Il Tribuno
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News by Dire
Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

PANCHO PARDI DEFINISCE CLOACA IL TRIBUNO.COM. BRAVO SENATORE, COMPLIMENTI.

20-10-2010 - Corriere della Sera - Marzio Fatucchi
«OMOFOBIA? ACCUSE ODIOSE MA STRUMENTALIZZATE»
Pardi: così si è trasformato il dibattito interno in uno scontro - Sì, il familismo c’è Proporrò il divieto di candidare parenti, compagni e vicini

Francesco «pancho» Pardi è al Senato. «Sono incollato al video per capire quando si vota. Se si aprono le votazioni devo scappare». Scappa una volta, due volte. Poi, alla fine, il senatore Idv, tra i primi sostenitori della candidatura di Evangelisti alla segreteria regionale del partito, si ferma e risponde alle domande. 

Accuse di omofobia, di familismo, ora persino di dossieraggio. Che succede nell’Idv in Toscana? 

«Si tratta del nervosismo tipico che precede i congressi. Se, d’altra parte, fossimo arrivati al congresso tutti schierati, avreste detto: ecco il partito dove comanda una sola persona. È una logica di dibattito democratico: un po’ scomposto, pazienza. La polemica faremmo bene non ad abolirla, ma concentriamola per dare un contributo alla politica toscana. Abbiamo stabilito una buona intesa col Pd, abbiamo contribuito a formare una giunta con una rappresentanza significativa in Regione, abbiamo messo due donne brave in giunta invece di due uomini non bravi. Rispettiamo il livello di qualità garantito fino ad ora. La polemica astiosa, lasciamola da parte». L’Idv è «familista»? «Sì, una punta di familismo c’è: oddio, più fuori dalla Toscana che da noi. Questo caso della moglie di Evangelisti è già stato sciolto, è durato poco, si è dimessa. Quello del compagno di Cresci che faceva il tesoriere spero non si rinnovi. Dovremmo aver preso le misure al fenomeno. Il familismo è un tema sul quale in nostro elettorato è attento, e la sua critica è immanente a quella alla casta. Le parentele di vario grado non devono avvantaggiare nessuno: e se mi domanda per esempio...» 

Che non può essere un handicap essere parenti di qualcuno: se si è bravi, si deve avere le stesse chance... 

«Ecco, no: io proporrò che non si candidino proprio nel partito parenti, compagni e vicini. Perché ci possono essere persone altrettanto brave che meritano di entrare: meglio loro che i parenti». 

Veniamo ai messaggi omofobi contro Cresci. Evangelisti ha espresso solidarietà, poi ha avanzato dubbi... 

«Se devo essere sincero, concordo con Evangelisti: Cresci penso ci abbia marciato sopra. L’offesa era dentro ad un serbatoio di mail interne, finito sul iltribuno. e poi sul Corriere Fiorentino. Credo che la cosa abbia trasformato il dibattito politico nel congresso in accuse reciproche. Non vorrei che l’accentuazione della polemica su un terreno diverso dalla politica nascondesse la disapprovazione per le scelte fatte finora». 
Insomma Cresci doveva risolvere le cose «in famiglia»? 

«No. Ma neanche dare l’immagine che l’Idv fosse un partito omofobo. L’Idv è un partito che ha scelto l’ex presidente di Arcigay Franco Grillini come responsabile dei diritti civili. Eppoi, ormai in politica ci sono addirittura segretari di partito come Nichi Vendola di Sel che è dichiaratamente omosessuale! Per esser chiari: l’accusa è disgustosa, ma è stata enfatizzata per creare il caso. Non è stato elegante. Un’accusa disgustosa, ma c’è modo e modo di affrontare la questione». 

Ma allora, cosa doveva fare Cresci, far finta di nulla? Proprio Grillini ha dato solidarietà Cresci, domani (oggi ndr) sarà con lui a Firenze... 

«Non so cosa doveva fare, so cosa ho fatto io: quando su quella cloaca che è iltribuno.com ho trovato l’insinuazione che sono massone, ho fatto querela. Stop. Non ho mandato tutto ai giornali. Ora si deve garantire sostegno ai nostri rappresentanti in Regione: deve prevalere il senso dell’unità del partito rispetto alla difesa del particolare. Nell’enfatizzare la risposta legittima all’accusa di omofobia, si è trascurato l’effetto di questa risposta nell’ambito pubblico: cioè "ecco com’è l’Idv, è un casino"». 

Oddio, non è che prima il congresso fosse tutto rose e fiori. 

«Avrei preferito che il dibattito fosse sulle scelte. Per esempio, sul rapporto col Pd». 

Il giorno dopo il congresso per l’Idv sarà tutto come prima? 

«No, dobbiamo fare un altro salto di qualità. Siamo passati dal 2,3 al 9,6 per cento, un consenso che pone responsabilità colossali. Tutto questo pispirinaio ( sic) di questi giorni fa capire che c’è chi non apprezza questo peso. Il partito deve fare un salto di qualità pazzesco per essere pari al consenso ricevuto. Il partito oggi non è all’altezza: dobbiamo contattare nuovi soggetti sociali, trovare giovani capaci di pensare con la loro testa, quadri con autonomia di pensiero. Il partito gerarchico che si basa su obbedienza e fedeltà non è in grado di reggere questo consenso. Un consenso che non è vischioso come un tempo. Dopo il congresso mi auguro che il partito non sia più quello di prima». 

M.F.



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