Il Tribuno
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"Il nostro Presidente non vuole dei leccapiedi. Ciò che vogliamo sono uomini indipendenti e integri che, una volta che avremo preso le nostre decisioni, concorderanno con ognuna di esse". Joseph Heller, "Gold" (1979)
   
News by Dire
Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

DOSSIER SU FINI:"SAPPIAMO CHI E' STATO". DI PIETRO:"UN CASO CHE RIDUCE LA CREDIBILITA' DI FINI".

Il Secolo XIX

Dossier su Fini, Bocchino: 
«Sappiamo chi è stato»

23 settembre 2010

«Valter Lavitola, direttore de “L’Avanti”, sarebbe uno degli uomini che ha lavorato a questa patacca per consegnarla al premier. È stato con Berlusconi nel recente viaggio in Centro e Sud America». Lo dice Italo Bocchino, capogruppo di Fli alla Camera, ospite di “Annozero”, a proposito del presunto autore del documento che attribuirebbe a Giancarlo Tulliani la titolarità delle società off-shore coinvolte nella vicenda della casa di Montecarlo.

Lavitola smentisce. «Ho appreso pochi minuti fa -spiega Lavitola- di questa folle presunzione. Sono un giornalista, direttore di un quotidiano che benchè storico purtroppo è poco letto e quindi ho cercato di mettermi sulle tracce di chi fosse il titolare di queste due società off-shore per cercare di saperlo».

«Purtroppo non ne sono venuto a capo, hanno fatto prima altri giornali. Confermo che sto ancora cercando di avere notizie. L’obiettivo -conclude Lavitola- era quello di cercare uno scoop che potesse essere utile a rilanciare il giornale, non credo che questo per un giornalista sia un peccato. Per quanto riguarda il fatto che il documento sia falso, non sono in grado di dirlo, spero di poterlo dire». 

In precedenza, Palazzo Chigi, con una nota ufficiale, aveva preso posizione sulle indiscrezioni di stampa sulla vicenda della casa ex An a Montecarlo: «Le illazioni, le voci e le congetture in relazione a una presunta attività di dossieraggio sono assolutamente false, diffamatorie e destituite di ogni fondamento».

Massimo D’Alema, presidente del Copasir, afferma: «Nessuno chiama in causa i servizi segreti come tali, in quanto strutture. Deve essere accertato se possa esserci da parte di singoli, di gruppi, che operano al di fuori di ambiti istituzionali, una collaborazione a queste attività vergognose».

E Sandro Bondi, coordinatore del Pdl, dichiara: «La vera “campagna di fango” è quella che è entrata in azione, ininterrottamente e selvaggiamente, nei confronti del presidente del Consiglio, riguardante oltretutto non problemi di carattere politico, bensì aspetti della propria vita personale e privata».

Nell’opposizione restano duri i giudizi sul governo. Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, nota: «Appare chiaro che Berlusconi non è più in condizione di tirare la palla avanti, di offrire al Paese un orizzonte. Eppure, mantiene un consenso vasto anche se eroso, rapporti con interessi e anche con qualche sottoscala della Repubblica. Con la politica del “ghe pensi mì” le riforme non si fanno, è stato un grande errore pensare che questo meccanismo potesse funzionare».

Incalza il presidente del gruppo Idv alla Camera, Massimo Donadi: «Questo governo è allo sbando, diviso, travolto dagli scandali e dalle inchieste sul malaffare. È chiaro che non può più andare avanti. il centrosinistra deve smetterla di dividersi e lavorare subito per costruire un’alleanza solida e proporre ai cittadini una seria alternativa di governo».

http://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2010/09/23/AMDtCq4D-dossier_bocchino_sappiamo.shtml

   VIRGILIO Notizie

Fini/ Di Pietro: Ha fatto autogoal, non reato ma è caso politico

22 settembre 2010

Leader Idv su notizia che Tulliani proprietario società off-shore

"Fini ha fatto un autogoal difensivo grosso come una casa". Lo dice Antonio Di Pietro in una intervista durante la videochat del Tg1 commentando la notizia che il proprietario della società off-shore che acquistò la casa diMontecarlo è il cognato del presidente della Camera, Giancarlo Tulliani, come riportato oggi da Il Giornale e Libero. Secondo Di Pietro Fini ha sbagliato a "non dire esattamente come stanno i fatti e ad andare dal giudice, lui non ha voluto dire come stanno i fatti - osserva - invece ha detto che non sapeva cosa era successo. Fini non si è difeso bene ma siccome non è scemo evidentemente non l'ha fatto perchè non si poteva difendere. Ora la frittata è fatta, probabilmente non è un reato ma è un caso politico grosso come una casa, per quello che ha fatto adesso non per quello che ha fatto allora; un reato di omissione. Un caso che riduce la sua credibilità perchè dice di aver rotto con Berlusconi per la questione morale". Il leader di Idv invita quindi Fini a essere conseguente e a non votare la fiducia al governo: "Mi aspetto da Fini un atto di risipiscenza operosa, se come ha detto a Mirabello c'è una questione morale nel governo non può essere complice, deve staccare la spina e non votare la fiducia al governo, altrimenti vuol dire che non ci si può più fidare del Presidente della Camera".


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