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Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

"BERLUSCONI HA UN ALLEATO IN PIU' SU CUI PUNTARE: DI PIETRO"

15 novembre 2010 

Il vertice della Lega Nord valuterà l’ipotesi di allargamento della maggioranza ad UdCMpAApi, così come esplicitamente richiesto dai finiani di Futuro e Libertà, i cui rappresentanti del governo stamane hanno rimesso l’incarico di ministro, viceministro o sottosegretario nelle mani del presidente del ConsiglioSilvio Berlusconi.

DECIDONO GLI ELETTORI – Il Cavaliere si è finora mostrato inflessibile sul punto. All’indomani dell’ultimatum lanciato daGianfranco Fini in occasione della convention di Fli a Bastia Umbra, il Premier ha ribadito l’assenza di possibilità di formazione di un nuovo esecutivo, chiedendo di voler guardare in faccia, in parlamento, i suoi killer: “Mi votino contro“, affermava senza mostrare timore reverenziale. Una sponda importante gli arriva oggi dagli avversari dell’Italia dei Valori, che col loro no ad alcun progetto di governo di responsabilità o di transizione che conduca il Paese ad una fase nuova di riforme, stroncano ogni possibile scenario di mettere su un governo trasversale a centrodestra e centrosinistra capace di ottenere la maggioranza in entrambi i rami del parlamento. Antonio Di Pietro si dice disponibile solo ad un esecutivo di 90 giorni che abbia lo scopo di riscrivere la legge elettorale. Quindi no ad ogni ipotesi di incarichi assegnati a MarioDraghi, o Giuseppe Pisanu, o Giulio Tremonti che avrebbero interessato pezzi del PD e del PdL. Una scelta che pone l’IdV su un piano diverso rispetto agli alleati. Bersani ha auspicato un nuovo governo, prima ancora di andare alle urne.

NESSUN GOVERNO DI RESPONSABILITA’ – “L’Italia dei Valori non parteciperà a nessun governo alternativo. Noi pensiamo a un accordo diverso per sfiduciare Berlusconi in Parlamento, dopodiché si vada alle urne“, ha detto Di Pietro a Sky. “A coloro che sostengono che per fare la riforma elettorale sia necessario fare un governo tecnico rispondiamo: non ci crediamo ma siamo disposti a metterli alla prova. Siamo disponibili a dare un appoggio esterno a questo eventuale governo per un massimo di 90 giorni. Ma ogni sera uno dei nostri parlamentari, al termine della seduta, farà il conto alla rovescia. Al novantesimo giorno staccheremo la spina“. Poco fa è arrivato l’europarlamentare Luigi DeMagistris a ribadire: “Le elezioni sono l’unica risposta democratica alla crisi di governo. Se poi si profilasse una maggioranza alternativa, dovrebbe durare il tempo necessario per varare solo una nuova legge elettorale. La responsabilità invocata da Pd, Udc e Fli non può escludere la sincerità politica: far durare un esecutivo di transizione più del dovuto è un’operazione dolosa verso il Paese“.

TONINO COME SILVIO – Affermazioni che arrivano proprio nel momento in cui parlando alla Stampa il capogruppo di Fli Italo Bocchino non ha negato la possibilità di ritrovarsi in coalizione anche con il centrosinistra e che sottraggono alle ambizioni finiane di compiere un ribaltone berlusconiano una preziosa pattuglia di 24 deputati e 12 senatori, tanti sono ad oggi gli iscritti ai gruppi Idv di Camera e Senato. Perchè tanta fretta di andare al voto? Un governo di responsabilità o di transizione bipartizan innanzitutto marginalizzerebbe il partito dipietrista. In secondo luogo perchè i sondaggi dicono che, anche con la legge elettorale in vigore quella pattuglia di parlamentari, diventerebbe molto più ampia. E a poco serve gridare alla condanna del Porcellum. Che, in realtà favorisce l’erosione di consensi al Pd e fa piacere ai partiti fortemente personalistici. Un governo di tre mesi per sostituirlo non è un’ipotesi praticabile, un’ipotesi mai seriamente presa in considerazione da alcuna forza politica e che vale tanto quanto una richiesta di rapida corsa ai seggi elettorali. 

Insomma, se vuol farsi staccare la spina, oggi, Silvio ha un alleato in più su cui puntare.


http://www.giornalettismo.com/archives/95799/crisi-di-governo-di-pietro-berlusconi/



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