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Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

DI PIETRO/DI DOMENICO: 50 QUERELE A 1

Lunedì 7 Febbraio 2011

Di Pietro, il Re Sole dell’IdV

massimo morici

Superati gli ostacoli legali che ne hanno impedito per mesi l’uscita, finalmente vede la luce l’autobiografia non autorizzata del leader dell’IdV Antonio Di Pietro (Colpo allo Stato. La legge è uguale per tutti…salvo alcuni, Edizioni Sì) scritta dall’avvocato Mario Di Domenico, tra i fondatori dell’IdV, da oggi in edicola.

Pubblicazione rilanciata stamane in prima pagina in un articolo del quoditiano Libero di Gianluigi Nuzzi che ne anticipa i contenuti. Il libro, infatti, accusa Di Pietro di aver compiuto una nutrita serie di irregolarità, scorrettezze e persino reati. Tonino, manco a dirlo, non ci sta. E annuncia non una, ma 50 querele contro il suo ex collaboratore e amico. Panorama.it ha intervistato Di Domenico, che si toglie qualche sassolino dalla scarpa.

Avvocato, finalmente è riuscito a pubblicarlo…
Oltre alle difficoltà che esistono in ogni lavoro di ricerca nel reperire i documenti che non erano in mio possesso, per portare avanti un discorso di verità, bisogna aggiungere le forti pressioni esercitate almeno da un anno dall’onorevole Di Pietro ai miei editori (Di Domenico è stato costretto a cambiare casa editrice, ndr) per bloccarne l’uscita: montagne di atti spediti per spiegare che lui è il San Giorgio della liberazione e per diffidarne la pubblicazione (Di Pietro di diffide ne ha inviate ben sei, ndr).

Ma oggi è in edicola. Di Pietro, tuttavia, dice che lei nel suo libro racconta balle. E annuncia una montagna di querele.
Ho letto stamane che sarebbero 50. Ma io gli rispondo: caro Di Pietro, ne basta una sola. Venga piuttosto in tribunale a rispondere delle pressioni che ha esercitato in questi mesi sulle case editrici che avevano in mano il mio manoscritto: sporgerò querela per violenza privata, intimidazione e diffamazione. Di Pietro parla di una sentenza in cui sarei definito “grafomane di professione”, ma dice il falso. La verità è che sono un ricercatore accreditato al Cnr e, per mestiere, scrivo anche libri.

Di Pietro dice che lei non ha pagato le spese processuali e che la sua casa sarebbe finita all’asta.
I debiti li ho pagati: 20.000 euro di tasca mia, come tutti i cittadini onesti, e non con i soldi degli inquisiti… 

Lei non è il solo ex collaboratore ad attaccare il leader dell’IdV. Com’è che Di Pietro in tutti questi anni si è creato così tanti nemici proprio tra i suoi ex amici?
Perché lui vuole essere il Re Sole, il padrone assoluto del partito. Si finge comunista, ma non lo è e non lo è mai stato. E ora si sta mangiando il Pd. Questo è l’uomo Di Pietro e nel mio libro ho fatto luce su questo aspetto, scrivendo cose che poi già tutti sanno. Volevo affrontare la questione morale di cui parlò Berlinguer e che non può essere trascurata oggi. La verità non deve far paura.

Ed ora che farà?
Sto scrivendo un altro libro di più ampio respiro sulle ombre nella Seconda Repubblica. Si chiamerà Archivio di Stato. E parlerà, ovviamente, anche di Antonio Di Pietro e dei danni che ha recato alla magistratura stessa. Ma non solo: metterò in rilievo altre contraddizioni. Per esempio, pur avendo buoni rapporti con il Carroccio, di cui stimo la maggior parte dei suoi esponenti e che anzi devo ringraziare per avermi aiutato nelle mie ricerche, vorrei far notare che nell’articolo 1 dello Statuto della Lega si parla tranquillamente di secessione. Lo scrissero anche gli indipendentisti siciliani nel 1947 e finirono in galera. No, la legge non è uguale per tutti.

Di Pietro da parte sua risponde alle accuse del libro, rilanciate da Libero, direttamente dal suo blog, pubblicando una corposa documentazione “relativa alle accuse diffamanti e denigratorie del signor Di Domenico”.

 



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