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Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

"ORLANDO NON SI DIMETTE DA PARLAMENTARE. MA L'Idv NON ERA IL PARTITO ANTICASTA?"



Orlando non si dimette da deputato. Ma l’Idv non è il partito anticasta?

Leoluca Orlando sindaco di Palermo

Leoluca Orlando sindaco di Palermo


“L’Italia dei Valori è il partito Anticasta”. Quante volte avete sentito dire queste parole dal buon Antonio Di Pietro?

Io molte volte. Forse troppe. E il piccolo tarlo che Idv predichi bene ma razzoli male, mi è spesso venuto.

Quindi, dopo aver invocato le dimissioni di Pietro Tidei , torniamo ad occuparci della questione dei doppi incarichi.

Questa volta ad andare contro la legge è Leoluca Orlando, neo sindaco di Palermo, che nonostante i ripetuti annunci, ancora non ha lasciato il suo scranno di Montecitorio. Ora, quello che valeva per Tidei e il Pd, vale ancor di più per l’Italia dei Valori che fa della sua battaglia anti-casta un’ arma politica.

Orlando, ha  usato una strategia comunicativa sopraffina. Mentre il nuovo sindaco di Civitavecchia Tidei annunciava che non si sarebbe dimesso per i motivi più disparati, (dal tribunale di Civitavecchia, al peso di Adinolfi), il sindaco di Palermo non ha fatto altro che “annunciare” le dimissioni. Badate bene, non si è mai dimesso. Ha ripetuto all’infinito che si dimetteva. Ha anche detto, con eloquio serio, che aveva comunicato il suo intento alla giunta per le elezioni con una raccomandata. Quindi? E quindi nella raccomandata non faceva altro che dire che si sarebe dimesso. Cosa che la legge gli impone, ma che – ad oggi – ancora non ha fatto.

Intanto, la giunta ha votato la sua incompatibilità, certificandola.

Ma per ora Orlando si è ben guardato dal dimettersi. Orlando ha circa trenta giorni per dimettersi dopo il  voto, della giunta. Il problema, però, è anche “etico”. Può un partito che attacca sempre tutti gli altri partiti, iniziando dal suo principale alleato ( o supposto tale), sulla trasparenza, l’ essere “casta” permettersi un atteggiamento dilatorio in questo caso?

Lo stesso Di Pietro e l’IDV stessa si scagliarono contro Antonio verro, membro del Cda della Rai che – nel rispetto dei 30 giorni che la legge gli dava per scegliere tra il ruolo di Parlamentare e quello di consigliere di Viale Mazzini – ha mantenuto il doppio incarico per 13 giorni.

Leoluca Orlando ha vinto il ballottaggio il 21 maggio, e il 25 si è riunita la giunta. Il 5 giugno annunciava a Radio 24 che si sarebbe dimesso la “settimana successiva”.

Insomma, Leoluca Orlando, esponente di punta del partito anticasta, non starà mica usando le pieghe del regolamento, e vari bizantinismi, per allungare il periodo del suo incarico a Montecitorio? Come è possibile fare bene due lavori così difficili (il deputato e il sindaco di Palermo) e così geograficamente lontani?

Insomma, ma L’Italia dei Valori: predica bene e razzola male?

E intanto, Giuseppe Vatinno, passato dall’IDV all’Api, aspetta che Orlando faccia quanto deve, e lo accusa: “E’ attaccato al potere“.








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