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News by Dire
Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

ANCONA, SVILUPPI DEL CASO CIOTTI

IL MESSAGGERO - CRONACA ANCONA - 24 SETTEMBRE 2010

MESSAGGERO ANCONA
Ciotti lascia Anconambiente, Fiorello: rivedrò i patti
Il sindaco: «Non si gioca con la mia fiducia. Ora voglio nomi capaci o decido io»
di EMANUELE GAROFALO

Gianni Ciotti si dimette da Anconambiente. Dura meno di una giornata la presidenza del commercialista alla spa dei rifiuti. E il sindaco non nasconde la rabbia e la delusione per l’ennesimo scivolone. Tanto da mettere in discussione l’accordo con l’Idv per le presidenze di Anconabmiente e Prometeo. «Non si può giocare con la mia fiducia - sbotta Gramillano - Ora voglio confrontarmi con le segreterie politiche per rivisitare gli accordi sulle nomine nelle aziende. Se le proposte non sono di mio gradimento, preferisco sbagliare da solo e scegliere una nomina fiduciaria». Il primo incontro con la maggioranza già fissato per domani mattina.
Gramillano dice basta: Ciotti, passando sotto silenzio l’indagine che lo coinvolge, ha tradito il sindaco. Il commercialista ha firmato le dimissioni ieri mattina. Gramillano annuncia l’addio di Ciotti ai suoi assessori, prima di affrontare le interrogazioni dell’aula nel pomeriggio. Il 4 ottobre assemblee dei soci di Anconambiente e Anconaentrate per indicare presidente e amministratore unico. L’Idv non cede di un passo e già propone i nomi in sostituzione di Ciotti: Venarucci, appena uscito dal Cda di Anconambiente proprio per far posto a Ciotti, oppure Paglialunga, assessore all’ambiente di Fabriano, e Giaccaglia, presidente Svim. Paglialunga e Giaccaglia sembrano però fuori dalla corsa. Il primo perché non è anconetano (Gramillano vuole un di Ancona), mentre l’ex vicesindaco ha ancora un anno di mandato all’azienda regionale che non vuole abbandonare. L’accordo con l’Idv rischia di saltare? «Gli accordi bisogna rispettarli, ma è anche vero che non si può giocare con la mia fiducia - risponde Gramillano - Ora vedremo, prima di fare nomi voglio confrontarmi con le segreterie dei partiti. Avevo le idee chiare sulle nomine nelle aziende prima della questione Ciotti. La presidenza di Anconambiente è importante, per il bilancio in rosso e l’azione sul porta a porta. Per questo serve una persona capace». Potrebbero risalire le chance di Massimo Pacetti in quota Pd, anche se questo nome già n passato non avrebbe ottenuto un alto gradimento all’interno del gruppo consigliare democrat e perplessità nel partito.
Il sindaco allarga le braccia: dopo Belligoni, Panzini, Gabrielli, tutti assessori dimissionati per aver incrinato il rapporto di fiducia con Gramillano, ora Ciotti. È l’ennesima brutta sorpresa. «Non mi aspettavo che il primo anno di governo fosse così difficile. Ma non credo di avere responsabilità». Poi va in Consiglio, davanti al fuoco di fila delle interrogazioni di Duca (Sinistra) e dei Pdl Zinni e Berardinelli. «Il Comune è diventato un ufficio di collocamento a chiamata diretta» tuona Duca. «Le uniche dimissioni che servono a questo punto sono quelle del sindaco perché la situazione è insuperabile» attacca Berardinelli. «Lo stesso centrosinistra anconetano che proponeva un codice etico per il Consiglio mesi fa deve affrontare la sua questione morale - aggiunge Zinni -. Sono troppe le vicende giudiziarie che riguardano il centrosinistra locale. Si faccia da parte Gramillano».

MESSAGGERO ANCONA
L’esponente Idv indagato: chiedo scusa, ma era un fatto personale
«La voce dell’inchiesta diffusa il giorno della nomina, strano. Credo di conoscere chi l’ha fatto, lo denuncerò»
di LETIZIA LARICI

«Mi sono svegliato alle 5 per schiarirmi le idee con un po’ di footing, poi ho preso la decisione. Ma la questione non finisce qui». E’ amareggiato Gianni Ciotti il giorno dopo la notizia dell’ avviso di chiusura delle indagini, una sorta di pre - richiesta di rinvio a giudizio, nei suoi confronti per concorso in bancarotta fraudolenta della Adriatica Manifatture di Senigallia. Respinge le accuse definendole «assurde» e avverte: ora scatta la caccia alla “talpa”. «Possibile che la voce di un avviso risalente a quattro mesi fa - afferma - sia circolata proprio il giorno della mia designazione? Non è una coincidenza e credo di sapere chi l’abbia messa in giro. Penso si tratti di una persona collegata a un episodio nell’ambito del mio incarico ad Anconaentrate. Presenterò una denuncia in Procura per diffusione di notizie coperte da segreto». Il commercialista e esponente dell’Idv ha spiegato la sua posizione ieri in una conferenza stampa. Ma perchè non ha subito informato dell’inchiesta Gramillano? «Si tratta di una vicenda attinente alla mia attività professionale e non a quella di amministratore. E poi quando è arrivata la sentenza del Tribunale fallimentare, che ha escluso da parte mia violazione dei principi di correttezza e buona fede, provvedendo al pagamento della parcella inizialmente cancellata, pensavo che la partita fosse chiusa». Quindi non ritiene di aver messo in imbarazzo il sindaco? «Se ho fatto una valutazione erronea - continua - chiedo scusa a coloro che mi hanno dato fiducia e magari credono che l’abbia tradita. Penso comunque che Gramillano abbia apprezzato il lavoro svolto ad Anconaentrate, dove abbiamo incamerato più introiti di quanto immaginassimo». Nessuno smacco all’Idv? «No, lo è per me. Immagino che il partito, che fa della legalità la sua battaglia, possa apprezzare il mio atteggiamento. Manderò gli incartamenti a Di Pietro, al sindaco e agli organi amministrativi degli enti in cui ho operato». Secondo l’accusa, Ciotti, consulente nel 2005 nell’ambito del concordato preventivo dell’azienda di Senigallia, avrebbe contribuito a ritardare la dichiarazione di fallimento e ad aggravare il passivo. «Sono convinto che il pm non potrà che archiviare. Appena accadrà - conclude - riprenderò l’attività amministrativa. Intanto quella politica prosegue».
 
MESSAGGERO ANCONA
E le due anime dell’Idv si danno battaglia
«Basta sciacalli». «No, via da ogni incarico»
La vicenda Ciotti spacca l’Idv. Da un alto il segretario comunale Paolo Eusebi, il capogruppo Daniele Tagliacozzo e il segretario provinciale Ennio Coltrinari esprimono al commercialista, presidente per un giorno di AnconAmbiente, «solidarietà umana», e si dicono «fieri della sua immediata decisione di dimettersi» e invitano gli «sciacalli» a tacere. Ma dallo stesso partito arriva una nota, frimata da Ivano Rocchetti (vice Coordinatore regionale), Davide Rossi (vicepresidente Provincia di Pesaro), Carlo Cardarelli, Maurizio Ulisse e Carla Andreoli (coordinamento provinciale Ancona), Mirco Cesaretti (consigliere Provincia Ancona), Alessandro Lelli (Coordinamento provinciale Pesaro) e Alessandro Lippo (Coordinamento provinciale Macerata) in cui si chiedono le dimissioni «immediate da tutti gli incarichi ricoperti in rappresentanza dell’Idv e da ogni incarico ricoperto all’interno del partito».

        


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