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Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

ANCONA. L'IDV COME AL SOLITO METTE IN CRISI LA GIUNTA DI CENTROSINISTRA.

NELLA FOTO, DAVID FAVIA, DEPUTATO IDV E COORDINATORE REGIONALE MARCHE


Corriere Adriatico
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Dal 1860 il quotidiano delle MarcheDomenica 19 Dicembre 2010  /  ultimo aggiornamento h 15:52
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ANCONA
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“Se mi sfiduciano sarà verifica”

Al congresso Idv nuovo scontro tra Favia e Gramillano, che risoluto parla di divorzio

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Ancona “Io non mollo. E’ chiaro che se l’Idv sfiducerà Borgognoni, si farà una verifica seria, per capire se ci sono le condizioni per andare avanti. Si rimetterà sul piatto l’intero programma”. Alla fine sbotta anche Gramillano, segno che per il sindaco la misura è colma, in una giornata tra il tutti-contro-tutti e il si-salvi-chi-può. Si gioca il tutto per tutto. In prima fila al congresso Idv - che con pochissimi presenti conferma Paolo Eusebi segretario -, il primo cittadino interrompe anche l’invettiva di David Favia, in particolare sui teatri e sul direttore unico Stabile-Muse, nonostante un faccia a faccia prima del congresso e un applauso al sindaco promosso dall’onorevole. Favia è pronto ad alzare il tiro su “Umberto I, parcheggi e viabilità, cultura e dirigenti”. Aggiunge a margine: “Ora viene fuori che per la festa di San Silvestro non c’è gara”. E poi: “L’amministrazione ha un buon programma, una discreta classe dirigente, ma non concretizza”.

Mentre parla a valanga, la battuta di Gramillano: “Speriamo che finisci presto”. E a margine il sindaco dettaglia: “Non è vero che c’è un’egemonia culturale Pd. Alcune affermazioni mi sembrano fuori luogo”. Inoltre: “Il bilancio delle Muse si è ridotto da 1 milione 510 mila euro a 908 mila euro. Sul consorzio Stabile/Muse si sta lavorando”. E sul pressing-Favia risponde: “Sono sempre più spinto a lavorare, perché la città ne ha bisogno”. Ribatte anche sul piano neve, ma ammette: “La chiusura dell’A14 e la manifestazione degli studenti avrebbero messo a tappeto il Coc in ogni caso, anche con Borgognoni. Bisogna rimettere le mani su molte cose”. I dirigenti, altra questione sollevata da Favia dopo l’esclusione di tre candidati in zona Idv. “Mi chiedo che criteri usi il nucleo di valutazione, considerato che sono state escluse figure stratosferiche”, sbotta l’onorevole. E Gramillano: “Se è stato escluso qualcuno non l’ho appurato e non mi interessa. Io non ho raccomandato nessuno né ho ostacolato altri. Mi interessa che i dirigenti siano capaci ed efficienti”. 

E’ la resa dei conti che cova da venerdì, quando, in Comune, Favia e Gramillano se le son urlate di santa ragione (e urlava anche il sindaco). Al centro, proprio la nomina dei dirigenti a Sociale e Personale e l’assetto Muse-Stabile. “A una litigata di quel tipo ci sto perché vengono fuori posizioni nette, eventualmente da mediare”, dice il sindaco, che ci gioca su: “Nel momento in cui la lite tra marito e moglie avviene senza la presenza dei figli si risolve. Se avviene davanti a figli e suoceri c’è una divisione di famiglia che non porta a buone cose”. Ma ora la litigata è pubblica... si paventa il divorzio. Il sindaco rigira la palla all’Idv, confortato dalla presenza degli assessori Pd Andrea Biekar e Andrea Nobili: “Nessun medico mi ha detto che devo stare sui muri della città con su scritto bocciato. Vorrei ci fosse scritto promosso. La bocciatura vale anche per coalizione e amministrazione”.

E se il segretario del Pd Stefano Perilli rimarca che se si “usano altri percorsi” rispetto al confronto “è tutto più difficile: quello che è successo ieri (venerdì; ndr) significa che ci sono rapporti da tarare tra partiti e amministrazione”, Eusebi dice sì che “l’Idv intende garantire un governo stabile”, ma anche che “è evidente che se ci fosse bisogno di una ulteriore accelerazione saremo sempre pronti a dirlo, senza fare sconti a nessuno”.

Il direttivo Idv, in prevalenza delle new entry: Roberto Signorini, Giandomenico Papa, Ernesto Orciani, Maurizio Cesarini, Gianni Giaccaglia, Domenico Lancianese, Giacomo Roscioni, Angelo Tomassetti, Franco Brasili, Luca Bonventi, Alessandro Verardi, Maria Paola Bellini.

alessandra camilletti,
 


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