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News by Dire
Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

PROF. TRANFAGLIA LASCIA DI PIETRO, CHE SBRAITA: "RICATTO".

Tranfaglia lascia l'Idv:

21 marzo 2011 

“L’Italia dei Valori è governata da parenti e amici, e Di Pietro stima e ammira Bossi”

L’Italia dei Valori perde i pezzi, e si porta dietro veleni e polemiche. Nicola Tranfaglia, storico ed autorevole esponente della cultura italiana, molla Antonio Di Pietro e, già che ci sta, sul suo profilo Facebook critica aspramente l’ex magistrato di Mani Pulite:

Purtroppo ho dovuto verificare come le speranze mie e dei simpatizzanti dell’Italia dei Valori fossero, a dir poco, eccessive e mal risposte. Ho conosciuto bene in questi anni il partito fondato da Di Pietro e ho dovuto constatare che, pur avendo al suo interno sinceri riformatori, è rimasto ahimè un partito troppo personale, o meglio un partito personale e familiare, governato con pugno di ferro dall’ex pm di Milano e da una schiera di amiche e parenti di ogni ordine e grado. Con criteri interni di governo, quel che è peggio, che nulla hanno a che fare con il merito individuale e la competenza e, tanto meno, con quella parità dei punti di partenza, che dovrebbe restare il sale di un partito politico moderno.

L’accusa di familismo non è una novità per Di Pietro: Tranfaglia stesso lo aveva difeso quando era Paolo Flores d’Arcais ad accusarlo. Tranfaglia va oltre, e accusa l’ex magistrato di avergli tagliato i fondi:

Ho fondato perciò scuole di formazione politica e culturale per i giovani e l’iniziativa, del tutto gratuita per studenti e professori, ha avuto un indubbio successo, con un primo esperimento a Roma frequentato da una sessantina di giovani. Quindi ho pensato di farne una Scuola Nazionale, con più di duecento persone. In quell’occasione Di Pietro, in un primo tempo, non ha voluto finanziare la Scuola ma, quando ha constatato l’entusiasmo evidente dei destinatari, ha deciso di aggiungere alcune (non tante) risorse del partito a quelle dei capi – gruppo di Camera e Senato, Donadi e Belisario, che avevano subito capito l’idea e l’avevano finanziata. La Scuola di formazione ha riscosso un grande successo presso le nuove generazioni e in seguito sono nate su quell’esempio varie scuole regionali a cui ho partecipato. Dopo tutto questo impegno, come un fulmine a ciel sereno, poco più di un mese fa, la Tesoriera Nazionale, rag. on. Silvana Mura, è venuta nel mio studio, nella sede centrale del partito, e, senza nessuna spiegazione, mi ha comunicato che il presidente del partito d’accordo con lei, aveva deciso di sospendere a tempo indeterminato il mio esiguo rimborso spesemensile, per improvvise difficoltà economiche.

La chicca finale è riservata al rapporto tra Di Pietro e Bossi:

Quasi grottesco è stato l’ultimo colloquio con Di Pietro: gli volevo spiegare la strategia culturale che avevo in mente per il partito, ma lui mi ha interrotto dicendomi che non era il caso di discuterne perché non era quella una priorità e che a proposito di strategie lui non aveva niente da imparare, essendo l’unico uomo insieme con Bossi che aveva fondato un partito (si era dimenticato che la grande notorietà non se l’è guadagnata da solo ma è venuta a lui dalla clamorosa vicenda di Mani Pulite), perciò stima una sola persona in parlamento e questi è Umberto Bossi fondatore della Lega Nord. Potete immaginare quello che ho pensato. Ora mi è chiaro il perché sono stati scelti da Di Pietro personaggi come Scilipoti De Gregorio ecc…La cultura non è una priorità e i criteri usati sono, a questo punto, facilmente immaginabili.

http://www.giornalettismo.com/archives/118521/litalia-dei-valori-e-governata-da-parenti-e-amici-e-di-pietro-stima-e-ammira-bossi/


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21 marzo 2011

IL CASO

Tranfaglia lascia l'Idv: "Partito familiare"
Dura replica di Di Pietro: "Voleva ricattarmi"

Addio polemico dello storico che denuncia il regime interno all'Idv. Per l'ex pm si tratta però solo di una questione di soldi: "Ho un sms in cui Nicola mi chiede il rinnovo del contratto"


ROMA - Scambio di accuse senza esclusione di colpi tra Antonio Di Pietro e Nicola Tranfaglia. Allo storico, che ieri aveva annunciato l'addio all'Italia dei Valori denunciando il familismo e la gestione clientelare del partito, ha risposto oggi lo stesso Di Pietro con parole altrettanto pesanti. "Nicola Tranfaglia? Ha tentato di ricattarmi", ha detto il leader dell'Idv intervistato a '24 Mattino'. "Ho in questo telefono un sms del buon Nicola Tranfaglia - ha aggiunto l'ex pm - cui voglio bene e cui rinnovo stima e affetto. Fino all'altro ieri mi diceva 'senti, rinnovami il contratto' perché lui aveva un regolare contratto 'perché altrimenti se non me lo rinnovi faccio un articolo in cui dico male di te'". "Quando si scade al tentativo di ricatto, non si scende a compromessi", ha proseguito Di Pietro. "Pensa un po' a 60 anni, dopo tutto quello che ho fatto, se mi faccio ricattare da Tranfaglia", ha concluso.

