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Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

IL CASO CRESCI. L'INCOMPRENSIBILE E SCONCERTANTE ATTACCO DI GRILLINI AL TRIBUNO.COM

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POLITICA

«Non ci hai detto che sei gay,
non puoi fare il segretario Idv»

Accuse sul Web e poi email contro le «checche ai vertici»: la candidatura del consigliere fiorentino Alessandro Cresci alla guida dei dipietristi toscani diventa un caso

Cresci, segretario provinciale Idv Firenze

Cresci, segretario provinciale Idv Firenze

Non hai detto che sei gay, non puoi fare il segretario. Non hai detto che hai un compagno che ha un ruolo nel partito, non puoi fare il segretario. Sono le due contestazione fatte nei commenti ad un articolo de iltribuno.com (http://www.iltribuno.com/articoli/201010/toscana-nellidv-infuria-la-battaglia-precongress.php) su Alessandro Cresci, consigliere alla Provincia di Firenze. Cresci è segretario provinciale a Firenze, e sfidante del deputato Fabio Evangelisti alla segreteria regionale. Il firmatario del commento su iltribuno.com si firma «Enrico da Pisa».

«A quanto risulta ai segretari, non esiste nessun giovane iscritto con questo nome» spiega la consigliera regionale pisana Maria Luisa Chincarini, che quando aveva letto le frasi di «Enrico da Pisa» non aveva risposto perché «non si risponde a chi scrive vigliaccamente nell’anonimato». Dopo questo attacco, a Cresci sono arrivate email dello stesso tenore, compresa una in cui si affermava che il «partito di Firenze è gestito da checche». A Cresci, dopo che il Corriere Fiorentino oggi ha pubblicato la notizia, sono arrivati messaggi e telefonate di solidarietà dal sindaco di Firenze, Matteo Renzi, dal presidente della Provincia Andrea Barducci e da Antonio Di Pietro. Oltre a ribadire che l’obiettivo di queste illazioni «che mi riguardano in prima persona è chiaramente quello di condizionare gli elettori del partito con motivazioni bieche degne del giornalismo di Feltri, attraverso il quale indurre a giudicare la presunta affidabilità sulla persona e addirittura mettendomi nelle condizioni di ricattabilità politica». Cresci smentisce di aver mai affidato al suo compagno, come ipotizzerebbero alcune illazioni tra i commenti del sito internet, «l'incarico di tesoriere del provinciale».

SOLIDARIETA' A Cresci, anche la solidarietà del suo avversario al congresso regionale, Evangelisti. «Ribadisco, come ho già fatto ieri a voce, stima e solidarietà verso Alessandro Cresci, per gli attacchi di cui è stato oggetto. L’Idv è nata per farsi interprete e portatrice dei principi etici sanciti dalla nostra Costituzione, per i quali nessuno può essere discriminato per il proprio orientamento sessuale, così come per la fede che professa o il colore della pelle». Ma Cresci puntualizza: «Intendo ringraziare pubblicamente il presidente Antonio Di Pietro per la telefonata che mi ha fatto questa mattina. Ringrazio per le parole di solidarietà anche Evangelisti uscite sul sito regionale di Idv oggi, arrivate però solo dopo l'uscita della notizia sul Corriere Fiorentino. Smentisco che ieri me le abbia dette di persona, quando ne ho parlato in un incontro coi vertici del partito regionale. Aveva solo parlato di abbassare i toni ma non ricordo nessuna parola di solidarietà da parte sua. Mi auguro che le motivazioni che portano a scegliere un candidato alla segreteria regionale siano più alte e più motivate di queste bassezze da Grande fratello. Confido nell’intelligenza degli iscritti che non si lasceranno influenzare dalle notizie fatte circolare sulla mia omosessualità o sul fatto che sia buddista».

GRILLINI «Esprimo grande solidarietà a Cresci e ricordo che iltribuno.com fa di mestiere l’anti Idv, ma nell’Idv non c’è nulla da ricattare. E lo dico ancora, in tutti i partiti ci sono omosessuali, anche nella Lega, ai massimi livelli». Così Franco Grillini, responsabile nazionale per i diritti civili dell’Idv e presidente onorario di Arcigay, condanna gli attacchi mossi a Cresci. «Stavolta il tribuno.com l’ha fatta fuori dal vaso - aggiunge Grillini -: ripropone la questione dell’omosessualità come un problema e questo è un grave errore. Forse qualcuno nel partito approfitta delle polemiche, ma è un caso assolutamente isolato». Per Grillini «resta sempre la libertà di ognuno se vuole o meno fare coming out: sono fatti suoi».

Marzio Fatucchi
16 ottobre 2010



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