. Come ti è venuto in mente di dare un ‘Passaparola’ a uno come Willer Bordon?
11. Perché non hai detto una parola sulle esternazioni dell’attivista del M5S Francesco Perra contro i matrimoni gay? Se non le hai sentite, te le ricordo: «A quel punto potremo anche sposarci in tre o col proprio animale».

E sono solo le prime che mi vengono in mente. Più importante sapere se Grillo guarda Porta a Porta?

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http://www.agoravox.it/Le-11-non-domande-di-Travaglio-a.html



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