Il Tribuno
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News by Dire
Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

A FIRENZE DAL PD ALL'IDV. FITTANTE IL GLOBE TROTTER DELLA POLITICA: NE HA CAMBIATI 7

CORRIERE SERA FIRENZE
Il consigliere anti taxi riparte Con Di Pietro.
E sulla bici
Dal Pd all’Idv
Se ne sta un po’ in disparte, quando arriva il primo accenno, nel dibattito in Consiglio, al suo cambio di partito. E non è per la nuova tinta dei capelli («mannaggia, ho detto al parrucchiere: fai quello che vuoi, e guarda che disastro»). Ma Giovanni Fittante, passato dal Pd all’Idv, non vuole che passi inosservato il suo cambio di partito. «Lo farò con gli atti, quelli che ho presentato e che ancora il Pd non mi fa discutere, dal bike sharing ai risciò. Lo sa che è stata approvata una legge ad agosto che li consente?». Insomma, si riparte dalla bicicletta: «Non vorrei dire subito su cosa punterò... Sì, riparto dalla bicicletta ma anche dai taxi, dalla mobilità, come per esempio l’Agenzia che ancora non è partita a livello metropolitano. E poi anche l’evasione fiscale».
Quello che è certo è che lui rimane presidente della commissione vivibilità: «Io ho messo a disposizione il mio ruolo. È una scelta della maggioranza di lasciarmi lì, nessuno mi ha chiesto nulla e per il momento mi è stata confermata la presidenza: io vado avanti fino a che nessuno mi dice niente».
Però quello che a lui brucia di più è stata l’accusa di «cambia casacca». Ma lei di partiti ne ha cambiati sette, da Alleanza Democratica fino all’asinello passando da Repubblica europea e anche la stessa Italia dei valori. «Ma guardi, che tanta gente nel Pd di passaggi ne ha solo uno in meno: il percorso politico è sempre stato quello anche per tanti di loro. E allora? C’è chi mi critica, c’è chi mi ha chiesto di dimettermi: a loro rispondo che non ho mai, dico mai, fatto una scelta in politica se non in base alle mie convinzioni o idee. Mi sono sempre presentato alle elezioni. Mi sono sempre autofinanziato. Non ha mai ricoperto incarichi pubblici retribuiti. Scelte di convenienza le hanno fatte altri» si scalda Fittante che poi sbotta: «Io posso andare in giro per Firenze a testa alta, mi sono battuto per la mia città, contro i gruppi di potere, a volte da solo, difesi da centrodestra o centrosinistra, vedi la mia battaglia contro la lobby dei tassisti: io le mie battaglie l’ho fatte sempre, e se avessi voluto cercare un ruolo, avrei potuto cambiare partito prima delle regionali, no?».
Ora si riparte, insomma. Dalla bicicletta, che è stato uno dei casus belli tra lui e il Pd. La sua mozione sul bike sharing è stata fermata dal suo (allora) partito, il Pd: uno dei consigliere democratici aveva avuto una sorta di «delega speciale» sull’argomento, se ne doveva occupare lui. Ma nessuno dei suoi elettori, che l’hanno scelto come consigliere Pd, l’ha criticato? «Io non ho ricevuto nessuna critica perché chi mi ha votato, ha votato me, prima che un partito. E sono coerente perché rimango nel centrosinistra, confermando l’appoggio al programma di Matteo Renzi». Biciclette o meno. 


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