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News by Dire
Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

ANCONA: LA LITE IDV-PD BLOCCA IL CENTROSINISTRA.

CORRIERE ADRIATICO ANCONA

La lite politica blocca ogni scelta in Comune

Dagli scontri Pd-Idv ai voti congiunti dipietristi-Pdl in Consiglio.

A partire dalla sfiducia alla Panzini

Ancona Era già successo a settembre del 2009. L’Idv e gli allora due consiglieri del Pdci, Andrea Filippini e Bruno Brandoni, aderirono alla mozione di sfiducia presentata dal Pdl contro l’allora assessore Alessandra Panzini. Lunedì scorso, su un altro assessore, il socialista Fabio Borgognoni, si è trovata una scappatoia in extremis, dopo che l’Italia dei valori aveva prima annunciato un’adesione alla mozione di sfiducia del Pdl sul caos-neve e poi previsto un emendamento per togliere la delega della Protezione civile all’assessore. Ma non altrettanto è accaduto con la votazione precedente, sulla querelle dei rifiuti.
Così i dipietristi hanno fatto passare, supportati dai voti del centrodestra, un’inversione di direzione sul sito dell’impianto di selezione dei rifiuti: non più Baraccola tout court, come deciso nel 2008 dal consiglio comunale, ma un approfondimento di Saline. Come cane e gatto, invece che maggioranza. Da una parte l’Idv, dall’altra il Pd. Ma non sempre. Perché spesso capita che le liti al vertice in grado di bloccare l’attività amministrativa si consumino anche tra un singolo partito e il sindaco. O il suo entourage, va detto anche questo. E l’attività amministrativa resta al palo.
L’urbanistica su tutto
Non è un caso che su queste colonne, appena domenica scorsa, il segretario dell’Idv Paolo Eusebi parlava della necessità di un ulteriore rimpasto a partire, lasciava intendere, proprio dall’urbanistica. Tre i casi che hanno fatto bisticciare a più non posso. Intanto, l’ex Metropolitan. Il sindaco e l’assessore Pasquini mettono a punto un piano di sblocco destinato presto a naufragare. Sì, perché si tira in ballo una sfilza di proprietà pubbliche e private - l’ex Metropolitan, l’ex Coppi, un’area agricola a Candia, un’area edificabile al Poggio - per un domino che ha per tassello di partenza - e come sfondo una serie di varianti di cambio d’uso - la cessione diretta ai privati dell’ex scuola del Poggio. Dall’Idv c’è chi è possibilità, nel Pd tremano invece le vene dei polsi. Ci mette una pietra sopra il segretario generale: la vendita senza gara non è possibile. Punto e a capo.
La grana parcheggi
Ex Umberto I, altro scivolone e ancora su una variante. Il sindaco porta in giunta per un’approvazione a sorpresa, assente l’assessore all’Urbanistica, un altro domino: via lo studentato e la Rsa privata a favore di 70 appartamenti in più, in cambio di un parcheggio sotto largo Cappelli. La maggioranza cade dal cielo, una volta di fronte al fatto compiuto. Pd, Idv e Psi bocciano la variante, che rimane in sospeso. In ballo c’è la valutazione del surplus, ma anche la realizzazione di posti auto sotto la piazzetta, tale da modificare pesantemente la viabilità. L’Idv vorrebbe quei posti auto, il Pd è scettico. Al dunque, sono passati i sessanta giorni per il parere della commissione. A questo punto l’atto può andare direttamente in consiglio. Ma la questione apre anche un’altra partita, quella dei parcheggi. Allora Pasquini rilancia sulle strutture di sosta più piccole, a corona attorno all’isola pedonale. L’Idv predilige un unico parcheggio più grande. Nel Pd non è ancora chiara quale sia la linea, tra pareri più o meno discordanti.
L’ultimo impasse sta nella maxi variante di palazzi di Provincia e Regione che hanno bisogno del cambio d’uso. E stavolta è la giunta, a monte, a non riuscire ancora a trovare un’intesa sulle destinazioni da dare ai singoli immobili, in un disegno complessivo. Ieri sera l’incontro tra i segretari Pd, Idv e Psi per cercare di venirne fuori.
Il bando per i fondi europei
Era stato argomento caldo al limite delle rottura, con tanto di minaccia di crisi e di elezioni anticipate da parte dell’Idv. Le politiche comunitarie, in mano all’allora vicesindaco Franco Brasili, impossibilitate a lavorare per la mancanza di una struttura. I dipietristi spingono per un bando con l’obiettivo di ingaggiare un consulente in grado di formare il personale interno e di avviare la ricerca di fondi in campo europeo. Lo strappo politico si ricuce, ma il bando non c’è.
Un’appendice sulla gestione degli impianti sportivi. Passa il regolamento che prevede le bollette dell’energia elettrica a carico delle società, ma l’Idv non era così d’accordo



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