CASERTA. Dal nostro inviato
Per un partito che fa della legalità il suo cavallo di battaglia, la Campania dovrebbe essere una prateria di voti, battaglie ideali, esempi. La terra di Gomorra come l'epifania dell'Idv di Di Pietro, la bonifica morale dei veleni fisici e metafisici. 
A Caserta, poi, che di quell'epifania dovrebbe essere l'epifenomeno, Tonino si è lasciato rappresentare per 4 anni da Americo Porfidia, sindaco di Recale, un paesone di 7481 abitanti appiccicato a Caserta come una sanguisuga alle giugulari. Americo, nome germanico che significa potente in patria, medico specialista in cardiologia e medicina interna, è un democristiano che raramente sbaglia mossa: sposa la figlia di un socio della casa di cura Villa del Sole di Caserta e ne diventa uno dei capi; incontra il big campano dei dipietristi, Nello Formisano, e nel 2006 la centrifuga elettorale campana lo schiaccia tra gli scranni Idv. Nella seconda Repubblica i primi passi li muove nel Ccd, poi al Cdu con breve apparizione nell'Udeur. Almeno 30mila dei 190mila voti che Idv ha conquistato alle Regionali 2010 sono frutto del lavoro di quest'uomo che dal 2007 è indagato dalla Dda di Napoli. Nel partito si apre il processo, fino a quando, nel gennaio 2009, Porfidia si autosospende e trasloca nel gruppo misto. Il suo amico Formisano continua a difenderlo con affermazioni romantiche: «Durante le dichiarazioni di voto, quando nel grande tabellone di Montecitorio si accende una luce nel gruppo misto, so che uno dei nostri vota come se stesse ancora nell'Idv». Porfidia annuisce educatamente. Ma è Formisano che smette di enunciare proclami dopo le dichiarazioni di voto sull'uso delle intercettazioni nei confronti di Nicola Cosentino. Quel giorno, quando i seguaci di Tonino votano all'unisono sì, tra le luci del gruppo misto si fulmina quella dell'onorevole Porfidia. La stessa spia rimarrà spenta il 29 settembre, quando i dipietristi negano la fiducia al premier. Neanche una settimana dopo, Porfidia ufficializza il passaggio a "Noi Sud", che appoggia il Cavaliere. Tradimento? Recale sembra una propaggine scandinava. Nessuno si scalda per le piroette politiche del primo cittadino. Americo è il loro medico e sindaco costruttore, a Recale si ha l'impressione che siano state liberalizzate le licenze edilizie. Persino le corti delle case contadine di via Roma sono sormontate da gru. Le lancette dell'orologio sul frontespizio ottocentesco del Municipio segnano le 6.20 dall'insediamento di Porfidia. Sembra che la manutenzione non porti voti. Fuori dalla via principale ancora gru e condomini in costruzione. Lo smithiano Porfidia fa tutto senza piano regolatore. Il piano di fabbricazione comunale risale al 1972. Lui piomba da Roma il venerdì sera e si rinchiude nello studio-abitazione per le visite ai pazienti-votanti. Recale è così dinamica che tutto è sdoppiato. I costruttori, per esempio, fanno pure gli assessori alla Cultura: «La cultura cementa le relazioni familiari» scherzano i recalesi. E pure quelle politiche. Mimmo, il fratello di Porfidia, viene eletto nella segreteria regionale Idv alla fine del congresso campano che si tiene alla metà di settembre. I cronisti registrano risse tra porfidiani e antiporfidiani. Magari sono la stessa persona: Tonino docet.

Americo il dadaista passato dall'antiberlusconismo al berlusconismo, le soddisfazioni contro i puri se le prende a modo suo: da anni schiaffeggia a suon di voti gli ex magistrati Antonio Di Pietro e Luigi de Magistris. Chissà tra i due chi soffre e chi gode. Alle regionali campane del 2010 De Magistris candida come capolista Idv Lorenzo Diana, ex deputato casertano dei Ds, campione dell'antimafia, l'unico politico baciato dall'encomio di Roberto Saviano in Gomorra. Diana è il primo dei non eletti. Vince a mani basse Eduardo Giordano, il candidato di Porfidia. Gli eletti di Idv al consiglio regionale sono quattro. Oltre Giordano c'è la segretaria particolare di Nello Formisano, Anita Sala, e l'ex democratico (e medico della Asl Napoli 3) Nicola Marrazzo. Insomma, fotocopie e visite mediche assicurate dai crocerossini Idv. E i campioni della legalità? I dipietristi non li vogliono: portano pochi voti e tante rogne. Al Consiglio provinciale di Napoli due consiglieri su tre dei Valori hanno fatto un rapido calcolo e si sono tuffati tra le braccia tornite di Gigino a' purpetta, al secolo Luigi Cesaro, presidente Pdl e sodale di Nicola Cosentino. Americo il dadaista garantisce ricchi premi, licenze edilizie e cotillons.