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Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

PROF. NICOLA TRANFAGLIA: "L'Idv E' UN PARTITO POPULISTA DI DESTRA".


martedì 22 marzo 2011, pagina 9

di Privitera Chiara

Ora se n'è accorto pure lo storico «1'Idv è un partito populista di destra» NICOLA TRANFAGLIA. Rottura polemica dello storico, ex responsabile cultura del partito. «Di Pietro? Altro che metodi democratici, nel partito decide tutto un'oligarchia dispotica».

Di CHIARA PRIVITERA Dopo Elio Veltri e Giulietto Chiesa adesso è la volta di Nicola Tranfaglia, ex responsabile cultura dell'Idv, che abbandona l'Idv sbattendo la porta. «Di Pietro ha costruito una società privata con la moglie, ha incamerato più di cento milioni di euro per i rimborsi elettorali e poi viene da me, anzi mi manda la tesoriera del partito, Silvana Mura, e senza spiegazioni mi comunica che il mio rimborso spese mensile è stato sospeso per improvvise difficoltà economiche? Non potevo restare». Insieme al rimborso spese, per Tranfaglia, è inconcepibile «la gestione del partito come fosse una piccola oligarchia capeggiata da Di Pietro, che certo non usa metodi democratici».

E lei lascia l'ldv per una questione di rimborso spese?

Devo prima fare una premessa doverosa.

Prego. Tre anni fa, quando il centro- sinistra fu sconfitto da Berlusconi, avevo appena lasciato i comunisti italiani a seguito di una loro dura critica. Durante un'intervista su Raiuno avevo detto una cosa semplicissima: che a Cuba c'è la dittatura. Ne nacque, come dicevo, uno scontro e io lasciai il partito. In quell'occasione mi chiamò Di Pietro e insieme organizzammo i primi convegni di formazione politica. A Di Pietro l'iniziativa era talmente piaciuta che volle creare una vera e propria scuola per trecento, studenti. Mi nominò responsabile nazionale perla Cultura, titolare del un nuovo Dipartimento del Partito.

Adesso però Di Pietro l'accusa di ricatto.

Guardi questa è da ridere. Sono un professore che insegna da più di cinquant'anni e il ricatto non fa parte del mio linguaggio. C'è stato uno scambio di messaggi tra me e Di Pietro, ma io non ho ricattato proprio nessuno.

Ne avete parlato personalmente?

Si, prima dei messaggi. Quel giorno che la Mura mi comunicò la decisione del partito, Di Pietro venne nel mio studio. Gli dissi che volevo esporgli la mia strategia culturale per il partito. L'ex pm era molto euforico quel giorno.. e replicò: «Macché cultura e istruzione! Macché strategia!». E a proposito di linee strategiche disse che non aveva niente da imparare perché lui è l'unico, insieme a Bossi, che ha fondato un vero partito.

Un apprezzamento a Bossi. Di più. Disse che il Senatur è l'unico che stima in Parlamento. Mi sono così permesso di ricordargli che se la stima è dovuta alla fondazione del partito, allora anche Berlusconi ne ha fondato uno.

Pensa che Bossi, Di Pietro e Berlusconi condividano linee politiche simili?

Della Lega penso il peggio possibile. È una forza pericolosa per il paese, secessionista e antimeridionale. Ma un elemento in comune tra i tre c'è: il populismo. Mi perdoni, ma com'è allora che ha scelto l'ldv?

Per una ragione di fatto: nel 2008 mi sembrava che questa fosse la forza di opposizione più netta contro Berlusconi. Fu una scelta contingente al mio impegno politico, notoriamente contro il berlusconismo.

Non è un po' tardi per accorgersi che l'ldv «è un partito di tipo familiare».

Nel gruppo ci sono tanti elementi positivi, come i giovani che ne fanno parte. Ma anche troppi elementi negativi. Soprattutto quando si tratta di prendere decisioni l'ultima parola è sempre la sua, di Di Pietro e della sua fida Silvana Mura.

Nella sua lettera lei continua dicendo: «Di Pietro governa schiere di amici, amiche e parenti».

Quando facevo parte del comitato esecutivo ho detto a Di Pietro che per un partito più democratico occorreva creare accanto al consiglio di presidenza del partito, formato da cinque persone, un organo intermedio con una commissione di almeno trenta persone. Per tutta risposta Di Pietro si oppose. Poi c'è la storia dei responsabili perla cultura regionali e quelli dei dipartimenti nazionali, sempre nominati da lui


http://rassegnastampa.mef.gov.it/mefnazionale/View.aspx?ID=2011032218210441-1



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