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News by Dire
Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

IDV IL GIOCO DELLE TRE CARTE: DONADI CON MARCHIONNE, DI PIETRO CON LANDINI,

FIAT: IDV SI DIVIDE - DONADI, NO ACRITICAMENTE SU POSIZIONI FIOM

16:32 04 GEN 2011 

(AGI) - Roma, 4 gen. - Dopo il Pd la vicenda Fiat divide anche l'Italia dei valori. Proprio nel giorno dell'incontro e della confermata convergenza tra Antonio Di Pietro e il segretario Fiom, Maurizio Landini ("Sui diritti fondamentali non c'e' referendum che tenga"), a prendere le distanze dal sindacato metalmeccanico e' il presidente dei deputati dipietristi, Massimo Donadi, tra gli esponenti dell'area 'moderata' del partito. L'Italia dei valori, ammonisce Donadi, "non puo' sposare acriticamente le posizioni della Fiom. Il prossimo esecutivo sara' l'occasione giusta per aprire un confronto sulla nostra posizione riguardo alla vicenda che ha contrapposto i vertici Fiat ed il sindacato dei metalmeccanici.
  Marchionne ha sbagliato, perche' e' indubbio che l'esclusione della Fiom dal tavolo delle trattative sia stata una forzatura grave ed inaccettabile. Ma sarebbe un errore anche ignorare la realta' odierna del mercato dell'auto e le difficolta' di sopravvivere di un'azienda come la Fiat, senza la disponibilita' dei sindacati a rimettersi in discussione".
  Donadi avanza una proposta: "Per questo resto dell'opinione che Marchionne vada sfidato non sul terreno di un accordo che, per quanto pesante, appare accettabile, ma su quello della volonta' della dirigenza di presentare un piano industriale e di investimenti capace di ridare all'azienda quella competitivita' che le manca sul piano industriale molto piu' che su quello dell'organizzazione del lavoro". Con Di Pietro e il responsabile lavoro Idv ed ex sindacalista Fiom, Maurizio Zipponi, anche la sinistra del partito rappresentata dagli europarlamentari, Luigi de Magistris e Sonia Alfano. Per de Magistris: "L'accordo separato su Mirafiori e Pomigliano testimonia quale sia la volonta' del governo, di Confindustria e della Fiat: aggredire il mondo del lavoro e i suoi diritti, silenziare il sindacato fedele alla sua missione originaria, fare carta straccia del contratto nazionale e travolgere la Costituzione. Tutto questo non puo' che ripercuotersi negativamente sulla stessa democrazia. Dobbiamo sostenere la richiesta della Fiom di proclamare uno sciopero generale che mandi un segnale chiaro di opposizione a quanti cercano di riportare indietro le lancette della storia, del diritto del lavoro, della democrazia". (AGI) .



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