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News by Dire
Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

VENDOLA APRE AI FINIANI: "ALLEANZA A TEMPO DETERMINATO"

Corriere della Sera.it
martedì 15 febbraio 2011
VENDOLA APRE AI FINIANI ( e spiazza il PD) "SI' ALL'ALLEANZA, MA A TEMPO DETERMINATO".

di Meli MariaTeresa

ROMA — Io non ho problemi, io vado a vedere le carte di tutti»: è un Nichi Vendola sorprendente quello che al telefono da Bruxelles annuncia di non aver problemi a «partecipare a quella che alcuni chiamano Santa Alleanza e altri Cln». «Si dice che c'è un'emergenza democratica? Ebbene in questo caso devono cadere veti e pregiudiziali e bisogna confrontarsi con gli interlocutori disponibili». Il presidente della Regione Puglia sta per caso dicendo che sarebbe disposto ad allearsi persino con Gianfranco Fini? Io faccio questa proposta: mettiamoci tutti insieme ma non per fare un'armata Brancaleone, che in questo modo finiremmo per rivitalizzare Berlusconi. Mettiamoci tutti insieme per dare vita a un'alleanza che si prefigge di andare al governo per fare tre cose: la riforma elettorale, la legge sul conflitto d'interesse, la riforma del sistema radiotelevisivo e del-l'informazione. Esauriti questi compiti circoscritti, si torna alle elezioni». Il Vendola che non pone nessun veto su Futuro e libertà non vuole però che altri pongano delle pregiudiziali nei confronti, per esempio, di Antonio Di Pietro: «Non deve esserci nessuna discriminazione». Ma che è mai successo al «governatore» della Puglia? Perché questa svolta? Io mi sono un po' rotto le scatole di essere dipinto come quello che sta all'angolo, che pensa unicamente alle primarie perché ha in mente solo il proprio personale destino politico. Non è così». L'importante, secondo Vendola, è che comunque questa alleanza e questo futuribile esecutivo siano visti in un'ottica emergenziale. Nulla di più: «Io ho grande rispetto per Fini e ho ascoltato con interesse Il suo discorso di Milano. Il presidente della Camera ha spiegato chiaramente di voler fare un partito di destra, e quindi pensare di iscriverlo d'ufficio nel centrosinistra sarebbe una sciocchezza Non dimentichiamoci il secondo governo Prodi, non dimentichiamoci come finì ner colpa di una coalizione che era profondamente disomogenea. Perciò nessuno si immagini di dare vita a uno schieramento stabile. Al confronto di un'alleanza del genere l'Unione verrebbe ricordata come una falange compatta. Quindi va benissimo affrontare l'emergenza, far cadere Berlusconi, e fissare tutti insieme delle nuove regole, però poi deve tornare la politica». E con la politica deve riaprirsi il confronto sui programmi all'interno delle forze del centrosinistra: «Il confronto sulle relazioni industriali, su quelle sindacali, sulle questioni sociali, sulla precarietà del lavoro e della vita...». E Vendola continua a sciorinare il programma del centrosinistra che sarà. Per il momento, comunque, c'è il suo via libera alla Santa Alleanza. Un via libera che è anche tattico. Io non mi voglio mica fare mettere all'angolo da quelli del Pd», ha spiegato ai suoi il presidente della Regione Puglia. Perciò ha sparigliato con questa mossa, che, senza dubbio, spiazzerà i dirigenti del Partito democratico. I quali, tanto più dopo l'incontro della settimana scorsa tra Vendola e Bersani, erano convinti che il leader di Sel avrebbe opposto un rifiuto alla proposta di una Santa Alleanza e pensavano di metterlo spalle al muro. Da quel muro, però, ora Vendola si è allontanato: in gioco ci sono i voti del Pd, perciò il «governatore» della Puglia non ha intenzione alcuna di arrivare pubblicamente ai ferri corti con la dirigenza di quel partito. In tutti i sondaggi Sel veleggia ormai sopra il 9 per cento. Ma non basta. Fausto Bertinotti, che ha assunto il ruolo di grande consigliere di Vendola & company, sogna di «lanciare un'Opa democratica sul Pd». L'obiettivo finale, quindi, è ancora lontano e il leader di Sel non può permettersi di compiere nessun errore nella sua partita con Pier Luigi Bersani.

http://rassegnastampa.mef.gov.it/mefnazionale/View.aspx?ID=2011021517904685-1



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