Ieri, spiegando la sua uscita dall'Idv, Tranfaglia aveva descritto il partito come "famigliare, governato con il pugno di ferro dall'ex pm e da una schiera di amiche e parenti di ogni ordine e grado". Accuse che dopo l'affondo di Di Pietro lo storico ha ribadito anche oggi in una lettera. "Ho conosciuto bene in questi anni il partito fondato da Di Pietro e ho dovuto constatare che, pur avendo al suo interno sinceri riformatori, è rimasto ahimè un partito troppo personale, o meglio un partito personale e familiare".
"L'unica consolazione dopo aggiunto - è che non sono il primo né l'unico ad aver avuto un trattamento discutibile dall'onorevole Di Pietro: i casi di Elio Veltri e di Giulietto Chiesa sono lì a dimostrarlo". "A questo punto non mi restava che lasciare il partito, pur con grande dispiacere per i giovani che mi avevano seguito in questi anni con grande interesse - ha scritto Tranfaglia - Ora mi è chiaro il perché sono stati scelti da Di Pietro personaggi come Scilipoti, Razzi, De Gregorio ecc". 

L'ex responsabile culturale del partito ha ricostruito poi così il presunto ricatto ai danni di Di Pietro. "Come un fulmine a ciel sereno poco più di un mese fa la tesoriera del partito, Silvana Mura, senza nessuna spiegazione mi ha comunicato che il presidente del partito, d'accordo con lei, aveva deciso di sospendere a tempo indeterminato il mio esiguo rimborso spese mensile, per improvvise difficoltà economiche. Ho chiesto a Di Pietro le ragioni della scelta e mi ha detto testualmente: 'E' legittimo ma devo decidere'. E, nel mese successivo, non mi ha detto più nulla". "Ci tengo a precisare - ha concluso Tranfaglia - che la questione economica è secondaria rispetto alla mia scelta perché oltre all'umiliazione di non aver ricevuto una risposta, pochi giorni fa ho ricevuto una mail dall'onorevole Silvana Mura, che mi liquidava con le testuali parole: 'Rimane inteso che la collaborazione con il partito è da intendersi definitivamente risolta'".



21 marzo 2011

ERA RESPONSABILE DELLA CULTURA DELL'ITALIA DEI VALORI : «NON C'È MERITO E COMPETENZA»

Idv, Tranfaglia sbatte la porta e se ne va 
Scambio di accuse con Di Pietro

L'ex pm: «In un sms mi chiedeva il rinnovo del contratto altrimenti avrebbe parlato male di me»

MILANO - «Nicola Tranfaglia? Ha tentato di ricattarmi». Così Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori intervenuto a «24 Mattino» su Radio 24 ha spiegato il perché della fuoriuscita dello storico dal partito. Tranfaglia, 72 anni, professore emerito di Storia dell'Europa, responsabile Cultura dell'Idv, ha lasciato il movimento denunciando criteri di gestione «che non hanno nulla a che fare con il merito e la competenza». Dopo Elio Veltri e Giulietto Chiesa un'altra figura di rilievo si scaglia contro la gestione «personale» del partito. «Senza nessuna spiegazione ha sospeso fino a tempo indeterminato il mio esiguo rimborso spese mensile, per improvvise difficoltà economiche», ha detto Tranfaglia in una nota. Si tratta del rimborso della Scuola nazionale di formazione fondata da Tranfaglia all'interno dell'Idv: «Di Pietro mi ha risposto che la cultura non era una priorità e che in quanto a strategia lui non aveva niente da imparare essendo l'unico insieme a Bossi, l'unico che stima in parlamento, ad aver fondato un partito. Potete immaginare quello che ho pensato».
LA REPLICA - Secca la risposta di Di Pietro: «Ho in questo telefono un sms del buon Nicola Tranfaglia, a cui voglio bene e a cui rinnovo stima e affetto. Fino all'altro ieri mi diceva "senti, rinnovami il contratto" perché lui aveva un regolare contratto "perché altrimenti se non me lo rinnovi faccio un articolo in cui dico male di te". Quando si scade al tentativo di ricatto, non si scende a compromessi. Pensa un po' a 60 anni, dopo tutto quello che ho fatto, se mi faccio ricattare da Tranfaglia».






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