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Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

"IL 'COLPO' ALLO STATO": LIBRO SULLE RELAZIONI DI DI PIETRO.



Lunedì 31 Gennaio 2011 10:21

IDV: ECCO IL LIBRO SULLE RELAZIONI DI DI PIETRO -1-In primo piano

(AGENPARL) - Roma, 31 gen - Cene con agenti dei servizi e riconoscimenti degli 007 americani in piena inchiesta “Mani Pulite”, viaggi negli Stati Uniti in cerca di fondi e assegni condizionati all’elezione di un certo candidato, voli su Falcon militari, pranzi con discussi imprenditori bulgari a Varna, depositi nella Hsbc di Hong Kong: ad un anno dalle polemiche scaturite dalle anticipazioni è ora uscito “Il ‘colpo’ allo Stato”, il libro che pone pesanti interrogativi sulla rete di contatti dell’ex Pm, nonché attuale leader dell’Idv, Antonio Di Pietro. L’autore è Mario Di Domenico, avvocato e cofondatore dell’Idv, e racconta, tra gli episodi chiave, la cena del 25 dicembre 1992, giorno della consegna dell’avviso di garanzia a Bettino Craxi: “Il giudice Tonino, senza il collega, Gherardo Colombo, col quale, secondo programma, aveva tenuto, alle ore 10.00 al Csm, un corso di aggiornamento, decise di partecipare a quella mangiata con lo 007 più segreto e numero tre dei nostri servizi segreti, Bruno Contrada”.

“Il momento è solenne: si tratta di consegnare al giudice Tonino la targa del servizio segreto americani; niente meno! Lui, però, l’ha svilito al pari di un ciondolo internazionale...roba da bancarella insomma”.

“Nove giorni dopo, però, per Bruno Contrada si aprirono le porte del carcere di Boccea e poi la condanna definitiva a dieci anni per collusione con la mafia”. Della cena con Contrada, Di Domenico riporta le foto nel libro. Foto già emerse un anno fa nelle anticipazioni. Così come ci sono le foto di un altro discusso contatto di Di Pietro: quello con l’imprenditore bulgaro Ilia Pavlov, ucciso da un sicario poco tempo dopo la cena con il leader Idv: “E qui nell’agosto 2002, l’ex giudice, l’ex ministro della Repubblica, l’ex simbolo di virtù, legalità e trasparenza per non smentire sé stesso si fa un’altra bella mangiata in quel di Varna con tal Ilia Pavlov ed altri boss in odore di mafia e di servizi segreti deviati bulgari. Il Sen. S. De Gregorio, ci ha provato a metterlo in guardia su quelle frequentazioni, ma il giudice Tonino gli avrebbe candidamente risposto di stare tranquillo ‘perché Pavlov, con quelle voci, non c’azzeccava niente’! Il cecchino che lo ha freddato sparandogli un colpo al cuore ci ha azzeccato, però! Cos’altro dire di più?”.


http://www.agenparl.it/articoli/focus/news/focus/20110131-idv-ecco-il-libro-sulle-relazioni-di-di-pietro-1



Lunedì 31 Gennaio 2011 10:23

IDV: ECCO IL LIBRO SULLE RELAZIONI DI DI PIETRO -2-




(AGENPARL) - Roma, 31 gen - “Queste, invece - continua Di Domenico nel suo libro commentando le fotografie con il leader Idv Antonio Di Pietro - sono le foto del viaggio di quando, non essendo riusciti a raggranellare legalmente quattrini o sedi a gratis per l’Idv in Italia, un bel giorno disse ‘...e allora ce ne jammo in America’. Aveva alcuni contatti. Aveva organizzato tutto. [...] Poi i preparativi alla partenza attorno ad un Falcon militare. ‘Voi proseguite con un volo civile. Ci ritroviamo a Orlando, in Florida’. Tutta l’east coast americana e poi la sera in aeroporto limousine pronta ad ogni scalo, e tutto spesato. Senza sborsare una lira. Perfino i cellulari. Gli accordi li aveva presi direttamente lui. Sapevo solo che avremmo dovuto incontrare diverse persone interessate a finanziare la nostra attività politica in Italia, per il tramite di un loro uomo: un certo Gino Bianchini. Un toscano trapiantato in America. Uno che si spacciava d’essere molto ben inserito anche negli ambienti dello stato vaticano”.

Poi l’incontro con un delegato del Congresso Usa: “Questa volta il giudice Tonino rimase ad ascoltare quello che già sapeva. Si vede, però, che è visibilmente teso. E poi eccoti un assegnino di 50.000 $. Così tanto per gradire: ‘poi ne arriveranno molti di più’! [...] Dissi allora a Silvana Mura legale rappresentante Idv e al patron di quel festival americano, il giudice Tonino, che quell’assegno non l’avrei consegnato per più motivi: perché era illegittimamente post datato e condizionato all’elezione di quel Bianchini al Senato della Repubblica italiana, niente meno!”.

“Quando poi la storia è diventata pubblica egli ha rifilato al giornalista un’altra delle sue bufale. Ha detto che l’assegno era la fideiussione pagata dal candidato Bianchini, nel 2001. Ho pubblicato allora l’elenco dei garanti che io stesso avevo predisposto con Silvana Mura per la banca, ma questo Bianchini non risulta”. Sullo sfondo di questi episodi, gli avvenimenti della caduta della prima Repubblica: “C’era forse un intento occulto internazionale dietro l’improvviso scoppio di Tangentopoli? Come mai tutto scoppia nel 1992, poco prima delle stragi di Falcone e Borsellino, cioè dieci giorni dopo la firma del trattato di Maastricht dei dodici paesi membri della futura UE e dell’Euro? Come mai i pm che prima non sentivano e non vedevano il grado della malversazione raggiunta nel campo del finanziamento illecito dei partiti politici, oppure venivano zittiti dai loro capi, da quel momento in poi possono procedere?”.


http://www.agenparl.it/articoli/focus/news/focus/20110131-idv-ecco-il-libro-sulle-relazioni-pericolose-di-di-pietro-2




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