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"Il nostro Presidente non vuole dei leccapiedi. Ciò che vogliamo sono uomini indipendenti e integri che, una volta che avremo preso le nostre decisioni, concorderanno con ognuna di esse". Joseph Heller, "Gold" (1979)
   
News by Dire
Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

NELLA PARENTOPOLI DELL'ATAC ROMANA C'E' ANCHE UN EX CANDIDATO IDV ORA PDL.

REPUBBLICA ROMA

Il nuovo capitolo della Parentopoli dell´azienda.

Autisti e controllori nominati addirittura quadri  

Stipendi gonfiati e promozioni facili

Così l´Atac premia amici e parenti   

 Assegni ad personam per l´ex segretaria di Marchi e per la moglie di un sindacalista  

GIOVANNA VITALE

C´è un altro capitolo, nell´affaire Parentopoli, che rischia di far cadere più di una testa in Atac. Un capitolo ben noto in azienda, fatto di stipendi gonfiati e promozioni facili, portati alla luce dalla verifica in corso.
E sì perché a far lievitare la spesa per il personale sino alla cifra monstre di 616 milioni l´anno (budget 2010) non sono state solo le 800 assunzioni per chiamata diretta effettuate a partire dal 2008, bensì la sistematica applicazione di una serie di privilegi -assegni ad personam, scatti di carriera improvvisi e ingiustificati, orari fiduciari (in sostanza il dipendente deve semplicemente attestare la sua presenza in ufficio timbrando una volta sola in entrata) - inaugurati dall´amministrazione di centrosinistra ma dilagati sotto il centrodestra senza criterio alcuno se non quello della fedeltà o dei legami familiari.
La voce più pesante è senza dubbio l´assegno ad personam, sorta di integrazione allo stipendio base: può oscillare dai 200 ai mille euro al mese e viene in genere elargito per compensare l´attribuzione di una qualifica o di una retribuzione al di sotto delle pretese dello sponsor di turno. A beneficiarne, un piccolo esercito che pare ormai contare circa 400 dipendenti, la cui lista è rigorosamente top secret, titolari di un sensibile arrotondamento in busta paga. Tra i numerosi fortunati, tanto per cambiare, gli assunti nell´ultimo biennio: l´ex segretaria dell´assessore Sergio Marchi, Loredana Adiutori, nonché la figlia Federica Belligotti; Flavia Rotondo, moglie di Gioacchino Camponeschi, segretario regionale della Faisa-Cisal, meglio noto come "il sindacato del sindaco Alemanno", nonché la loro figlia Sarah; Nicola Valeriani, genero del deputato Vincenzo Aracri, che certo ne aveva bisogno essendo stato reclutato come semplice capo-ufficio; il segretario del circolo ferrotranvieri del Pdl Fabio Moro, che non solo ha ottenuto un sensibile ritocco per sé ma pure per la sorella Alessia; Clara Marchi, nuora della segretaria dell´ex ad Adalberto Bertucci, quella Francesca Romana Zadotti detta la "zarina" presto nominata dirigente e poi anche ad di Open Trambus. Infine, l´ex consigliere municipale pdl Pietro Menicucci, molto ben imparentato e già preso come dirigente. Un elenco che potrebbe continuare ancora a lungo.
Diverso ma altrettanto sospetto è poi il fenomeno degli autisti e dei controllori di esercizio, passati d´emblée nella categoria degli amministrativi con parametri medio-alti (230-250) se non addirittura promossi a quadro. Sono almeno 35 i conducenti scesi da bus e metrò per sedersi alla scrivania. Tra questi, Alessandro Di Salvo, orbita Faisa, prima in servizio alla rimessa di Tor Sapienza e ora dislocato presso lo staff del direttore di esercizio Norberto Raponi; l´ex candidato alle comunali per l´Idv, Isidoro Gargano, trasferito armi bagagli nel Pdl al seguito del consigliere capitolino ex dipietrista Gilberto Casciani: passaggio che dalla rimessa di Acilia lo ha portato alla corte del solito ingegner Raponi; Agnese Carlini, compagna del responsabile comparto ferrotranvieri Cisl, Maurizio Di Nardo: da autista alla posizione di quadro. Per ultimo il caso di tre controllori - Luciano Lori, Maurizio Alosi e Luigi Citti - piazzati a capo di altrettanti stabilimenti Atac con parametro 250 quadro. Prima di loro, a ricoprire quel ruolo, c´erano tre ingegneri con la qualifica di dirigente: laurea e competenze, ormai, sono diventate un optional.

 



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