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Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

ELEZIONI IN SICILIA: ALLEANZA AL SECONDO TURNO TRA PD, TERZO POLO, SEL, IDV

SiciliaInformazioni - Prima Pagina

Fra Nuovo polo, Pd e Sel-Idv il patto del “secondo tempo” 
Chi esce meglio al primo scrutinio viene aiutato


Verrà chiamato il patto del “secondo tempo”. Non passerà alla storia ma è meglio che niente, perché permette di sopravvivere alla diversità che minacciava di creare guasti alla maggioranza di governo, che vede i quattro partiti del Nuovo polo (Mpa, Udc, Api e Fli) alleati con il Pd.
L’intesa raggiunta a conclusione di una serie di incontri, bilaterali e multipli, ha confermato nella sostanza ciò che il presidente della Regione aveva annunciato già la scorsa settimana, che cioè sarebbe stata assai improbabile, per non dire impossibile, una alleanza sia con il Pdl da una parte, che con la sinistra di Sel e Idv dall’altra. La motivazione è una sola, anche se le aree politiche sono due: hanno cercato di sfasciare tutto, quindi è impensabile associarli a patti elettorali per le amministrative, fosse anche per il più piccolo comune dell’Isola.
Questa linea ha dapprima spiazzato Beppe Lupo, segretario regionale del Pd, e poi suscitato una polemica fra il capogruppo del Pd all’Ars, Antonello Cracolici, e il segretario del Fli, Scalia.
Lupo avrebbe voluto mettere insieme il Nuovo polo e Sel con Idv in una grande alleanza che battesse ovunque possibile il centrodestra, ma il Nuovo polo si è dato una strategia diversa a Roma, e cioè una posizione di equidistanza che avrebbe potuto essere contraddetta in prima battuta dalle amministrative siciliane, quindi non si è voluto correre il rischio di incoraggiare “speculazioni” con le vicende siciliane già “compromettenti” per l’area di centro legata ai democratici.
Le conclusioni cui si è giunti hanno una solennità salomonica e finora sembrano accontentare tutti, sia il Nuovo polo, quanto il Pd e i due partiti di sinistra come il Sel e Rifondazione, con Idv a latere (che di sinistra non è).
Il Nuovo Polo presenta propri candidati ovunque sia possibile, lo stesso fanno i democratici e la sinistra con Idv. 
Il patto “scatta” dopo il ballottaggio. Il candidato più votato che non abbia raggiunti il 50,1 per cento dei suffragi ed è quindi costretto al ballottaggio dovrà essere aiutato da quelli che non ce l’hanno fatta, quindi Nuovo Polo e Sel-Idv.
Il patto è chiaro, ma dal dire al fare c’è di mezzo il territorio, dove sono radicate consuetudini politiche che potrebbero entrare in linea di collisione. Una circostanza affatto nuova, localmente vengono decise liste, alleanze che spesso nulla hanno a che fare con gli orientamenti nazionali e regionali. Queste caratteristiche locali non potranno essere dismesse dall’oggi al domani. Ma già la volontà di stare insieme per fare vincere il candidato più forte è un risultato importante, perché inaugura una sorta di relazione privilegiata, magari “di seconda istanza”.



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